Savino Montaruli: “auguri ai nuovi assessori della Provincia BAT … che non c’è più”

Savino-Montaruli“A pochi, pochissimi giorni dal voto referendario la politica locale continua a far finta di nulla e come nel film di Totò continua a dire a se stessa: “e che mi frega a me, che so’ Pasquale io!”.  La realtà invece è altro e parla di tutt’altro. Quella che nacque come lo strumento rivoluzionario che avrebbe dovuto sopperire alle tantissime inefficienze delle amministrazioni comunali e territoriali cioè la Provincia di Barletta Andria Trani, che pure nei suoi primi anni di operatività ha tentato di assolvere a tale compito, non esiste più e non esiste più non da oggi ma da tantissimo tempo” – commenta Savino Montaruli (Presidente dell’associazione di categoria Unimpresa Bat).

“Nonostante si voglia continuare a far finta di nulla” – prosegue Montaruli –ed interpretare una parte che in quel film straordinario del Principe di Napoli non esiste, i “protagonisti” della storia passata, recente ed attuale del cerbero, mostruoso cane a tre teste, devono prendere atto di trovarsi ad operare, ormai anche in solitudine, in un’ampolla vuota e con l’ossigeno in definitivo esaurimento. Poiché la politica oltre ad essere l’arte dell’impossibile è anche l’arte dell’inesistente bisogna continuare a far finta di nulla e lo si deve fare fino in fondo anche quando l’immobile della sede legale diventa impraticabile, al limite del collasso statico. Fra qualche giorno, dopo il voto referendario, qualcuno potrebbe arrivare a chiudere definitivamente il portone del “gioiello” che pure in questi anni di “soddisfazioni” ne ha regalate tante, tantissime a tantissimi fedelissimi”.

“Tra un SI ed un NO si va dunque avanti ed ecco che arrivano pure le deleghe assessorili. Come dire, non sappiamo se a tavola arriverà il companatico ma le posate devono essere rigorosamente d’argento ed i bicchieri di cristallo, anche se si sa già a priori che resteranno vuoti. Vuoti, proprio come gli incarichi assessorili dispensati recentemente ai nuovi rappresentanti dell’Ente moribondo ed acciaccato”.

“Sono molti anni ormai che a Piazza San Pio X, come in tutte le altre sedi decentrate per le quali si continuano ancora oggi a pagare costosi canoni di locazione nonostante la maggior parte di quelle stanze siano desertificate e senza più personale, con superfici superflue ed inutilizzate, non si tengono più incontri, riunioni, seminari pubblici”.

Sono anni ormai che quell’Ente non produce più rapporti umani ed istituzionali. Sono anni, moltissimi anni, ormai, che quell’Ente non svolge più quell’ambizioso ruolo che l’ha visto nascere e per il quale avrebbe dovuto esistere. Svuotato delle sue competenze l’Ente Provincia Bat deve fare i conti con la realtà e la realtà dice che il tempo della vacche grasse, anche per il cerbero, è finito e la tavola rotonda ha sempre meno sedie. Una tavola non più imbandita a festa eppure ancora sempre tanto appetibile, foss’anche solo come trampolino di lancio verso più ambite mete politiche, raggiungibili ormai senza fatica e senza grandi sforzi in un Paese dove a votare ci vanno sempre in meno”.

“Non so quali possano essere i compiti, i ruoli, le mansioni, le aspirazioni, le ambizioni, le prospettive e le prerogative dei nuovi assessori provinciali di fresca nomina da parte del fresco nuovo presidente ma credo che non servano a molto, forse proprio a nulla e questa, ovviamente, è una valutazione di carattere tecnica e non già nel merito delle qualità che ciascuna di quelle persone sicuramente possiede e dei tanti meriti insiti in ognuna”.

“Assessori senza portafoglio, in un territorio la cui condizione ambientale è disastrosa e forse irrecuperabile, anche dal punto di vista sanitario; dove le strade sfasciate non consentono neanche più agli autocarri di recarsi sui luoghi di lavoro; dove anche le nuove progettualità come la strada Andria-Trani manifestano lacune gravissime e generano solo malcontento e danni per le aziende, in un territorio con il più elevato tasso di disoccupazione con picchi di oltre il 54% per quella giovanile; dove le politiche culturali sono affidate all’improvvisazione e all’iniziativa autonoma dei singoli comuni, senza una programmazione organica e logistica comune. Un territorio dove l’economia si regge su pochissime eccellenze ma che ha perso e che sta perdendo le sue più antiche tradizioni agricole, professionali ed artigianali”.

“Di fronte a questo sfacelo certificato dalle statistiche e dai dati scientifici, porgo i miei auguri e quelli dell’organizzazione che rappresento ai neo assessori provinciali: ad Amedeo Bottaro, Vicepresidente con delega all’Ambiente, Partecipazioni Societarie e Personale; a Francesco Carlo Spina, Vicepresidente con delega ai Lavori Pubblici e Pubblica Istruzione; a Pasquale Cascella, Consigliere provinciale con delega al P.T.C.P., Pianificazione del Territorio e Paesaggio; a Francesco Di Feo, Consigliere provinciale con delega a S.U.A., Manutenzione e Patrimonio, Trasporti; a Michele Lamacchia, Consigliere provinciale con delega a Programmazione Economica e Finanziaria; ad Ernesto La Salvia, Consigliere provinciale con delega a Politiche Sociali e della Formazione; a Maria Laura Mancini, Consigliere provinciale con delega alle Politiche Culturali e Promozione Territoriale, a Paolo Marrano, Consigliere provinciale con delega a Vigilanza e Politiche della Sicurezza, a Michele Patruno, Consigliere provinciale con delega ad Agricoltura ed Aziende Agricole”.

“Un augurio, il più sentito, anche all’Assessore che non c’è, quello allo Sviluppo Economico ed alla Pianificazione Strategica Turistica le quali deleghe non so a chi siano andate in capo visto che nel lungo elenco non compaiono da nessuna parte”.

“Non oso chiedere ai nuovi sindaci-assessori con quali risorse intendano attuare i loro programmi di sviluppo, che non sono stati resi noti, nei settori di competenza né oso chiedere loro se pensano di fare come assessori provinciali meglio ed in modo diverso ciò che hanno fatto e che ancora oggi continuano a fare nei loro comuni come Sindaci. No, non chiederò tutto questo, non voglio metterli in imbarazzo anche perché in Piazza San Pio X, ad Andria, anche se il palazzo ormai sta crollando e l’altro giorno è stato fatto evacuare, bisogna fare finta di nulla e sorridere, sempre! Auguri” – conclude Montaruli.