Truffa gelati a Bari e BAT: vogliamo sapere i nomi, generalizzando si colpiscono gli onesti (che sono in maggioranza)

Scoperte frodi alimentari anche in alcune gelaterie di Andria. La scoperta da parte dei Carabinieri della Forestale di frodi alimentari da parte di alcune gelaterie artigianali della provincia Bat, che avrebbero utilizzato prodotti per la preparazione diversi da quelli indicati nei cartelli obbligatori degli ingredienti ed in etichetta mentre per la preparazione di gelati e granite artigianali utilizzavano comuni materie prime, frutta surgelata e prodotti di origine extra UE, sta suscitando reazioni e riflessioni. Diffondendo la notizia si è diffusa anche l’ennesima paura dell’opinione pubblica nei confronti del prodotto.

Una paura alimentata dal fatto di non poter sapere chi nello specifico è stato segnalato per le attività illecite. 17 le denunce a fronte di centinaia di attività tra le Province di Bari e BAT che rischiano ingiustamente di subire un forte contraccolpo a causa dell’ennesima triste notizia di cronaca. Come se non bastasse, pur plaudendo i forestali per l’ottimo lavoro svolto, le sanzioni risulterebbero fin troppo basse (in totale circa 30.000 euro distribuiti in tutte le attività controllate) visto il rischio esposto ai consumatori. Di tutte le attività soggette ai controlli positivi, inoltre, solo una pare sia stata chiusa e comunque in maniera “momentanea” così come specificato anche dai comunicati ufficiali. Insomma, un paradosso che da un lato ha portato le forze dell’ordine a fare la cosa giusta ma che dall’altro non consente agli imprenditori onesti del settore di tutelarsi e di allontanare definitivamente chi ha sbagliato sapendo di sbagliare.

C’è anche da considerare come molto spesso il sistema RASFF Rapid Alert for Food and Feed, ovvero il Sistema di Allerta Rapido per gli Alimenti e mangimi europeo, come anche il Ministero della Salute, comunichino molto spesso le “imperfezioni” e/o errori di produzione per alcuni lotti di cibi commercializzati, indicandone spesso i nomi per informare i consumatori del ritiro. Quando si tratta invece di attività illecite durante molto tempo ed effettuate di proposito, invece, i nomi di chi ha ripetutamente rischiato di causare gravi danni alla salute dei consumatori non vengono diffusi. Segno forse di questioni legislative e/o burocratiche che andrebbero riformate per tutelare consumatori e lavoratori onesti.

Ad Andria e per la provincia Bat è stato il presidente UNIMPRESA provinciale, Savino Montaruli, a far sentire la propria voce dichiarando: “la notizia dell’operazione dei Carabinieri della Forestale va approfondita ed analizzata con puntualità e senza farne abuso. Mi spiego: premesso che per il momento dalle indagini pare che la contestazione sia quella di utilizzo di prodotti differenti rispetto a quelli indicati in etichetta, salvo ulteriori sviluppi che spetterà a chi di competenza verificare, mi preme sottolineare che anche nella circostanza in cui si trattasse di quel tipo di violazione non bisogna assolutamente generalizzare. Nella sola città di Andria sono centinaia le gelaterie che producono tali prelibatezze nei moderni laboratori annessi a pubblici esercizi e quelle centinaia di imprese vanno tutelate da generalizzazioni che farebbero malissimo non solo all’economia cittadina e della provincia Bat, dove questo numero di esercizi si moltiplica in modo esponenziale, ma anche alla professionalità dei nostri maestri gelatieri e pasticceri, rinomati in tutto il mondo”.

Quei 17 denunciati complessivamente nelle città di Bari, Lecce, Taranto, Andria, Giovinazzo, Corato, Ruvo di Puglia, Bisceglie, Molfetta, Monopoli, Polignano a Mare e Torre a Mare rappresentano un numero insignificante e proprio quel numero così esiguo dimostra che le tante centinaia di laboratori artigianali che producono gelati e granite in quei comuni controllati sono assolutamente in regola e svolgono benissimo il loro lavoro nella massima trasparenza e garantendo la massima qualità e genuinità dei prodotti. In quanto all’utilizzo di prodotti scaduti la cosa va analizzata in maniera diversa ma riguarderebbe veramente solo qualche sporadico caso e qui ne prendiamo apertamente le distanze”.

“Per quanto riguarda poi i controlli in materia igienico-sanitaria sarebbe opportuno specificare di quali violazioni trattasi posto che in un esercizio pubblico, con tutte le decine e decine di norme e di prassi igienico-sanitarie previste dalle farraginose leggi italiane diventa facilissimo commettere qualche leggerezza. Tra l’altro la chiusura temporanea è scattata per un solo esercizio pubblico. Anche gli importi delle sanzioni complessivamente elevate è significativo. Si parlerebbe infatti di soli 30.000 euro complessivi e questo la dice lunga sull’esito dei controlli posto che proprio in materia igienico-sanitaria ed amministrativa le multe solo elevatissime quindi anche con sole due multe si raggiungerebbe facilmente quella somma.” – ha concluso il sindacalista andriese.