Ad Andria il primo corso d’Italiano L2 per donne migranti

Si è tenuta nella mattinata di mercoledì 21 novembre, scorso, la prima lezione del corso d’italiano L2 pensato per donne, comunitarie ed extra comunitarie. Un nuovo servizio voluto dall’Ufficio Migrantes della Diocesi di Andria in collaborazione con l’Associazione di Volontariato Salah operante nel territorio della BAT che ha come finalità servizi di prossimità e cura rivolti alle persone, attività di promozione e sensibilizzazione dei diritti umani, sociali e civili.

“Le tipologie d’immigrati che vivono nelle nostre Città sono diverse e variegate, –ha spiegato don Geremia Acri, direttore dell’Ufficio diocesano– noi proviamo a prestare attenzione alle esigenze di ognuna di esse. Grazie alla sensibilità dei nostri volontari e dei nostri operatori, abbiamo notato come fosse frequente il caso di donne straniere, per lo più arabe, che pur stando in Italia ormai da diversi anni, a stento parlano italiano e sono scarsamente integrate. Per questo è nata l’idea di un corso di lingua per sole donne, per offrire un momento di apprendimento, socializzazione e integrazione, aggirando le barriere culturali”.

Gli studi specialistici spiegano come le donne nordafricane e mediorientali, nel contesto delle donne immigrate, siano le più isolate, le più legate alle tradizioni e alle reti familiari, nonché le più dipendenti dai mariti per tutti i problemi extra-casalinghi. Il corso si svolge presso la sede dell’Ufficio Migrantes, in Via Quarti 7 Andria– il mercoledì e giovedì dalle 10:00 alle 12:00, tenuto da un’insegnante donna – prova ad agire nello specifico su tale categoria. Lo fa offrendo assieme alle lezioni di lingua, un percorso di “cittadinanza”.

Non solo quindi lingua italiana ma anche approfondimenti sulla salute delle donne e dei bambini, delle scuole primarie e secondarie, delle leggi sull’immigrazione, dell’avviamento al lavoro, dei servizi offerti dalla città, per aiutare l’utenza in questione ad affrontare con più sicurezza e autonomia i problemi quotidiani di inserimento nella città. L’obiettivo è non solo l’apprendimento della lingua ma anche la possibilità di abbattere il muro delle diffidenza verso il nostro modello di vita, che è diverso dal loro e che talvolta genera chiusure e autodifese.

“La custodia per l’altro, – commenta don Geremia – significa attenzione per l’altro, e in una società come la nostra, questo atteggiamento ha perso la valenza, oggi esiste il dominio dell’altro a più livelli, solo per rafforzare una cultura esclusiva e non includente per il proprio e sfrenato egoismo. Non possiamo educare spettacolarizzando si educa, nel quotidiano con forza, decisione e abnegazione, lontani dai grandi palcoscenici, trasmettendo la Verità, la Giustizia, la Bellezza; si educa non con gli eserciti o altri mezzi, ma giorno per giorno nel silenzio e nella certezza che un giorno tutto fiorirà. Le religioni spesso sono fonte di divisioni e scontri, noi vogliamo invece testimoniare come possano essere sorgente d’incontro” conclude don Geremia. “Papa Francesco ha spiegato che se si parte dal presupposto della comune appartenenza alla natura umana, si possono superare i pregiudizi e le falsità e si può iniziare a comprendere l’altro secondo una prospettiva nuova. Noi ci crediamo e ci vogliamo provare”. Un corso organizzato dall’Ufficio Migrantes della Diocesi di Andria e offerto dall’Associazione di Volontariato Salah sensibile alle tematiche sociali ed educative.