“Salviamo l’agricoltura pugliese” – l’augurio di Capodanno di un giovane imprenditore

“Nella duplice veste di consigliere del C.L.A.A-(Comitato Liberi Agricoltori Andriesi) e come titolare di azienda agricola, stiamo lottando con le associazioni di categoria per il riconoscimento dello stato di calamità naturali per tutte le aziende agricole della Puglia, dimenticate dal governo nazionale. E non solo!” – lo riporta il giovane agricoltore andriese Natale Francesco Zagaria.

“Tutti insieme per salvare l’agricoltura pugliese. E’ la vera risorsa del territorio, è la nostra storia e sarà il nostro futuro. Vogliamo tutti gli altri settori e tutti i cittadini al nostro fianco” – ha aggiunto Zagaria.

Nell’anno appena trascorso, lo ricordiamo, l’agricoltura pugliese ha dovuto subire pesanti calamità naturali con grandinate, trombe d’aria ed allagamenti. Il tutto è avvenuto che nell’anno precedente l’allarme era invece rivolto sopratutto al problema siccità e mancanza d’acqua. Insomma, due anni terminati in maniera estrema e che potrebbero vedere nel 2019 un punto di svolta

Gilet arancioni’, il coordinamento delle organizzazioni sindacali agricole pugliesi che da alcune settimane, ispirandosi al vento di protesta francese del “gilet gialli“, sta promuovendo per  “per protestare – spiegano – contro il ministero delle Politiche agricole che ha dimenticato il mondo agricolo pugliese”. Agci, Associazione frantoiani di Puglia, Cia, Confagricoltura, Confocooperative, Italia olivicola, Legacoop, Movimento nazionale agricoltura e Unapol hanno costituito a Montegrosso (Barletta-Andria-Trani) l’unità di crisi per la mancata declaratoria sullo stato di calamità per le gelate. “Una iniziativa – spiegano le associazioni – resasi necessaria per la totale disattenzione da parte del governo verso un problema che non riguarda solamente il mondo della produzione agricola, ma anche il mondo del lavoro, con oltre un milione di giornate lavorative andate perse, e il settore del commercio con oltre 90mila ettari di olivi danneggiati che non hanno prodotto quasi nulla e 1.600 frantoi praticamente fermi”.

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