Santovito: “gli andriesi hanno diritto di sapere quanto graveranno i debiti comunali nei prossimi anni”

Vincenzo-Santovito“Andria, situazione debitoria del Comune: chi ci sta prendendo in giro?” Era esattamente il 21 luglio 2015 quando il sottoscritto diramava quel comunicato stampa, ripreso dagli organi di informazione, con il quale manifestava la sua preoccupazione e quella dei cittadini in merito alla disastrosa condizione delle casse del comune di Andria e delle nefaste conseguenze che avrebbero potuto derivarne” – ricorda Vincenzo Santovito, Presidente della L.A.C. – Libera Associazione Civica di Andria.

“L’intervento del sottoscritto” – prosegue Santovito – “prendeva spunto dalla denuncia del Movimento 5S che parlava di un “disavanzo da 49milioni di euro e più”. Di fronte a quella gravissima situazione mentre moltissimi andriesi restavano in silenzio, come pure facevano i Partiti che annicchiavano, il sottoscritto divulgava il suo comunicato e lo faceva apertamente, senza nascondersi dietro sigle o siglette, senza fare il guiscardo”.

“In quell’occasione i politici continuavano a litigare fustigandosi tra di loro, per finta o per vero non si è ancora capito. Ora leggiamo una pubblica denuncia proprio da parte di coloro che avevano appellato l’opposizione essere “impreparati o in malafede”.

Oggi leggiamo che alcuni autorevolissimi esponenti del governo cittadino denunciano la loro preoccupazione rispetto alla recente nota trasmessa dal Collegio dei Revisori dei Conti ed annunciano alla città che le casse comunali sono vuote, che crescono i debiti e chiedono addirittura a mezzo stampa che si convochi una riunione ad hoc per discutere sul tema. Un po’ come fanno oggi i ragazzini viziati che pur stando a tavola con i genitori comunicano con gli sms e non parlano più.

Poiché quei debiti saranno lasciati in eredità ai posteri dunque a tutti noi cittadini, ringraziamo coloro che in queste ore stanno portando a conoscenza del popolo quella drammatica situazione. Siamo sicuri che lo stiano facendo per il bene comune, non mistificando la realtà che si è venuta a creare.

Di fronte a questo dato qualunque divisione deve essere superata perché altrimenti verrebbe seriamente da porsi una domanda: ma quei debiti e quelle casse vuote si sono formati e si sono svuotate solo oggi o forse già dal 2015 e ancor prima quando il sottoscritto interveniva con decisione su questo delicatissimo argomento la situazione era già compromessa? Perché non ammetterlo sin da allora e magari prevenire ulteriori buchi e danni economici? La nostra buona fede è infinita quindi non dubitiamo di nulla e di nessuno. Quella stessa nostra buona fede però non può essere calpestata o utilizzata impropriamente dunque rigettiamo al mittente tutte le accuse strumentali che abbiamo ricevuto quando abbiamo espresso il nostro parere in sala giunta e fummo tacciati di essere disfattisti e salvaguardare interessi personali.

Non c’è voluto molto tempo per demolire quei muri di carton gesso visto che oggi proprio all’interno del governo cittadino si consuma una guerra senza esclusioni a colpi di clava e a pagare anche quest’ulteriore guerra saranno ancora e di nuovo i poveri cittadini passivi.

Non sappiamo a cosa sia dovuto il silenzio istituzionale che vige nei corridoi e nelle stanze di Palazzo San Francesco. Se sono beghe personali che se le risolvano da soli ma se quelle beghe possano, anche minimamente, avere ripercussioni sulla città ferma da anni allora è meglio non aspettare la prossima tornata. I panni sporchi vengano stesi su una ringhiera interna al palazzo in modo che gli inquilini provvisori li vedano ogni giorno ma almeno la città ne sia esclusa da quella vista sgradevole, sporchi e nauseabondi e magari chiamati pure a lavarli.

Andria aspetta le risposte serie alle sue tantissime emergenze quotidiane e delle beghe di palazzo ci interessa ben poco.

Giù le maschere, correte in piazza e raccontate la verità a tutti gli andriesi.
Noi, sentinelle della città vi guardiamo e sappiamo anche ascoltarvi, nel bene e nel male quindi PARLATE!!!” – conclude il signor Vincenzo Santovito.