Tumori ad Andria: anche i bambini manifestano per il Profilo della Salute (che tarda ad arrivare). Centinaia i partecipanti

Protestano perché, nonostante gli anni passati nella lunga attesa, il Profilo della Salute, (ovvero il progetto che, in totale rispetto della privacy dei malati, avrebbe consentito di raccogliere dati sulle persone affette da patologie neoplastiche per avere un quadro più chiaro della situazione sul territorio) non è mai decollato. Un progetto che ha visto anni di collaborazione e sollecitazioni da parte dei medici aderenti alle iniziative dell’associazione Onda d’Urto – Uniti contro il Cancro Onlus ma che purtroppo, negli ultimi giorni, ha visto il rammarico di chi, come il dott. Dino Leonetti, al Profilo della Salute ad Andria ci aveva creduto realmente. E non si trattava di un progetto finalizzato per pochi o per far piacere a qualcuno, ma piuttosto di una prima grande iniziativa finalizzata al benessere di tutti, per tentare di coinvolgere gli enti preposti ufficiali in una vera e propria indagine costante delle condizioni di salute dei cittadini. Ancora non è chiaro perché, ma questa lodevole iniziativa è bloccata. Gli associati di Onda d’Urto hanno tutto quel che avrebb, ma evidentemente altri che siedono in altre stanze non hanno fatto tutto quel che potevano. O almeno, sino ad ora è così. Rabbia e frustrazione è stata manifestata oggi durante una manifestazione svoltosi tra le vie del centro. Oltre agli attivisti dell’associazione guidata da Tony Tragno, sono apparsi anche alcuni bambini a sostegno dell’iniziativa. “L’indifferenza uccide più del cancro” – si legge su uno striscione esposto durante la passeggiata di protesta. Foto:

A questi urli disperati si è aggiunto il sostegno degli attivisti andriesi di Legambiente del circolo “Thomas Sankara“. Da tempo infatti i volontari ambientalisti stanno cercando di sensibilizzare la popolazione ad un uso responsabile dell’automobile, privilegiando i piedi e le ruote delle biciclette alle gomme dell’auto in città vista la cancerosità accertata dei motori a diesel e,in più generale, delle polveri sottili emesse dalle automobili a combustibili fossili (nessun tipo escluso, anche a benzina). Ma le fonti inquinanti potrebbero anche essere altre. Niente allarmismi ma nemmeno rassicurazioni affrettate: per togliersi il dubbio basterebbe approfondire usufruendo di un progetto come il Profilo della Salute, capace di andare a fondo sulla questione. Un progetto che però, nonostante il grande sostegno della cittadinanza e dei medici, non si sa ancora perché, non viene concretizzato da chi dovrebbe garantire la salute pubblica dell’intera comunità.

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