Ruggiero Inchingolo & Suoni dal Mediterraneo Project aprono la rassegna concertistica coratina “Musica e pace:un abbraccio sonoro fra popoli”

La manifestazione organizzata dall’Associazione culturale Extra nos di Corato presieduta dal prof. Eliseo Tambone e presentata dalla prof.ssa Luisa Varesano, ha sottolineato la volontà di mostrare una prospettiva che potesse raccontare l’incontro tra culture diverse.

Soltanto la cultura, in particolare l’arte e la musica, possono opporre ai rumori di guerra i suoni di pace per poter unificare i popoli. La musica è un linguaggio universale in grado di accomunare giovani, adulti e anziani di tutto il mondo. Grazie ad essa si annullano le differenze che, invece, in altri contesti culturali e sociali, vengono evidenziate per dividere le persone. Musica e pace: un abbraccio sonoro fra popoli questo il progetto che propone dei concerti racconto, ciascuno dedicato ad un aspetto dell’incontro musicale fra popoli.

A rappresentare l’incontro e il confronto della tradizione pugliese con quelle di altri generi e civiltà, dal mondo arabo fino ai paesi dell’ Europa è stato invitato l’etnomusicologo e musicista Ruggiero Inchingolo con la sua formazione Suoni dal Mediterraneo Project, reduce dal successo riscontrato alla grande Kermesse internazionale “La notte della Taranta”.

Il gruppo, che prende il nome dal già rinomato Festival andriese di Musica Etnica da lui diretto svoltosi ad Andria dal 1998 al 2011, ha tenuto un concerto nell’Auditorium del Liceo Artistico di Corato diretto dal prof. Sabino Gallo, il 24 novembre scorso. L’evento ha riscosso un successo notevole di critica e pubblico. Queste le parole di uno spettatore attento:

Difficile definire l’esperienza musicale, culturale e corporea che ci ha fatto provare Ruggiero insieme al suo gruppo. Era impossibile rimanere fermi. Quando gli acuti del violino incontravano il ritmo ossessivo del tamburello, la performance diventava energia allo stato puro. Con gli altri strumenti, invece, abbiamo viaggiato tra le nebbie dell’ Irlanda, i fuochi nei campi rom e nei deserti del nord africa, per poi passare per la Grecia, i balcani, ma con il fulcro catalizzatore nel Salento. Non un concerto ma una installazione artistica e un manifesto politico che andrebbe affisso sulle pareti di ogni città e nazione”. Il concerto si è aperto con l’oud, strumento prediletto di Inchingolo, che rappresenta il mondo arabo, con un brano il cui testo è un messaggio di speranza alla vita, se pensiamo a tutti quei corpi senza nomi che affollano il nostro Mar Mediterraneo.

Il brano, dal titolo E’ la vita, composto da Ruggiero, è stato dedicato a tutti quei profughi che sbarcano sulle nostre coste perchè costretti ad abbandonare la loro terra per colpa di qualcuno più potente di loro che sta violando i diritti umani.  Denominato “il violinista della pizzica”, Ruggiero Inchingolo è il diretto discendente di Luigi Stifani, lo storico violinista terapeuta dei rituali del  “morso” della taranta.

Indagata dalla Folk Roots di Bristol (UK), rivista leader di World Music nel mondo, la musica di Ruggiero Inchingolo rappresenta il punto di svolta del tradizionale linguaggio della  pizzica salentina. Primo a introdurre l’oud arabo con incursioni in altri generi. Le sue innovazioni, le variazioni violinistiche su Santu Paulu, i suoi evolutivi fraseggi hanno fatto il giro del mondo ispirando molti gruppi ed esercitando una notevole influenza sulle nuove generazioni di musicisti.