Sbarchi migranti, sistema nazionale a rischio collasso. Andria e Barletta per la prima accoglienza

Non si arrestano gli arrivi di migranti sulle coste pugliesi e del mezzogiorno d’Italia e resta in moto la macchina dell’emergenza organizzata dalle Prefetture in collaborazione con i vari enti impegnati. In particolare nella BAT attivata, tra i diversi attori in campo, la Federazione delle Misericordie di Puglia con le associazioni del territorio a nord di Bari impegnate nell’accoglienza di circa un centinaio di migranti a partire da venerdì mattina. Condizioni critiche per diversi di loro che hanno necessitato di cure mediche ed infermieristiche approfondite realizzate con l’ausilio di professionisti e specialisti in collaborazione con le strutture sanitarie provinciali oltre che dei medici dell’Ambulatorio “Noi con Voi” della Misericordia di Andria. Tra i migranti anche donne e bambini trasferiti ed accolti sino a tarda notte a partire da venerdì, nelle strutture di prima accoglienza di Andria e Barletta in attesa di esser dirottati in altre province italiane.

Un lavoro di coordinamento e volontariato per la Federazione delle Misericordie di Puglia, attivata dalla sala operativa di protezione civile provinciale in grande emergenza. «Stiamo operando con estrema attenzione e senza continuità temporale – ci dice Mirella una delle mediatrici culturali del centro Cas “Buona Speranza” – per assicurare una prima accoglienza qualificata e che permetta di risolvere soprattutto i problemi fisici e di salute per donne, uomini e bambini, giunti sulla costa dopo un viaggio davvero complicato».

La fredda cronaca, infatti, parla di uomini e donne ustionate a causa dello scoppio di un motore di uno dei motoscafi utilizzato per la traversata. Uomini e donne costrette sulla sedia a rotelle dopo le profonde medicazioni a causa delle ferite riportate. L’emergenza durerà anche nei prossimi giorni, da quanto riferito dalle autorità competenti, anche se il sistema di accoglienza primaria risulta esser particolarmente sotto pressione con grandi difficoltà di gestione.

Intanto al Nord Italia si comincia a parlare di strutture a rischio collasso. Come si legge su un quotidiano locale online, a Cremona continua ad accogliere ma tutte le strutture sono ormai al limite. Mentre su Il Giornale si rende noto che a Cona arrivano altre 100 persone con una rissa tra gli ospiti Strutture al collasso dalla Calabria alla Lombardia e persino gli stessi profughi protestano contrari all’arrivo di altri migranti in quando “qui non c’è più posto”.  Lo scorso 30 giugno a Brindisi ne sono arrivati 402. Solo a fine giugno in sole 48 ore sono stati salvati dall’Italia 12mila migranti e adesso lo stesso governo nazionale ammette l’impossibilità a proseguire, facendo appello all’Europa.  Anche le strutture in Calabria sarebbero al limite delle loro possibilità:

 

In questi giorni, prima dell’avvio di un nuovo vertice con i big Europei, il premier italiano Paolo Gentiloni aveva riunito in un capannello Angela Merkel, Emmanuel Macron, Theresa May, Mark Rutte e Donald Tusk per un chiarimento sulla situazione degli sbarchi. Della possibilità di chiusura dei porti alle navi delle ong non italiane non si è parlato ma il presidente del Consiglio Gentiloni ha spiegato che «i numeri crescenti di arrivi alla lunga potrebbero mettere a dura prova il nostro sistema di accoglienza».

E ai presenti ha ricordato che «abbiamo internazionalizzato le operazioni di salvataggio ma l’accoglienza resta di un Paese solo», ovvero l’Italia.

Solo alla sua democrazia pensa però il presidente francese Macron che poco prima di volare a Berlino ci aveva respinto al confine di Ventimiglia un centinaio di migranti che più o meno rocambolescamente erano riusciti a passare dalla parte francese. Il monito è chiaro: “l’80% dei migranti che arrivano in Italia sono migranti economici. Non dobbiamo confondere”. “Sosteniamo l’Italia ma aiuteremo chi chiede rifugio“.

In parole povere la Francia respingerà gli immigrati provenienti dall’Italia se questi non dimostreranno di essere rifugiati. Una grossa fetta degli sbarchi, che proseguono all’infinito nel nostro paese, rischiano di restare qui, dove, nonostante la solidarietà e la voglia di fare di territori come Andria e Barletta, il paese intero rischia il collasso definitivo. Un altro servizio televisivo: