“Trasferire il mercato di Andria nella 167 per far respirare la villa” – l’ipotesi torna tra gli ambulanti disponibili a confronto con istituzioni

Il trasferimento delle postazioni di vendita da via Bruno Buozzi per consentire l’immediato avvio, almeno così dicono da Palazzo San Francesco, dei lavori di interramento della linea ferroviaria suscita un dibattito in città dai risvolti davvero interessanti e quanto mai opportuni. Ancora una volta, a sollecitare tale dibattito è l’attivista sociale Savino Montaruli il quale, proprio a proposito del mercato settimanale di Andria, ha dichiarato:

credo che questa possa essere davvero l’occasione per portare a completamento il progetto avviato con l’allora assessore alle attività produttive, avv. Pierpaolo Matera, ai fini della rimodulazione complessiva del mercato di Andria. In realtà, con questo trasferimento provvisorio (almeno due anni dicono dal Palazzo) si vanno ad interessare arterie stradali quali via Tiepolo e via Ceruti, le quali già erano state interessate da un trasferimento del mercato durato solo qualche settimana, giusto il tempo di una campagna elettorale fortemente viziata. Sul tavolo comunale ponemmo le basi per una riorganizzazione complessiva del mercato, partendo proprio dall’idea della sua ricollocazione parziale proprio nella Zona 167 Nord 3° Comparto, con un’area in Largo Ceruti già attrezzata ma evidentemente sprecata con enorme sciupio di denaro pubblico di cui la Corte dei Conti non ha mai voluto interessarsene come anche per Largo Appiani, fino ad arrivare ad un’altra proposta che, invece, parlava di sdoppiamento del mercato in modo organico e coordinato, in due aree della città. Se dovesse esserci oggi un guizzo di coraggio che consenta altresì di dare “respiro” alla villa comunale e persino di rendere più serena la civile convivenza in via Achille Grandi, dove so che i residenti ripetutamente si sono organizzati in tal senso, allora anche con l’attuale assessorato siamo aperti al confronto e soprattutto a fornire il nostro apporto professionale ampiamente riconosciuto, anche perché non finalizzato e non alimentato da denaro pubblico come avviene per altre situazioni che ci vedono comunque completamente estranei quindi che avversiamo per stile e per comportamento. Noi come sempre Ci Siamo e aspettiamo il Coraggio di una scelta definitiva. Intanto il comune di Andria continua a perdere i finanziamenti pubblici non essendo in grado di usufruirne nonostante la costituzione addirittura di un’Associazione con due sole Associazioni di Categoria che evidentemente non debbano neppure sentirsi assolte”. – ha concluso Montaruli di Unibat.

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