Un cittadino andriese: “mentre i parlamentari si spartiscono le poltrone noi continuiamo a ricevere cartelle esattoriali e non dormiamo la notte. Siete dei ciarlatani”

“Lo starter ha dato il via alla partenza per l’occupazione alle poltrone dei parlamenti. Dopo tantissimi anni i candidati si presentano agli italiani come conclamati filantropi e mecenati che hanno causato tantissimi danni. Di qui la frase di Totò: “noi siamo italiani membri della C.N.E.F. ccà nisciùno è fesso.”” – a dichiararlo è il signor Vincenzo Santovito, cittadino andriese, “osservatore civico” già ufficiale di marina. 

“Non potete trattarci tutti allo stesso modo. Quando ad un albero non viene erogata acqua i primi a morire sono le foglie, poi i rami in ultimo il tronco. A quest’albero chiamato Italia gli avete succhiato il sangue, il midollo osseo e spinale. Quel po’ di ossigeno che riesce a malapena a respirare è anche altamente inquinato. Sono anni che vi chiediamo di salvarci la vita ma come potere salvarci dopo averci fucilati? Non potete trattarci tutti allo stesso modo. Accanirsi contro i più deboli. Sono sistemi antiquati da medio evo. Non c’è pietà per i più deboli. Si parla tanto di aiutare i poveri ma dov’è l’aiuto? Comportarsi come i gipeti è disumano. Sono avvoltoi che si nutrono di midolli ossei che lasciano cadere nel vuoto facendoli frantumare e cibarsi in tal modo. Noi siamo arrivati ad essere spogliati di quel poco che ci resta per la sopravvivenza. Con facili parole sapete distinguere i rischi, benestanti, agiati, poveri, ricchissimi e nullatenenti. A parole, i fatti sono molto diversi. Sulle missive che accompagnano il contenuto scritto c’è scritto: signor ecc. ecc. Ma quali signori? Ci sono signori e signori. Non riuscite a distinguere il vero signore dal falso. Non siamo arrivati alla pazzia nel ricevere in continuazione missive su missive intimandoci di provvedere ai pagamenti di tasse esose ma non consone al reddito effettivo degli individui, come prevede la carta costituzionale”.

“Perché le cartelle con gli avvisi di pagamento arretrati che ci farete pervenire questi giorni non le mandate dopo le elezioni? Ai politici amministratori prestati alla politica per garantire la civile vivibilità dei popoli ci costringete a dormire notti insonni ed a incubi e tormenti. Con oratorie politiche ci manipolate come vasi di terracotta e dopo averci infornati e cotti con soavi parole politichesi ci sbattete a terra frantumandoci in mille cocci che noi stessi siamo costretti a raccogliere dopo averli pagati profumatamente”.

“Siete dei bravi ciarlani. Vi nascondete dietro le leggi che ci lapidano. Se tutto ciò fossero di pietre scagliate contro di noi ne soffriremmo di meno. Dobbiamo dolerci di colpe che non abbiamo mai commesso e voi volete che noi morissimo colpevoli? Noi ci adattiamo al mantello che indossiamo per viverci dentro non per morire”.

“Siamo tuonati abbinati con fulmini e saette versandoci l’acqua addosso. Anche quando il cielo è sereno. Non possiamo di continuo abituarci a sopportare incessanti uragani fiscali. Non bisogna credere che siamo anche oche che starnazzano nell’aia procurandovi uova sempre fresche. Di questo maldestro sistema ne abbiamo vuote le tasche. Perché mentre noi facciamo pugilato alcuni fanno il tifo. Non si può trovare a proprio agio con gli altri che godono mangiando le nostre uova, e che uova! Per nostra fortuna non siamo alberi attaccati gli uni agli altri, altrimenti ci distruggeremmo a vicenda. Allora voi politici se non lasciate un piccolo spazio nelle vostre anime ma ammucchiandolo l’una sull’altra le nozioni pensate veramente di raccogliere qualche buon frutto da esse? Noi viviamo la nostra felicità in un piacere senza rimorsi. Ciò che manca a voi politici. Non bisogna ricercare flebili piaceri in altre cose ma in se stessi. Noi non cerchiamo un dominio del potere. Tutto quello che cerchiamo lo troviamo in noi stessi. Chi anela a raggiungere al virtù quasi fosse la loro patria e non la nostra eviti i piaceri perché i piaceri conducono al fallimento e alle pazzie e come recitava un famoso comico napoletano Totò: viviamo in un manicomio dove succedono cose da pazzi. Noi siamo quei pazzi che con la loro intelligenza e sagacia aiutano gli altri ad uscirne fuori dai guai”.

“Morale: un uomo rinchiuso in manicomio osservava un automobilista intento a cambiare una ruota bucata. Mise i quattro bulloni nella coppa passò un’altra auto scaraventandola via facendo disperdere i bulloni. L’automobilista tutto disperato, non sapendo cosa fare, si guardò intorno e vide un uomo dietro le sbarre della finestra. Quest’utlimo consigliò all’automobilista di togliere un bullone dalle altre tre ruote e fissare le quattro ruote ciascuna con tre bulloni. Alchè l’automobilista disse al pazzo: come? Tu sei rinchiuso in manicomio e ti hanno dichiarato pazzo? Il pazzo rispose: io sono rinchiuso in manicomio perché sono pazzo, mica scemo. Politici, oh politici! Perché non rendete quello che promettete? Perché di tanto ingannate i vostri figli?” – conclude indignato il signor Santovito.