Spaventoso ad Andria: raddoppiati gravemente i livelli di polveri cancerogene nell’aria. A rischio aspettativa di vita: ci lamentiamo dei tumori ma “guai a chi tocca l’auto in città”

Ci risiamo: sempre grazie all’associazione ambientalista 3Place (che per prima ha segnalato l’ennesimo sforamento) abbiamo constatato l’effettivo aumento spropositato delle ppolveri sottili nell’aria attraverso l’osservazione dello schema aggiornato messo a disposizione dal sito web interattivo dell’ARPA (Agenzia Regionale Protezione Ambiente) della Puglia. I risultati, ancora una volta, sono preoccupanti:

“QUI SI PARLA ANCORA DI SFORAMENTI DEI VALORI LIMITE DELLE POLVERI SOTTILI: Per BEN 3 GIORNI, ossia il 24 , 25 e 26 Aprile sono stati registrati dalla centralina di Via Vaccina ad Andria, SFORAMENTI del PM10:

72 μg/m3 
91 μg/m3
89 μg/m3

rispetto al valore limite giornaliero di 50 μg/m3 previsto dal Decreto
Record in assoluto per il PM10 nell’anno 2019 che è salito sopra il valore di soglia del 82% in più rispetto al valore limite (nella giornata del 25 Aprile)….VALORE quasi raddoppiato! Senza tralasciare il dato del 23 Aprile arrivato a 45 μg/m3, quasi vicino al valore limite. LO RIPETIAMO ANCORA: un considerevole contributo all’inquinamento PM10 , PM2,5 è dovuto proprio al traffico autoveicolare” – fanno sapere da 3Place. Inoltre:

“Sempre posto che manca un Piano Urbano del traffico aggiornato, fermo con le quattro frecce a vent’anni fa, nella speranza che siano davvero realizzati provvedimenti volti alla mobilità sostenibile….nel frattempo. CHE NE PENSATE, CE LA DIAMO UNA REGOLATA UN PO’ TUTTI? CHE NE PENSATE DI LASCIARE A CASA L’AUTO PER TRATTI NON LUNGHI? CHE NE PENSATE DI USARE LA BICI? CHE NE PENSATE DI ANDARE A PIEDI? CHE NE PENSATE DI FERMARVI UN ATTIMO A PENSARE!” – aggiungono dall’associazione ambientalista andriese. Il post diffuso da 3Place su Facebook:

Per chi ci accuserà di allarmismo, ricordiamo che secondo ricerche sperimentali su pazienti di città USA e a Milano:

 
il particolato riduce l’aspettativa di vita di 1-2 anni e in particolare di 0,77 anni ogni 10 µg/m³ di PM2,5; il PM10 aumenta l’asma tutto l’anno e le bronchiti in inverno (a causa degli idrocarburi policiclici aromatici); il PM2,5 è un probabile fattore di rischio per l’insorgenza di tumori. La nocività delle polveri sottili dipende dalle loro dimensioni e dalla loro capacità di raggiungere le diverse parti dell’apparato respiratorio: oltre i 7 µm: cavità orale e nasale fino a 7 µm: laringe fino a 4,7 µm: trachea e bronchi primari fino a 3,3 µm: bronchi secondari fino a 2,1 µm: bronchi terminali fino a 1,1 µm: alveoli polmonari Infatti le particelle di maggiori dimensioni non rappresentano un grave problema per la salute per due motivi: il primo è che, data la velocità con cui sedimentano, il tempo di esposizione è assai ridotto, e il secondo è che le particelle più grosse vengono efficacemente filtrate dal naso mentre quelle più piccole (come nel caso del PM1) possono persino raggiungere gli alveoli polmonari. Dipende inoltre dalla loro natura chimica. In genere, le patologie legate all’inquinamento da polveri sottili sono riconosciute essere l’asma, le affezioni cardio-polmonari e la diminuzione delle funzionalità polmonari. La mortalità indotta dalle polveri sottili è oggetto di dibattito.

 

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