Sicurezza dei rider ad Andria: basta parole, ora si passi a fatti concreti. Le proposte Intergruppo consiliare “Cultura, Salute e Ambiente”

«Finite le passerelle, è tempo di mettersi al lavoro. La tragica morte del giovane rider di Andria impone una riflessione profonda e non più rinviabile sulla sicurezza delle nostre strade e sulle condizioni in cui si svolge il lavoro tramite piattaforme digitali. Non si tratta di un semplice incidente stradale. Si tratta di un grido d’allarme che coinvolge l’intero sistema di tutele per una categoria di lavoratori sempre più numerosa e invisibile. Il clamore mediatico nazionale dimostra che l’Italia è pronta a interrogarsi, ma ora servono risposte.» – si osserva dall’Intergruppo consiliare “Cultura, Salute e Ambiente della città di Andria che, attraverso un comunicato stampa ha poi aggiunto:

«Alla luce della recente [Circolare n. 9 del Ministero del Lavoro](https://www.dottrinalavoro.it/notizie-c/min-lavoro-classificazione-e-tutele-del-lavoro-dei-riders), che chiarisce l’inquadramento contrattuale dei rider e riconosce tutele minime anche nei casi di lavoro autonomo – come il compenso orario minimo, la copertura assicurativa obbligatoria e l’indennità integrativa – l’intergruppo propone le seguenti proposte operative:
– *Istituzione di un tavolo permanente di concertazione* tra sindacati, associazioni datoriali, enti locali e realtà del terzo settore, con sede iniziale ad Andria, città simbolo di questa mobilitazione.
– *Applicazione immediata delle tutele previste dalla normativa vigente*, anche nei casi di collaborazione autonoma, come indicato dagli articoli 47-bis e seguenti del D.lgs. 81/2015.
– *Monitoraggio civico e istituzionale* delle condizioni di lavoro dei rider, con report semestrali e coinvolgimento diretto delle associazioni di mobilità sostenibile.
– *Sostegno economico e psicologico alle famiglie colpite da incidenti sul lavoro*, attraverso fondi comunali e regionali dedicati.

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Da Andria deve partire una protesta che è proposta.
La mobilitazione spontanea nata ad Andria non è solo dolore: è proposta, è visione, è volontà di costruire un modello replicabile in tutta Italia. L’intergruppo si impegna a portare questa voce nei luoghi decisionali, affinché nessun giovane debba più rischiare la vita per un lavoro che può e deve essere sicuro. Ci si rimbocchi le maniche. Il tempo della retorica è finito. È ora di agire.» – hanno concluso dall’Intergruppo consiliare “Cultura, Salute e Ambiente” della città di Andria.

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