Televisioni locali a rischio chiusura, approvata mozione di Nino Marmo (FI) per ribadire “sdegno contro normativa incostituzionale”

“Ringrazio i colleghi che hanno votato la mia mozione a sostegno delle televisioni locali, per urlare lo sdegno della Puglia verso una normativa illegittima ed incostituzionale introdotta dalla legge finanziaria del 2019. Prima, nel 2012, vengono assegnate le frequenze, riservandone un terzo proprio per le realtà locali. Poi, nel 2019, il legislatore ribalta tutto, fa saltare il sistema e mette in crisi realtà imprenditoriali e livelli occupazionali: infatti, con la legge finanziaria, sono state revocate le frequenze e concessioni, emarginando le televisioni locali” – lo dichiarava lo scorso 5 novembre il consigliere regionale Nino Marmo (Forza Italia) che proseguiva:

“Mi dispiace che il Movimento 5 Stelle non abbia voluto votare, oggi, la nostra mozione, anche se ne comprendiamo l’imbarazzo: sono loro la causa della retrocessione delle frequenze, perché la finanziaria che mette una pietra tombale porta la loro firma, visto che l’hanno sostenuta loro l ’anno scorso, stando al governo. Nella mozione chiediamo l’impegno della Puglia per cancellare le previsioni incostituzionali, ma non solo: chiediamo ad Emiliano di sbrigarsi e concedere i contributi previsti per l’editoria. L’informazione è un diritto costituzionalmente garantito e noi dobbiamo compiere ogni sforzo per reagire ad iniziative che vogliono bendare i cittadini e imbavagliare il mondo del giornalismo– concludeva Marmo. Sui social, lo stesso consigliere regionale ha diffuso questo video:

Le piccole emittenti locali rischiano di scomparire e questo non solo produrrebbe una perdita di posti di lavoro ma anche un’inevitabile limitazione dell’offerta informativa. Ieri in Consiglio ho presentato una mozione per tutelare queste importanti realtà, sapete qual è stato l’unico gruppo a non votarla? Ve lo dico nel video.

Pubblicato da Nino Marmo su Mercoledì 6 novembre 2019