Vincenzo Santovito: “Giorgino si è svegliato ma farebbe meglio a dimettersi”

La cittadinanza andriese, il mondo associazionistico andriese resta non stupito ma esterrefatto dalle dichiarazioni che il Sindaco avv. Nicola Giorgino continua ad esternare come un fiume in piena; come un pentito dopo la conversione. In particolare proprio dal mondo associazionistico locale, sempre attento agli accadimenti che investono la Comunità. proviene il grido di dolore della cittadinanza che non accetta il fallimento di un’intera classe politica e dirigente, almeno queste sono le conclusioni di Giorgino. Lo storico e solerte Osservatore Civico andriese, il signor Santovito Vincenzo, per conto delle Libere Associazioni Civiche coordinate da Savino Montaruli, dichiara:

da tempo, da anni abbiamo sollecitato un cambio di marcia alla politica andriese di fronte alla moltitudine di problemi irrisolti della città. Se oggi il Sindaco parla di inefficienza della macchina amministrativa sta forse dandoci ragione? Perché fino a ieri le stesse cose dette da noi venivano tacciate essere dissacratorie? Noi eravamo e restiamo realisti ed al contrario di Giorgino il nostro giudizio non è mai stato condizionato dal mantenimento di equilibri politici. I dirigenti non hanno portato a compimento le direttive politiche ricevute? Dov’è la novità? Certo sparare nel mucchio, come fa Giorgino, non è giusto, umanamente non è giusto ed è curioso che nessuno di quei dirigenti, così genericamente tirati in ballo, abbia ancora preso posizione seppur in difesa del proprio operato, così come è curioso che anche la politica resti in silenzio di fronte a quelle accuse dirette. Infatti quando il Sindaco se la prende con assessori, cioè suoi diretti fiduciari, che non sarebbero stati in grado di assolvere ai propri compiti non sta forse accusando i partiti di inefficienza? Quegli assessori, anch’essi tutti così genericamente umiliati e tirati in ballo senza alcuna distinzione, non sono forse di diretta emanazione dei partiti e movimenti che hanno sostenuto Giorgino? Che senso ha questa generalizzazione da vera epurazione? No, la pala meccanica non serve e non deve essere usata per spazzare via, scardinare le persone perché questa è mancanza di rispetto e noi, al loro posto, non lo avremmo consentito, neppure all’avvocato Giorgino. Tornando alla città ed ai suoi problemi, il Sindaco, forse anche inconsciamente, continua a parlare di commissariamento. Perché continua a farlo? Se veramente voglia arrivare a questa soluzione non deve far altro che dimettersi, irrevocabilmente e non “a trucco” come si fa abitualmente in politica. Certo che un commissariamento di medio e lungo periodo di problemi ne risolverebbe tantissimi e finalmente potremmo realmente sapere chi ha lavorato bene, chi ha lavorato male e quanti siano veramente i debiti accumulati dal comune di Andria e dalle sue amministrazioni. Un bel controllo a tappeto per far capire finalmente ai cittadini da chi siano stati amministrati in questi lunghissimi anni con una città sbandata e allo stremo”.

“Sapremmo, ad esempio, quanta cassa sia disponibile oggi a Palazzo San Francesco e se anche le casse comunali abbiano seguito l’andazzo gestionale delle banche italiane e della cricca ballerina. No, non vogliamo affondare la lama, anche perché di politica, si fa per dire, non ne capiamo nulla. Sta di fatto, però, che la città è ferma con i suoi problemi irrisolti; le periferie abbandonate; un’emergenza sanitaria ed ambientale mai vista prima e sottovalutata; le strade a pezzi, pericolosissime e stracolme di rifiuti urbani; opere pubbliche inesistenti; denaro pubblico e fondi europei mai utilizzati. Sul fronte dell’insicurezza Andria continua ad occupare i primi posti in Italia e della nuova Questura non se ne parla proprio; la disoccupazione ha toccato e confermato limiti storici e primati nazionali negativi così come le politiche del lavoro sono inesistenti; i rapporti istituzionali con le realtà associative sono stati mortificati da un’Amministrazione comunale che si è barricata nel Palazzo ed ha chiuso le porte a tutti, tranne che agli appartenenti alla cricca; l’artigianato che va sparendo e un centro storico ormai in declino progressivo con investimenti privati gettati alle ortiche a causa delle incertezza per gli imprenditori. In questi anni Andria è stata svuotata non solo dei suoi più prestigiosi uffici pubblici, anche provinciali, ma anche della sua dignità di città che un tempo era capofila in tutto. In questi frangenti, mentre avveniva tutto questo la politica dov’era? I rappresentanti politici della città, a tutti i livelli, dov’erano? Dove sono? Caro Sindaco, il fatto che lei si sia svegliato dopo otto anni di suo governo e dopo un lunghissimo letargo non si sa ancora a cosa dovuto, ci fa piacere ma ci dica: chi le ha somministrato quelle massicce dosi di oppio per addormentarla completamente? Apprezziamo il suo guizzo di dignità e di reazione perché se quel guizzo è sinonimo di un cambiamento, di qualunque cambiamento allora lo apprezziamo davvero e siamo certi che la sua “mossa” abbia un fine preciso; un avvertimento finale a quanti si sono trincerati dietro le bandiere di partiti ormai inesistenti pensando di essersi appropriati della città e del suo futuro. Caro, Nicola hai fatto bene, benissimo e ancor meglio farai se assumerai la decisione finale che ti dia serenità familiare e che salvaguardi la tua salute, visto che sei stato tu stesso a parlare della famiglia e della tua salute messa a dura prova dal tuo ruolo istituzionale. Sindaco Giorgino, pensa al tuo futuro e non continuare ad essere scudo per approfittatori, esperti di giochi politici, manipolatori e personaggi che della politica si sono abbeverati fino ad annegarsi ed ancora non vogliono mollare. Nicola, mandali tutti a lavorare, se ne sono capaci e se un lavoro se lo sanno cercare” – ha concluso Santovito.