Torniamo al Cinema vero, quello senza soldi e scandali ma con tanta Arte

Di colpo i produttori cinematografici sono diventati molestatori di serie, come se nessuno sapesse che il mondo dello spettacolo televisivo e cinematografico, qualora focalizzato sull’aspetto commerciale (praticamente nella maggior parte dei casi) è inevitabilmente fondato sulla falsità e sull’apparenza e quindi soggetto anche a squallidi compromessi.

Chi oggi denuncia fa bene, ma chi oggi fa l’ipocrita pur conoscendo l’ambiente non fa che rafforzare l’idea di un settore clientelare, a volte illegale e purtroppo a tratti patriarcale. Oggi il cinema è un carrozzone che gioca sul sicuro, che esagera con le pistole e a volte all’apposto con le carezze.

Non vi è cenno alla realtà, perché gli standard, salvo qualche rara eccezione, non si basano più su di essa ma solo sul’intrattenimento privo di riflessioni quando sarebbe invece più opportuno differenziarsi oggi più che mai da reality e videogames con opere indipendenti più economiche ma più genuine, inspirandosi al mondo intero e non a valutazioni statistiche. Il Cinema deve tornare arte individuale. Il Cinema deve tornare ad essere una forma alternativa alla pittura: arte in grado di trasmettere un messaggio profondo ed intimo dell’autore, privo di troppe influenze economiche.

È triste dirlo quando al mondo si è costretti a chiedere soldi per vivere e c’è chi vorrebbe diventare milionario facendo l’attore o peggio ancora per tentare di saziare l’insaziabile mostro del narcisismo. Ma sarebbe più sensato per salvare un settore che probabilmente morirà rinascendo in maniera non omogenea sul web tramite i piccoli singoli. Dal professionista al bambino che con il suo smartphone crea un piccolo capolavoro. Oggi si può fare. I fratelli Lumière che mai specularono sulla loro invenzione e che anzi la ritennero priva di futuro, probabilmente sarebbero d’accordo.

Nick Ferrara