Un rigogolo ed un gheppio salvati ad Andria grazie all’intervento dei volontari

Due specie protette sono state recuperate nel territorio dai volontari delle associazioni “Ambiente e/è Vita Onlus” & “Nat. Federiciana Verde Onlus” coordinate dal prof. Francesco Martiradonna.

Si tratta di un Rigogolo (Oriolus oriolus) e di un nuovo esemplare di gheppio che va ad aggiungersi alle decine di esemplari salvati nel corso degli ultimi anni grazie alla passione e all’attenzione dei volontari federiciani. Qui sotto la foto del piccolo rigogolo al momento della consegna alla Polizia Municipale di Andria (che provvederà a sua volta a consegnare  l’animale ad un centro di recupero nel barese):

Il Rigogolo è una specie tutelata ai sensi della L. n.157 dell’11-2-1992 “Norme per la protezione della fauna omeoterma e per il prelievo venatorio” e specie strettamente protetta in base alla Direttiva di Berna del 19-9-1979 (Allegato II). Sebbene la specie nel suo areale complessivo non risulta particolarmente minacciata, in Italia sembra si stia verificando una diminuzione della presenza, probabilmente per via della modificazione degli habitat ideali alla nidificazione.

Il Rigogolo: una delle specie più belle dell’avifauna italiana

Tra le specie migratrici che, all’arrivo della Primavera, scelgono il nostro Paese per nidificare, il Rigogolo (Oriolus oriolusè certamente uno degli uccelli più belli. Al pari di altre bellissime specie migratrici dai colori esotici come il Gruccione, la Ghiandaia marina e l’Upupa, si tratta di una specie che migra in estate in Europa e in Asia occidentale per la riproduzione e che trascorre l’inverno in Africa centrale e meridionale. E’ l’unico rappresentante della Famiglia Oriolidae che nidifica nelle regioni temperate dell’emisfero settentrionale.

Descrizione. Il Rigogolo maschio è inconfondibile, giallo brillante con ali e coda nere. La femmina e i giovani sono invece di colore verde-giallo pallido con ali e coda scure; le parti inferiori sono striate di grigio chiaro. La femmina si può confondere con il picchio verde dal quale si riconosce facilmente per l’assenza di rosso sul capo. I Rigogoli sono uccelli molto timidi, e anche il maschio è difficile da vedere perchè si nasconde nel fogliame dei grandi alberi, spesso sulla chioma. In volo è simile ad un Tordo, con volo forte e diretto e ondulazioni sulle distanze più lunghe e con una caratteristica “impennata” per raggiungere il fogliame. Lunghezza 24 cm; peso: 70 gr.; apertura alare: 43-48 cm.

Etimologia. Il termine “rigogolo” è stato utilizzato nel 18 ° secolo ed è un adattamento del nome scientifico latino che deriva da “Aureolus”, d’oro, per via del giallo dorato delle piume del maschio.  Alberto Magno utilizzò la forma latina oriolus nel 1250 ed erroneamente lo dichiarò come onomatopeico a causa del canto del rigogolo. Fino al XVIII secolo, infatti la specie era chiamata infatti Beccafico reale. In Inglese il Rigogolo è chiamato Eurasian Golden Oriole o semplicemente Golden Oriole.

Alimentazione e Riproduzione. Si nutrono di insetti e frutta. Costruiscono nidi molto caratteristici, unici nel genere. Infatti, il nido è una sorta di cestino pendulo abilmente intrecciato alle biforcazione dei rami, spesso in aree con presenza di corsi d’acqua. Depongono da 3 a 6 uova. Hanno un verso di allarme simile a quello della ghiandaia, mentre il canto di richiamo è un bellissimo e flautato weela-wee-ooo oppure o-iii-ole, inconfondibile, una volta ascoltato.

Qui sotto la foto del gheppio recuperato dai volontari andriesi:

 

Distribuzione e Habitat. L’areale di distribuzione della specie si estende dal Portogallo, Spagna e Francia, Italia alla Polonia, Russia, Balcani, Turchia e Asia occidentale al Caucaso fino alla Mongolia e la Cina. Svernano in Africa centrale e meridionale.  In genere migrano durante la notte, ma possono viaggiare durante il giorno nella migrazione primaverile. Durante la migrazione autunnale migrano attraverso il Mediterraneo orientale, dove si nutrono di frutta. Il Gheppio Fauna Protetta (Falco tinnunculus), è un rapace diurno, appartiene all’Ordine dei Falconiformi, Famiglia Falconidae. Nel nostro paese è prevalentemente SEDENTARIO e NIDIFICANTE, alcuni esemplari presenti in Italia sono svernanti e migratori.

Piumaggio

I gheppi mostrano più che altre specie un acceso dimorfismo sessuale. La caratteristica più notevole è che i maschi hanno la testa di colore grigio chiaro, le femmine invece sono uniformemente di colore rosso mattone. I maschi hanno le ali di colore rossastro e sono caratterizzati da alcune macchie scure a volte dalla forma di asterisco.

Il fondoschiena e la coda – il cosiddetto fascio – è di colore completamente grigio chiaro con un trattino nero finale e una bordatura bianca. La parte inferiore è di color crema chiaro con strisce o macchie marroncine. La parte inferiore del ventre è invece totalmente bianca.

La femmina adulta è bordata di scuro nella schiena. A differenza del maschio anche il fascio è marrone e mostra inoltre diverse strisce laterali e un determinato legame finale. Anche la parte inferiore è più scura che nel maschio e mostra una pezzatura più forte. I piccoli assomigliano nel piumaggio alle femmine. Tuttavia le loro ali sembrano più rotonde e più corte che nei gheppi adulti. Inoltre le punte delle loro aperture alari mostrano margini più chiari.

Pelle cerata e anello attorno all’occhio, che sono gialli negli uccelli adulti, negli uccelli giovani vanno dall’azzurro al verde giallastro.

In entrambi i sessi la coda è arrotondata poiché le penne della coda sono più corte di quelle mediane. Negli uccelli adulti le punte delle ali raggiungono la fine della coda. Le gambe sono giallo chiare, gli artigli sono neri.

Corporatura

Come tutti i falconiformi, il gheppio è dotato di 15 vertebre nel collo che gli permettono di girare il capo di 180° e di osservare appollaiati su un albero una preda fino a 220 gradi senza doversi muovere.

La corporatura dei gheppi (lunghezza e apertura alare) varia a seconda della sottospecie e del sesso. Nella sottospecie presente in Europa (Falco tinnunculus tinnunculus) i maschi hanno un’apertura alare di 74 cm, le femmine di 78.

Il peso degli individui varia parecchio a seconda del sesso. Normalmente un gheppio maschio pesa sui 200 grammi, una femmina 20 grammi in più. Il peso delle femmine varia a seconda del periodo: nel periodo di deposizione delle uova arrivano a pesare anche 300 grammi. Le femmine più pesanti sono normalmente più fortunate nella cura dei piccoli nel nido.

Aspetto in volo

Il gheppio è caratterizzato da un volo particolare.

Anche i neofiti sono in grado di riconoscere il tipico volo del gheppio. A differenza di altri rapaci, sbatte le ali frequentemente, ma la caratteristica più evidente è il cosiddetto volo a “Spirito Santo”, durante il quale si mantiene totalmente fermo in aria, con piccoli battiti delle ali e tenendo la coda aperta a ventaglio, sfruttando il vento per mantenersi stabile e osservare il suolo in cerca di prede.

 

IDENTIFICAZIONE: rapace di dimensioni medio-piccole, il falco più diffuso e facile da osservare. Snello, con ali e coda lunghe e strette. Testa corta e piccola, rotonda. Il maschio ha la testa e la coda di colore grigio-ceruleo, con fascia terminale della coda nera, sopra di colore rossiccio picchiettato di nero, sotto color crema chiaro striato o macchiettato di scuro. La femmina è completamente di colore rossiccio sopra con densa barratura scura, sotto color nocciola o crema chiaro striato o macchiettato di scuro. Entrambi hanno la parte superiore dell’ala un contrasto tra la parte più interna chiara e la parte più esterna scura.

DISTRIBUZIONE: in Italia il gheppio è presente in tutte le regioni, incluse le isola maggiori e alcune minori.

HABITAT: specie molto adattabile e vive negli ambienti più diversificati, in tutte le esposizioni, in pianura e in montagna, in luoghi coltivati e incolti, umidi e secchi, appartati o frequentati, inclusi i centri abitati, anche urbani. Scarseggia in boschi estesi e tra le monocolture intensive.

RIPRODUZIONE-NIDIFICAZIONE: nelle popolazioni sedentarie le coppie sono fedeli per tutta la vita. I soggetti migratori cambiano invece spesso compagno, anche se sono state osservate delle coppie in migrazione. Il gheppio non costruisce il nido, ma occupa quello di un altro uccello, oppure depone sulla cornice di una roccia o in un buco di una costruzione (muri, muraglie, ponti, cabine, campanili, torri, castelli in rovina, silos, officine, ponti, grani, cascinali, fienili, capannoni, edifici, casolari, baracche), sui piloni di alta tensione, in nidi artificiali o in grossi buchi di alberi. Può capitare che deponga anche a terra. Le uova vengono deposte nel sito spoglio, raramente ricoperto con frammenti di varia natura. Le uova (3-6) vengono deposte dai primi di aprile a metà maggio. La cova dura 27-29 giorni e viene svolta dalla femmina, in alternanza con il maschio solo per periodi molto brevi. I piccoli restano al nido per 27-32 giorni, e vengono accompagnati dai genitori per altri 30 giorni circa dopo l’involo.

VOLO: volo diretto abbastanza lento, con nervosi ed irregolari battiti alari alternati a scivolate. Fa spessissimo e per lunghi periodi lo spirito santo.

Le due specie sono state consegnati al Comando della Polizia Municipale di Andria, che provvederà a consegnarli presso l’A.R.E.F. di Bitetto (Ba).