“Tutto questo i cittadini andriesi non lo sopportano più”

Milioni, milioni e milioni di euro. Trenta, quaranta, sessanta, ottanta fino addirittura a somme che superano i cento milioni di euro. Questi i dati che in consiglio comunale e sugli organi di stampa i consiglieri comunali continuano a comunicare alla città, ai cittadini andriesi chiamati a risanare questo enorme debito accumulato dalla politica locale; da chi ha amministrato; da chi amministra la città e da tutti coloro che non hanno fatto nulla, neppure in termini di mobilitazione civile, per evitare che si arrivasse a questo punto.

E’ difficile accettare passivamente dati e cifre pronunciate peraltro da esperti professionisti mandati sugli alti scranni di palazzo San Francesco a “rappresentare” i cittadini di Andria. Quasi tutti avvocati quindi personale esperto che perlomeno avrebbe dovuto attuare il profondo significato del buon governo e della cura dell’Ente Pubblico proprio come un buon padre di famiglia, come si usa affermare in termini giuridici, il cui dizionario quegli esimi ed illustri “politici-avvocati” dovrebbero conoscere a fondo e soprattutto applicarlo. Evidentemente qualcosa in politica rompe il meccanismo e crea distorsioni e disorientamenti oltre che distrazioni tali da non far rendere conto ai rappresentanti del popolo che il comune andava verso il fallimento ormai prossimo e quasi certo. Qualora non ci fosse il definitivo fallimento dell’Ente si andrebbe verso la damigiana di aceto pronta ad essere somministrata ai cittadini di Andria che, attraverso il loro Coordinamento di Libere Associazioni esprimono queste dure parole nei confronti del governo cittadino ma anche di tutto l’entourage politico locale ormai lontanissimo dalla gente, dalla popolazione ed assolutamente autoreferenziale.

Dal Circuito delle Libere Associazioni aggiungono: “siamo sconcertati. Abbiamo assistito al consiglio comunale del pre-dissesto finanziario del comune di Andria ed abbiamo pianto; abbiamo pianto mentre ascoltavamo quelle dichiarazioni da parte di chi non sentiamo per nulla vicini a noi cittadini, alle nostre esigenze, alle nostre necessità, ai nostri bisogni. Questa classe dirigente e politica non ci rappresenta – affermano i referenti locali. Non si può pensare di continuare a mantenere i lupi nell’ovile. Sarebbe il peggiore errore che si possa commettere. Visto che qualcuno afferma che sia cominciata l’operazione verità sui conti e sui debiti del comune di Andria allora che sia verità fino in fondo. Non basta esternare con le parole sentimenti di dissenso, neppure se ciò avvenga nel corso della massima assise cittadina. No, non basta. Alla presa d’atto di un fallimento politico ed amministrativo deve seguire la presa di coscienza che un capitolo va completamente chiuso. C’è un problema che va al di la dei numeri, dei bilanci e dei debiti. Andria ha un problema politico ed è un problema che oggi investe il centro-destra, se così si voglia definire questa aggregazione al governo, ma è stata ed è anche del centro-sinistra, se ancora si possa parlare ad Andria di una distinzione tra una fazione politica e l’altra. Allora il Prefetto, il nuovo Prefetto della Bat ed il Ministro intervengano per sciogliere immediatamente il consiglio comunale della città di Andria per incapacità amministrativa, gestionale e di governo e si diano subito le chiavi del Palazzo ai Commissari Straordinari che mettano fuori quella documentazione addirittura ritenuta da alcuni secretata, per dare alla città la definitiva certificazione del livello di gravità della situazione. Di sicuro l’avvento di una Commissione Straordinaria farebbe paura, terrore all’intero consiglio comunale e forse anche oltre ma si rende soluzione urgente e necessaria per dare un colpo finale ad atteggiamenti di minimizzazione, di banalizzazione e di ridicolizzazione di una situazione debitoria gravissima; di una condizione gestionale degli uffici insostenibile e della necessità di capire chi deve rimborsare i cittadini di Andria per il danno causato.

A fronte delle risposte che verranno i cittadini andriesi preannunciano la loro costituzione nelle sedi opportune e la mobilitazione civica con una manifestazione di piazza. Sta di fatto che la bocciatura acclarata e ormai certificata dai fatti deve indurre tutti i professionisti della politica cittadina, in primis gli eletti che evidentemente hanno tradito la fiducia degli elettori quindi non godono più di tale supporto popolare, a lasciare immediatamente, mediante dimissioni irrevocabili, la Sala Consiliare di Palazzo San Francesco che non può essere trasformata in Sala Pegni essendo già stata ripetutamente violata nella sua dignità e nel suo valore, succube ormai di una continua lotta intestina tra fazioni che da anni si contendono un gioiello chiamato Città di Andria che ormai è stato privato delle sue pietre più preziose e ridotto ad un ammasso di ferraglia. Tutto questo i cittadini andriesi non lo sopportano, non lo sopportano più – hanno dichiarato i dirigenti del Circuito delle Libere Associazioni Andriesi – Associazione di Libero Pensiero, di Attivismo Sociale e di Impegno Civico coordinata da Savino Montaruli, componente effettivo eletto dalle Associazioni in seno alla Prima, Terza e Quarta Consulta della Città di Andria.