Andria: chi ha ucciso i cani non è uno “scemo”. E’ un assassino che va individuato

C’è chi ha utilizzato termini come “ignoranti” per descrivere gli autori (al momento dall’identità ignota) di svariate uccisioni di cani verificatesi negli ultimi mesi in via Castel del Monte:

Come i lettori del nostro blog ricorderanno, infatti, una guardia ecozoofila ed alcuni volontari hanno denunciato in più occasioni le morti violente di alcuni cani mansueti che gli stessi volontari seguivano da tempo. Una delle morti atroci include quella di Nonno Dolce, cane anziano orribilmente sgozzato e lasciato morto sanguinante nell’area incolta della strada. Sul posto, i volontari individuarono anche il corpo di un gatto, privo di vita per circostanze ancora non del tutto chiarite. Il timore era legato alla presenza di veri e propri mostri che avrebbero potuto uccidere tutti gli animali randagi della zona. Nonostante la deposizione di una denuncia contro ignoti e svariati appelli finalizzati al prosieguo delle indagini, i timori degli animalisti si sono trasformati in realtà:

 

A distanza di alcuni mesi, infatti, altri cani sono stati trovati uccisi e morti agonizzanti. In totale, 4 cani sono stati uccisi da soggetti non ancora identificati. Il sospetto è che qualche soggetto abbia deciso di sterminare gli animali indifesi. Non vi è alcuna giustificazione davani a tanta cattivera e a tanti reati perseguibili penalmente e pertanto non è opportuno limitarsi a definire gli autori di queste uccisioni degli “stupidi ignoranti” perché si tratta in realtà di veri e propri criminali assassini che, ancora a piede libero, non sono stati sottoposti ad alcuna denuncia, a nessun processo e nemmeno a nessuna sanzione. Difficle immaginarsi che, se questi episodi si fossero verificati ai danni di una persona, l’indifferenza sarebbe stata costante. E invece, almeno per il momento, non possiamo che constatare la sofferenza dei volontari, non solo per la crudele morte di queste povere creature, ma anche per il senso di frustrazione e solitudine inventivato nell’ultimo periodo con la morte di una cagna avvelenata. Inutili i tentativi di salvarla in una clinica veterinaria: l’animale è deceduto poche ore dopo una grave emoraggia che non gli ha lasciato scampo. Tutti gli andriesi perbene, che spesso parlano di tutela e rispetto della vita, non dovrebbero restare indifferenti davanti a tanta barbarie. Ci vien da chiederci: se l’assassino di questi poveri animali è stato capace di commettere questo, come possiamo essere sicuri che non possa rappresentare un pericolo pubblico anche per le persone? L’autore (o gli autori) di queste uccisioni, andrebbe celermente identificato, denunciato e, con molta probabilità, sottoposto anche ad accertamenti psichiatrici.

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