Storia delle vie di Andria: chi era Carlo Troya (al quale è intitolato anche l’omonimo Liceo)

(Approfondimento a cura di Ferrara) – Ad Andria, via Carlo Troya rappresenta un importante collegamento del centro storico, unendo Piazza Catuma a Piazza Umberto I (Piazza Municipio). A questa figura storica è intitolato anche l’omonimo Liceo. Ma chi era realmente Carlo Troya? Di seguito, alcune informazioni sulla sua storia, nell’auspicio che anche i giovanissimi possano tenere a mente il significato delle denominazioni delle nostre località, all’insegna della riscoperta della toponomastica:

Biografia e formazione:

Ritratto di Carlo Troya (Napoli 1784 – ivi 1858) realizzato dall’artista Francesco Saverio Altamura

Carlo Troya, noto anche come Carlo Troja, nacque a Napoli il 7 giugno 1784. Figlio di Michele Troja e di Anna Maria Marpacher, di origini tedesche, Troya si laureò in legge, una scelta che gli avrebbe aperto molte porte nel campo dell’amministrazione pubblica. Nonostante gli fosse stata offerta una posizione sotto il governo di Gioacchino Murat, decise di rifiutare. La sua carriera politica iniziò in modo significativo durante la Rivoluzione Napoletana del 1820-21, periodo in cui collaborò alla rivista liberale Minerva napolitana. In questo contesto, mantenne un’autonomia dai murattiani e dai carbonari, manifestando una forte volontà di indipendenza. Tuttavia, la sua posizione gli costò l’esilio, inflitto nel 1824 per il suo ruolo di intendente in Basilicata, esilio che durò fino al 1826. Tornato a Napoli, Troya non abbandonò del tutto la politica, ma si dedicò maggiormente alla ricerca storica, focalizzandosi sul Medioevo e sugli studi biografici di Dante. In questo periodo, instaurò rapporti di amicizia con personalità letterarie come Giacomo Leopardi. Nel 1844, Troya fu tra i fondatori della Società storica napoletana, ricoprendo la carica di presidente fino al 1847. Collaborò anche con il giornale liberale Il Tempo, che era stato fondato con Saverio Baldacchini.

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Primo Ministro del Regno delle Due Sicilie:

Nel contesto del “neoguelfismo,” movimento che aspirava a creare una confederazione di stati italiani sotto la presidenza del Papa, Carlo Troya fu nominato primo ministro del Regno delle Due Sicilie il 3 aprile 1848 da Ferdinando II, in virtù della costituzione promulgata dallo stesso re il 11 febbraio 1848. Sotto la sua guida, il governo Troya organizzò un corpo di spedizione composto da 15.000 uomini per sostenere Carlo Alberto di Savoia contro gli austriaci durante la prima guerra d’indipendenza italiana. Tuttavia, il governo non ebbe vita lunga; il 15 maggio 1848, Ferdinando II sciolse il parlamento democratico e sostituì Troya con un ministero conservatore guidato da Gennaro Spinelli di Cariati. La carriera politica della famiglia di Carlo Troya non si esaurisce qui: suo fratello Ferdinando ricoprì la carica di primo ministro dal 1852 al 1859. Nel 1854, Troya fu eletto socio corrispondente dell’Accademia della Crusca, un riconoscimento significativo per i suoi contributi alla cultura italiana. In segno di rispetto, la moglie Giovanna D’Urso fece erigere un monumento funebre in sua memoria presso la chiesa dei Santi Severino e Sossio a Napoli. Oltre che ad Andria, questa figura storica è ricordata anche in altre località italiane:

Carlo Troya è una figura complessa, la cui vita è segnata da un profondo impegno politico e una fervente passione per la storia. La sua eredità continua a vivere non solo attraverso i luoghi a lui intitolati, come via Carlo Troya e il Liceo “Troya” di Andria, ma anche attraverso le sue pubblicazioni e il suo impatto sulla storia italiana. La sua figura resta un esempio di dedizione al progresso e alla libertà, elementi che hanno plasmato l’Italia moderna. Ricordiamo che è inoltre possibile seguire tutte le notizie dedicate alla storia locale anche sulla Pagina Facebook.com/andriantica. Sullo stesso argomento:

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