Tangenziale Ovest (ovvero bretella Sud di Andria), il monito delle associazioni ambientaliste: “se politici non manterranno impegni continueremo a lottare”

Le associazioni Italia Nostra, Forum Ambientalista, Legambiente, Urban Center e il Comitato di cittadini per la difesa del territorio hanno preso atto con soddisfazione delle dichiarazioni del Sindaco Giorgino che con una lunga disamina ha rimesso in discussione la realizzazione della pseudo tangenziale Ovest:

“Esempio seguito da tutto il consiglio comunale che ha sottoscritto l’ordine del giorno proposto dal consigliere Nino Marmo che stigmatizza l’opera. Nella stessa direzione sono andate le dichiarazioni dell’On. Dambrosio in concomitanza del convegno. Da più parti, compreso da parte dei consiglieri della opposizione si sono levati dubbi e domande che auspicavamo trovassero il modo istituzionalmente più corretto per rivedere quello che sembra un pasticcio.

Si sono susseguite le prese di posizioni a sostegno delle perplessità suscitate dai relatori del convegno e i consiglieri regionali Marmo e Zinni hanno ottenuto alla presenza del sindaco Giorgino che ha preso impegni davanti all’assessore Giannini per riconventire i fondi già impegnati nel risanamento e allargamento della attuale tangenziale. Si andava verso la bocciatura della variante urbanistica viste le premesse in consiglio comunale convocato per il 3 Aprile, avente al primo punto dell’ordine del giorno proprio il tema Tangenziale Ovest (in realtà trattasi di Bretella Sud), quando la maggioranza ha deciso con argomenti pretestuosi di azzerare il consiglio.

Il timore è che si vada verso un cambio dell’ordine del giorno per evitare di discutere su questo tema visti gli impegni presi, e lasciare la questione in sospeso creando una situazione pericolosa per la comunità, che si andrebbe ad aggiungere a tutte le altre. Sollecitiamo la Politica tutta andriese a porre rimedio a questa situazione, ponendo fine alla questione con una assunzione di responsabilità in Consiglio Comunale. Rimarcando che la questione della cosiddetta tangenziale è prioritaria rispetto a qualsiasi altro argomento, perché riguarda le sorti del nostro territorio e della nostra comunità non solo nell’immediato, ma per i futuri decenni.

Se la mozione, diversamente da quanto ci auspichiamo, non dovesse essere portata ai voti, continueremo a lottare in ogni sede, perché questo scempio non veda la luce. Ma ricorderemo alla città, quotidianamente, i nomi ed i cognomi di chi poteva fermarlo ma non l’ha fatto. Intanto il comitato continua con la raccolta di firme per sensibilizzare la cittadinanza tutta. A ulteriore tutela, è stato depositato ieri anche ricorso presso il Capo dello Stato affinchè tutti i soggetti coinvolti ovvero Doronzo costruzioni, Regione Puglia, Comune di Andria e Soprintendenza alle Belle Arti. A questo punto Presidenza del Consiglio, Comune di Andria hanno oltre 50 pagine di vizi e censure rivolte all’intero procedimento per argomentare il diniego al progetto.

E’ necessario inoltre chiarire che la questione delle penali è assolutamente malposta per due motivi: la prima è quella che eventuali problemi procedurali non sono certo addebitabili al Comune, secondo, la volontà deliberativa del Consiglio Comunale non può essere in alcun modo coartata, visto che non si è mai espressa sul punto. Pertanto i consiglieri saranno liberi di esprimere la propria convinzione senza condizionamenti. Da ultimo, l’eventuale ed improbabile azione di risarcimento non potrebbe comunque esorbitare dal cosiddetto utile di impresa. Per questi motivi ogni riferimento al tema delle penali dell’opera è assolutamente fuorviante e merita di essere valutato solo in termini giuridici
cifre reali ben lontane dai 30 milioni, senza che questo diventi un pseudo alibi per la chiusura frettolosa delle procedure” –  concludono le associazioni ambientaliste andriesi.