Andria: completata la nuova fontana a Castel del Monte, missione compiuta! Viva la Storia e l’acqua pubblica!

A Castel del Monte, area appartenente al territorio della città di Andria, era l’unica fontana nel raggio di svariati chilometri e per diversi mesi è risultata non funzionante a tal punto da spingere i tecnici a bloccare temporaneamente i tubi dell’acqua. Chi o cosa abbia danneggiato la vecchia fontana, ubicata nei pressi di una lapide che commemora Graziella Mansi, non ci è dato sapere. Fatto sta che in tutti questi mesi, il prof. Francesco Martiradonna, Presidente provinciale e responsabile territoriale delle associazioni “Ambiente e/è Vita Onlus” (riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente) e &“Nat. Federiciana Verde Onlus” (Riconosciuta dal Ministero degli interni),  attraverso i vari articoli diffusi dalla nostra redazione, si è più volte appellato agli enti locali per il ripristino di una fontana che offriva acqua pubblica in un’area visitata ogni anno da migliaia di persone. Oggi è lo stesso prof. Martiradonna a comunicarci il termine dei lavori della nuova fontana di Castel del Monte

“Ieri pomeriggio 18.03.18 ore 16,00 durante il giro di ronda, del NGPGV IVEA della succitata associazione, per il controllo del territorio, è stato evidenziato un fatto piacevole: hanno messo in funzione la fontana che si trova sotto il Maniero Federiciano. La gente che visiterà il Castello e di più la gente del posto potrà usufruire del servizio e del ritorno della fontanina che distribuirà un bene di prima necessità e cioè l’acqua (H/2O)” – anche se lo stesso non ha nascosto alcune perplessità sul nuovo rubinetto che “funziona a tempo, ovvero a pressione“. Ma per il momento, tutto è stato risolto. Il Tecnico e gli operai hanno eseguito un bellissimo lavoro ed è stata scelta una fontanina antichizzata (difficilmente è possibile notare che è fatta di cemento), questa che si addice molto allo stato del luogo e cioè non c’è alcun impatto di immagine e ambientale, ricollegandosi allo stile della vecchia fontana danneggiata e sostituita dalla nuova. Giustizia è stata fatta per l’acqua pubblica, un un luogo, Castel del Monte, di grande interesse storico, paesaggistico, ambientale e ovviamente turistico

E dopo tutto, in un periodo storico dove non si fa altro che parlare di privatizzazioni di massa, di acqua in bottiglia (certamente non qualitativamente superiore di quella di rubinetto), e di “liberalizzazioni”, nonché di un referendum risalente all’anno 2011, periodo in cui i cittadini diedero al governo italiano chiare istruzioni di un’acqua pubblica, ci torna in mente anche il monumento sito in Piazza Imbriani, nel centro cittadino di Andria che ricorda proprio Matteo Renato Imbriani. Anche a lui si deve la realizzazione dell’Acquedotto Pugliese. Un articolo del Corriere delle Puglie riporta, dalla penna del suo direttore Martino Cassano (nonostante la profonda avversione tra i due), l’appassionata dialettica con cui l’On. Imbriani sottolineò la necessità per la Puglia di un acquedotto funzionale, in seno ad una riunione tematica tra buona parte dei deputati pugliesi convocata dall’allora Presidente della Provincia Lattanzio. Un diritto, quello dell’acqua pubblica, che va dunque sempre salvaguardato.

Apprezziamo quindi gli sforzi di Aqp, dell’amministrazione guidata da Giorgino (che, oltre a ricoprire il ruolo di Sindaco di Andria e Presidente della Provincia, è anche Presidente dell’Autorità Idrica Pugliese) augurandoci che anche gli amministratori futuri possano ricordarsi di questo importante simbolo di civiltà. Non un optional, ma un diritto. Ovviamente, i ringraziamenti vanno al prof. Francesco Martiradonna, che con la sua squadra di volontari ha subito segnalato la problematica alla nostra redazione, poi divenuta anche oggetto di un’interrogazione del consigliere regionale Nino Marmo, che ringraziamo per la sensibilità.

Ci piace pensare che, come in altre circostanze, il buonsenso di alcuni cittadini sensibili alla cosa pubblica abbia spinto i nostri amministratori ad aprire ulteriormente gli occhi e ad agire. Ci piace pensare che questo sarà d’ora in po il modo di fare politica: non politici passivi che fanno di testa loro, ma piuttosto amministratori locali che si attivano sulle azioni da intraprendere basandosi sulle segnalazioni dei cittadini. Cittadini, dunque, che possono fare politica anche al di fuori del palazzo. Video: