La piantumazione di nuovi alberi in Puglia – una regione che offre appena 10 metri quadrati di verde urbano a testa – è ormai una necessità per affrontare l’emergenza climatica, tra ondate di calore, processi di desertificazione, alluvioni e l’assedio dello smog nelle città. È quanto rileva Coldiretti Puglia, analizzando i dati del report Istat sull’ambiente urbano, in occasione della Giornata nazionale degli Alberi, svoltasi lo scorso 21 novembre:
Nei capoluoghi la disponibilità di verde varia, si passa dai 9,6 metri quadrati per abitante di Bari ai 9,4 di Foggia, fino ai 19,8 di Taranto, ai 10,7 di Lecce e ai 13,1 di Brindisi. In totale, in Puglia sono stati censiti quasi 140mila alberi. Bari guida la classifica con oltre 30mila esemplari, seguita da Foggia, Taranto, Lecce, Brindisi, Barletta e infine Andria, che ne conta appena 15mila. Stesso scenario per gli alberi disponibili per abitante, Bari arriva a 9,7 ogni 100 residenti, Taranto a 10,9, Foggia a 14,4, Andria a 15,4, Barletta a 16,2, Lecce a 20,7 e Brindisi a 21,3. Tra le tipologie di verde, i parchi urbani hanno il peso maggiore (15,2%), e Bari supera la media con una quota del 26,9%. Eppure, gli studi più recenti confermano che alberi e spazi verdi sono alleati cruciali per la salute, perché favoriscono lo sviluppo cerebrale dei bambini, migliorano le funzioni cognitive, stimolano creatività, equilibrio, memoria di lavoro e capacità di elaborazione.
Nelle città più “cementificate”, la scarsità di aree verdi incide anche sulla temperatura media dell’ambiente urbano. Gli alberi funzionano come veri condizionatori naturali, grazie all’ombra e alla traspirazione del fogliame. Con il clima che cambia – sottolinea Coldiretti Puglia – la cura e l’espansione del verde diventano strategiche, tanto che un grande parco può ridurre la temperatura da 1 a 3 gradi rispetto a zone prive di vegetazione. Più piante ci sono, più aumenta la difesa da caldo, siccità e desertificazione. Un’area verde di 1500 metri quadrati abbassa la temperatura di circa 1,5 gradi e i benefici si diffondono per decine di metri. Il verde urbano è anche un’arma contro l’inquinamento. Secondo Coldiretti, una pianta adulta può assorbire tra 100 e 250 grammi di polveri sottili l’anno, mentre un ettaro di vegetazione cattura fino a 20mila chili di CO2. Tra le specie più efficienti contro lo smog ci sono farnia, leccio, carpino bianco, acero campestre, tiglio, frassino maggiore e pioppo, insieme ad arbusti come rosa canina, alloro, ligustro, corniolo e biancospino. Per contrastare davvero la crisi climatica serve ripensare gli spazi urbani – insiste Coldiretti Puglia – ampliando e curando il verde pubblico e privato. Anche nelle campagne il patrimonio arboreo si è assottigliato:
negli ultimi vent’anni è scomparsa quasi una pianta da frutto su quattro, tra pesche, arance, albicocche e altri fruttiferi, senza contare i 21mila ulivi persi per colpa della Xylella. Una perdita pesante sia in termini produttivi che ambientali. Non è un caso che gli studi più recenti riconoscano alla frutticoltura un ruolo importante nella tutela dell’ambiente – conclude Coldiretti Puglia – grazie alla capacità di assorbire CO₂, un potenziale che potrebbe crescere ulteriormente adottando tecniche colturali orientate non solo alla produzione di frutta ma anche alla riduzione dell’inquinamento.
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