Sicurezza ad Andria, l’Assessore: “Stato di Polizia non è fattibile, maturità dei cittadini essenziale per il rispetto delle regole in uno Stato di diritto”

Sicurezza ad Andria, l’Assessore: “Stato di Polizia non è fattibile, maturità dei cittadini essenziale per il rispetto delle regole in uno Stato di diritto” – così l’Assessore alla Sicurezza del Comune di Andria, Pasquale Colasuonno. Le sue parole in una nota:

Questo strano e tragico 2020 è arrivato alla fine, e in quanto Assessore alla Sicurezza, a nome di tutta la Giunta e della Sindaca Giovanna Bruno, non posso che rivolgere un ringraziamento particolare a tutto il corpo della Polizia Municipale. È stato un anno che, vista la situazione emergenziale che ci siamo trovati a vivere, ha richiesto un cospicuo surplus di controlli su tutto il territorio cittadino, e non per una settimana, ma per lunghi mesi. Ciò a sua volta ha preteso uno sforzo ulteriore delle forze dell’ordine, una sorta di stress test, a cui gli uomini e le donne preposti alla nostra sicurezza hanno reagito con senso del dovere e responsabilità. Basti guardare ai numeri degli ultimi giorni:

125 interventi richiesti alla centrale operativa, 41 esercizi commerciali controllati, 53 sanzioni per il codice della strada, 8 sanzioni covid, 88 veicoli controllati. A ciò si aggiunga contemporaneamente il pattugliamento di tutte le aree disciplinate da ordinanza sindacale per prevenire assembramenti. Insomma una mole di lavoro importante, dispiegata su tutto il territorio di una città certamente non piccola come Andria. Uno sforzo ancora più ammirevole se si tiene conto dell’organico ridotto con cui i poliziotti sono ormai da molto tempo costretti a lavorare. Spesso si sente dire in giro che “ci vorrebbero più controlli”, come se mettere un vigile ad ogni angolo di strada potesse risolvere tutti i nostri problemi. Questa cosa non è fattibile, ma dal nostro punto di vista, neanche auspicabile. Farlo vorrebbe dire vivere in uno stato di Polizia, il che significherebbe un grave arretramento per la nostra democrazia. Noi invece consideriamo gli andriesi abbastanza maturi da poter continuare a vivere in uno Stato di Diritto e crediamo che con un lento ma progressivo lavoro di emancipazione culturale, tutti i cittadini, o quasi, potranno capire che è giusto rispettare le regole, ed è giusto rispettare i beni comuni, materiali o immateriali che siano. Questa la nostra scommessa. Bisognerà impegnarsi su due fronti: da un lato mettere le forze dell’ordine nelle condizioni di fare sempre meglio il loro lavoro, dall’altro risvegliare il senso civico sopito un ciascuno di noi, e fare in modo che dilaghi, provocando nella città un risveglio civile non più prorogabile. Questa la via da percorrere e che percorreremo. Nel frattempo, auguri di buon anno. Auguri per un futuro diverso”.

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