“Sicurezza ad Andria: il divieto bici elettriche non basta. Servono controlli e sensibilizzazione”

“Sono davvero tanti gli episodi di illegalità avvenuti in città negli ultimi mesi. Quotidianamente assistiamo a continue mancanze di senso civico. Episodi che provocano paure e insicurezze nei cittadini, molti dei quali causati da gruppi di ragazzi organizzati in vere e proprie “baby-gang””. Inizia così Andrea di Matteo, coordinatore cittadino di Gioventù Nazionale (movimento giovanile di Fratelli d’Italia), un intervento sulla tematica della legalità ad Andria:

«Recentemente dei vandali sono entrati in azione nel centro storico danneggiando la fontana di Largo Grotte e, non contenti, hanno abbandonato al suo interno pezzi di carrozzeria d’auto. Gravi episodi si sono verificati anche in villa comunale con una tentata rapina ai danni di un 80enne da parte di due malfattori. Infine, uno degli ultimi avvenimenti, ha visto protagonista un pregiudicato, ferito a colpi di arma da fuoco in un quartiere semi periferico» -ricordano Edoardo Panza, Vice Coordinatore cittadino di GN, e Miriam Tragno-. «Una nozione a parte merita quella minoranza (non tutti, per fortuna) di irresponsabili “armati” di bici elettriche, che rendono la nostra vita un inferno quando vogliamo semplicemente passeggiare per le vie del centro. Bene il divieto di circolazione emanato dall’amministrazione. Ma chi ha il compito di vigilare, finora sembra aver alzato bandiera bianca. Ciò non può avvenire. Si punisca con fermezza, senza scrupoli».

«È necessario agire -commenta quindi Gabriele Gazzilli, di Azione Studentesca Andria- Monta la rabbia dei cittadini, esasperati non solo dalla pandemia, ma anche della mancanza di misure di prevenzione e, soprattutto, di azioni repressive. In questi casi è responsabilità di tutti fermare il clima di tensione sociale, imprevedibile nell’evoluzione. E’ compito delle Istituzioni in primis e dei cittadini in secundus, che spesso sembrano ancora mostrare inaccettabile omertà. Fondamentale in questo senso l’intervento congiunto degli Assessorati alle Politiche Giovanili, Sociali e alla Sicurezza. Ciò che più ci tocca, però, è l’azione delle agenzie educative che, anche nelle modalità a distanza, hanno la possibilità -e il dovere- di sensibilizzare i più giovani. Per un processo culturale che parta dal basso. Per una scuola che non si riduca a mere celebrazioni formali e di facciata, ma che arrivi al cuore degli studenti».

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