Ad Andria anche il nipote di Don Luigi Sturzo per l’incontro “La lezione attuale di Luigi Sturzo nella politica e nella Società”, il 26 settembre presso il Museo Diocesano

don-luigi-sturzoIl primato della morale nella politica; la “Questione Meridionale”; il principio federale dell’Europa; l’impegno dei cattolici nella “cosa” pubblica; la formazione e la selezione della classe dirigente.

Dopo il rinvio a causa della tragedia ferroviaria del 12 luglio scorso, il Centro Studi Sturziani di Andria rinnova l’appuntamento con l’incontro sul tema “La lezione attuale di Luigi Sturzo nella politica e nella Società”. La figura del sacerdote e senatore a vita nato a Caltagirone, in Sicilia, nel 1871 e scomparso nel 1959 sarà rievocata in un convegno di studi in programma ad Andria il prossimo lunedì 26 settembre.

All’evento (inizio fissato alle ore 19 nel Museo Diocesano, in via De Anellis 46) intervengono Gaspare Sturzo, pronipote del sacerdote fondatore del Partito Popolare, Magistrato e Presidente nazionale del Centro internazionale Studi “Luigi Sturzo”, e i deputati Giuseppe Fioroni (già ministro della Pubblica istruzione e Presidente della Commissione d’inchiesta sul “caso Moro”), Antonio Distaso e Gero Grassi.

L’appuntamento è promosso in collaborazione con la Fondazione “Onofrio Jannuzzi” e con il patrocinio morale del Comune e della Diocesi di Andria.

Il convegno sarà aperto dai saluti del Sindaco di Andria, Nicola Giorgino, del Presidente della Fondazione “Jannuzzi”, on. Benedetto Fucci, e del responsabile territoriale del Ciss, Nicola Fuzio. Le conclusioni sono affidate al Vicario generale della Diocesi di Andria, mons. Giovanni Massaro.

L’evento, moderato dal giornalista Vittorio Massaro, inaugura le attività della sede territoriale del Centro Studi intitolato a don Sturzo e rappresenta il primo di un ciclo di incontri dedicati all’impegno dei cattolici nella vita politica del Paese.

«L’adesione ai principi lasciati in eredità da don Luigi Sturzo – osserva Nicola Fuzio è la base dalla quale partire per fornire un contributo a cambiare e migliorare il nostro Paese. Un impegno che parte dal basso, come insegna don Sturzo, che non a caso sosteneva la centralità dei Comuni nell’ingranaggio che fa andare la macchina dello Stato. Comincia da qui un lavoro che è innanzitutto di studio e che il Centro Studi apre a tutti gli uomini e a tutte le donne che abbiano voglia di lavorare per assicurare un futuro migliore alle nuove generazioni».