VIDEO – Andria: troppi roghi cancerogeni e in città aumentano anche allergie. Le riflessioni di Nicola Montepulciano “necessario contrastare il fenomeno alla sua radice”

A distanza di anni dalle prime segnalazioni di “puzze di plastica bruciata”, la città di Andria continua subire il vergognoso quanto pericoloso (ed illegale) fenomeno dei roghi di rifiuti, indicati come causa delle emissioni maleodoranti frequentemente avvertite dalla popolazione. Sul fenomeno si è detto tanto e in molti hanno discusso delle possibili risoluzioni dell’annosa problematica: dalle telecamere ai droni, sino alle ronde e alle segnalazioni fotografiche dei cittadini. Ma quali sono le “radici” di questo fenomeno? Perché a distanza di anni non si riesce a debellare questo fenomeno particolarmente dannoso per l’ambiente e quindi, anche per la salute di tutti (compresa quella degli stessi autori di roghi inquinanti)? E’ lo stesso ricercatore ecologista Nicola Montepulciano – intervenuto nel corso di un video-approfondimento rilasciato in esclusiva al blog di VideoAndria.com – a ricordare la dura realtà dell’insorgenza di patologie tumorali anche in alcuni soggetti più giovani della popolazione:

A questi, si aggiungono numerosi casi di allergie (tra queste, allergie da polline di cipresso ma non solo) sulle quali Montepulciano ricorda di aver discusso ampiamente con un medico professionista del territorio. Fenomeni che devono necessariamente far riflettere, anche in considerazione del fatto che, in altre zone del mondo (come in Cina, ma anche, purtroppo, in luoghi ben più vicini al nostro territorio, come in specifiche zone del tarantino) le patologie che colpiscono le vie respiratorie sono tipiche delle aree più inquinate e gli effetti dei virus possono rivelarsi più devastanti se l’organismo è già compromesso a causa delle sostanze tossiche emesse nell’aria. Tra le emissioni dei gas di scarico delle automobili e quelle provocate dai frequenti roghi di rifiuti, Andria rischia così di veder aumentare nel tempo le potenziali conseguenze negative sulla salute pubblica. Un fenomeno, quello dei roghi di rifiuti tossici che, ricorda Montepulciano nel video, è probabilmente legato anche a quelle attività che preferiscono di disfarsi di componenti industriali ed aziendali che altrimenti andrebbero smaltiti in appositi impianti. Si pensi, ad esempio, alle scatole in polistirolo utilizzate da imprenditori agricoli, a scarti dell’industria tessile, a prodotti utilizzati nell’edilizia, negli elettrodomestici e così via. In realtà – circorda sempre Montepulciano – persino la combustione di carta e cartone, qualora ricoperti di vernici o altre sostanze, può rivelarsi tossica per l’uomo. Prodotti cui resti potrebbero aiutare le forze dell’ordine ad identificare le aziende coinvolte in queste attività illegali. E’ necessario andare a fondo per tutelare la salute pubblica ed il futuro di un’intero territorio. Il video:

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