Un andriese ci spiega come risparmiare l’acqua e ridurre la dipendenza dall’acquedotto

Nella foto: Nicola Montepulciano con una delle più grandi querce di Andria

“In Italia dal 2000 ad oggi i periodi di siccità sono diventati più frequenti, intensi ed estesi. Gli ultimi sono stati nel 2011-12 e nel 2016-17. La siccità è uno degli effetti del riscaldamento globale”. Così l’IBIMET, Istituto di Biometeorologia del CNR. Ma il consumo di acqua è aumentato per molti motivi: agricoltura, crescita della popolazione, usi industriali, sprechi. Il fatto di poter azionare la manopola (o, più tecnicamente, volantino) del rubinetto di casa per avere acqua in qualsiasi momento, ci porta alla convinzione che sia un bene sempre disponibile, cioè illimitato” – lo ricorda il ricercatore ambientalista Nicola Montepulciano.

“Noi pugliesi sappiamo benissimo che così non è perché, di tanto in tanto, rimaniamo senza acqua corrente, per vari motivi, fra cui la scarsezza d’acqua. E quando ci capita questa privazione siamo portati a lagnarci o a protestare, citando eventuali cause. Ma quando non piove con chi te la prendi? In pochi riconosciamo che l’acqua scarseggia per siccità, che non accade solo in estate, (come sta succedendo in questo inverno nel nord, nella Pianura Padana ) e perciò deve essere razionata, e ancor meno riconosciamo di sprecare acqua in casa. La protesta a volte è sacrosanta, ma in ogni caso bisogna ingegnarsi per risparmiare acqua. E ci sono centinaia di modi per risparmiarla oltre quelli soliti citati nei vari decaloghi. Un mio amico recupera tutta l’acqua fredda della doccia prima che esca quella calda e la usa o per lo scarico per evacuazione liquida o solida o per la cucina o per le piante. Modo che ho aggiunto ai miei, che vanno dal recupero dell’acqua di scarico della lavatrice e della pulizia del viso per il water, a quella del lavaggio delle verdure per innaffiare le piante, ed altri ancora per diversi usi. Bisogna pensare a risparmiare l’acqua quando ce n’è, cioè quando piove”.

“I nostri genitori dicevano che si risparmiano i soldi quando ci sono. Che vuoi risparmiare quando non ci sono? Bisogna allora rendere virtuoso ( cioè senza sprechi ) il modo con cui si usa l’acqua. E virtuoso è raccogliere l’acqua piovana per usi non alimentari o igienici. Ma anche per irrigazione utilizzando serbatoi di raccolta. Nelle nostre campagne vi sono decine e decine di antiche e caratteristiche cisterne o “ pescare chiuse” abbandonate. Sarebbe cosa utilissima riattarle in modo da ridurre la dipendenza dall’Acquedotto Pugliese o, meglio ancora, dai Consorzi di Bonifica. Si recuperano tanti aspetti: l’architettura rurale antica, un pezzo di storia locale, l’uso razionale della risorse naturali come l’acqua piovana, etc.. Anche i pozzi abbandonati sono utili. Ma uno di questi, giacente nel punto più basso di una lama, non esiste più perché questa è stata interamente colmata. Dovesse capitare un’alluvione come si deve, chissà cosa succederebbe. Tutti questi manufatti riattati possono ritornare utili anche in caso di incendi nei boschi e nelle campagne perché i Vigili del Fuoco se dovessero esaurire la propria scorta d’acqua, potrebbero attingerla dalla più vicina cisterna e proseguire nell’opera di spegnimento. Ma non solo per i Vigili del Fuoco. Il recupero delle cisterne e pozzi potrebbe essere attuato, se ve ne fossero, nel Parco dell’Alta Murgia, ma anche nei territori esterni al Parco, come nella Borgata di Troianelli dove ve ne sono due enormi antichissime. Per reperire i soldi necessari basta saperci fare con la Comunità Europea o, eventualmente, con le istituzioni politiche nazionali. Bisogna agire il più presto possibile per evitare di trovarsi nella situazione di Città del Capo, dove per la drammatica mancanza d’acqua, le condizioni di vita degli abitanti sono molto peggiorate. Riutilizzano l’acqua usata per la doccia, non tirano sempre l’acqua dello scarico, più altri incredibili modi di risparmio idrico. Noi per fortuna continuiamo ad avere fontane e fontanine pubbliche, ma certi scalmanati giovani e vecchi ( forse più questi ultimi ) distruggono la manopola o il pedale del rubinetto facendo scorrere l’acqua in continuazione per berla fresca. Idioti!”conclude Montepulciano.