“Senza un piano sicurezza Andria rischia di essere invasa da alcolizzati”

“Un Piano Sicurezza per il 24 dicembre? Se non fosse per la serietà dell’emergenza sicurezza ad Andria ci sarebbe da ridere. Pare infatti che tutte le attenzioni siano concentrate su quello che è stato definito “il giorno del casino” cioè quello della vigilia del Santo Natale, quando la città federiciana sarà invasa da alcolizzati e soggetti predisposti alla rissa di piazza, come accaduto lo scorso anno e come riconosciuto anche dalle cosiddette istituzioni locali”osservano dall’associazione di categoria Unimpresa Bat

“Un Piano Sicurezza che sarebbe stato addirittura concordato con due sole Associazioni di Categoria, in verità per nulla “presenti” su questo delicatissimo tema visto il loro reiterato silenzio di fronte a rapine, aggressioni, furti e attentati nei confronti dei commercianti andriesi. Non ci stanno a tutto questo le altre Associazioni di Categoria cittadine, specie quelle più importanti facenti parte della 3^ Consulta comunale Attività Produttive, Libere Professioni e Consumatori, che non sono quelle che hanno avuto il privilegio, per grazia ricevuta o per potere divino, di sedere sulle poltrone scure del locale commissariato di pubblica sicurezza di Andria”.

A parlare per loro conto è Savino Montaruli che ha dichiarato: “quale sarebbe questo decantato Piano Sicurezza studiato a tavolino per la vigilia di Natale? Chi si sarebbe assunto la responsabilità di rappresentare tutti gli esercenti andriesi? Con quale delega? Con quale mandato? E della gravissima situazione registrata nelle periferie cittadine, chi se ne è occupato? Chi ha rappresentato i commercianti emarginati “nelle periferie andriesi”? Nella recente riunione convocata dall’Assessore Francesca Magliano, alla presenza dell’Assessore ai Vigili, avv. Matera, abbiamo affrontato la delicata tematica e l’intesa è stata quella di riunirsi con tutte le Associazioni di Categoria per studiare insieme una campagna di prevenzione che fosse efficace e soprattutto che arrivasse a tutti. Perché a quell’incontro dal quale già emersero da parte nostra alcuni suggerimenti, l’Ente comune di Andria non ha dato seguito, lavandosene le mani e delegando tutto al commissariato di P.S.? Perché tutte quelle Associazioni realmente rappresentative sono state escluse e poste ai margini, con gravissimo atteggiamento escludente che mina fortemente i rapporti istituzionali? Andria non ha bisogno di un Piano Sicurezza per un solo giorno – prosegue Montaruli – bensì di un reale Progetto Sicurezza, più volte proprio da noi richiesto, che dia serenità agli esercenti ed ai cittadini, fin troppo provati. Le aggressioni, rapine, furti, danneggiamenti e persino sequestri di persona, come accaduto negli episodi criminosi ai danni di commercianti andriesi sulle strade dei mercati, senza neppure un minimo segnale di solidarietà da parte del mondo politico e polisindacale andriese, stanno mettendo a dura prova la tensione sociale di per sé altissima e fragilissima, come peraltro lo è da anni, ormai. Le recentissime rapine a mano armata registrate in città stanno facendo rinchiudere letteralmente i commercianti nei loro negozi e nei loro capannoni. Hanno paura, abbiamo paura ma pare che questo non interessi moltissimo visto che anche in questi casi le istituzioni hanno continuato a tacere. Se oggi, ad Andria, sempre più frequentemente per entrare in un negozio bisogna suonare il campanello perché la porta è chiusa allora significa che non è più solo percezione di insicurezza ma reale timore di stare tranquilli nella proprietà privata, violata. Non sappiamo se i giovani ed inesperti interlocutori prescelti dalle Forze dell’Ordine e dal comune di Andria abbiano avuto una conoscenza tale del territorio per rappresentarlo in modo compiuto e adeguato. Sta di fatto che se hanno assunto degli impegni e se quegli impegni non saranno in grado di rispettarli, giungendo a tutti i commercianti che affermano di rappresentare, allora le responsabilità saranno riconducibili direttamente a costoro e gli “esclusi”, anche in quella circostanza non staranno a guardare, non resteranno a guardare” – ha concluso Montaruli.