Andria – dalle tariffe all’economia: il “Piano” di Unimpresa Bat per rilanciare la città, ecco il documento completo consegnato al Commissario Prefettizio

L’incontro convocato dal commissario straordinario della città di Andria, dott. Gaetano Tufariello con le parti sociali, tenutosi giovedì 23 maggio 2019, alle ore 16,00 nella Sala Giunta del comune di Andria era atteso e quanto mai opportuno, specie per la gravissima condizione in cui versa il commercio nella città di Andria. Tra le Sigle di Rappresentanza quella storica, invitata e seduta al Tavolo istituzionale, Unimpresa Bat rappresentata dal Presidente Savino Montaruli il quale ha personalmente consegnato nelle mani del commissario straordinario un documento ritenuto importantissimo, sia per la memoria storica che accompagna costantemente la narrazione e la specifica della condizione nella città di Andria sia per i contenuti che rispecchiano perfettamente quella che è la realtà del territorio. Nella lettera consegnata al Commissario Prefettizio, Unimpresa Bat scrive quanto segue:

“Nel ringraziarLa per aver voluto ascoltare ed interloquire con le Sigle di Rappresentanza del Settore Commercio, Turismo e Servizi ma anche per la dedizione che saprà dedicare alla nostra amata città. Quale Associazione di Categoria radicata sul territorio, rappresentativa e fortemente impegnata per la salvaguardia delle piccole e medie imprese, per il loro rilancio commerciale e culturale, Le diamo il benvenuto in una realtà che, negli anni, ha accumulato enormi ritardi, affidandosi spesso, sia dal punto di vista politico che burocratico all’improvvisazione e soprattutto al malvezzo della propaganda a tutti i costi, trascurando, invece, aspetti legati alla Programmazione Strategica ed alla possibilità di utilizzare fondi e risorse in grado di proiettare l’economia cittadina, il suo comparto occupazionale e lo sviluppo legato al Progresso sociale e culturale verso obiettivi mai raggiunti.
In modo schematico ma non casuale ci preme evidenziare problematiche ataviche, mai risolte ma anche condizioni ed eventi di degenerazione dovuti all’assenza di una visione politica e di prospettiva.

QUADRO D’INSIEME:
La città di Andria, nell’ultimo decennio, ha subito le ripercussioni negative derivanti da una profonda e progressiva crisi economica derivante da una generale condizione che ha colpito settori cosiddetti trainanti dell’economia cittadina quali l’edilizia, l’agricoltura ma anche quel piccolo comparto industriale rappresentato da piccole e medie strutture di produzione di manufatti legati al settore moda, in particolare intimo e della maglieria. Questa condizione di crisi avvertita in città, unita a quella più generale italiana con molti risvolti occupazionali che hanno alimentato le difficoltà delle famiglie andriesi profondamente colpite nella gestione dei bilanci familiari, ha prodotto una deprofessionalizzazione del settore commercio, ove si sono riversate, quasi fosse un ammortizzatore sociale, intere sacche di disagio occupazionale con conseguenze che hanno portato ad una profonda mutazione in termini di qualità d’impresa e gestione del mercato dei prodotti e dei servizi. A fenomeni di decrescita infelice si sono associati progressivi abbandoni del territorio da parte di tantissimi giovani, per motivi di studio o lavorativi, i quali continuano, in massa ad allontanarsi dalla città, nella la maggior parte dei casi senza farvi ritorno. Dal punto di vista sociale il regresso è stato conseguenziale, con l’aggravante di assenza di prospettive che hanno ingenerato profonda sfiducia nelle istituzioni e nella politica che non è riuscita a centrare quegli obiettivi primari nei quali i cittadini avevano riposto estrema fiducia.

COMMERCIO DI VICINATO
Come nelle altre città della provincia Bat ma anche di quella di Bari, il piccolo commercio di vicinato andriese ha subito e continuato a subire l’aggressione della grande distribuzione organizzata che oggi non rappresenta l’unica entità di fortissima concorrenza sul mercato in quanto la progressiva crescita delle vendite on-line delle multinazionali sta ulteriormente mettendo a dura prova quello che era un vanto per l’economia della nostra città. La vita media delle attività commerciali è scesa di un terzo rispetto a dieci anni fa e questo è sintomatico di quanto quel piccolo commercio sia diventata valvola di sfogo per soggetti in difficoltà lavorativa, alla ricerca di soluzioni alternative. Questo ha anche significato un depauperamento delle risorse economiche familiari con profonde ripercussioni anche all’interno delle stesse famiglia che hanno tentato di “investire” in queste attività salvo poi scoprire le difficoltà di operare in un mercato saturo, soggetto a grandissime contaminazioni che hanno completamente denaturato gli stessi principi minimi di utilità di impresa e di gestione economica e finanziaria delle stesse. Anche i negozi e le imprese storiche della città hanno dovuto arrendersi e assumere decisioni drastiche.

COMMERCIO AMBULANTE E MERCATO SETTIMANALE
Il commercio su aree pubbliche rappresenta un comparto molto significativo per la città di Andria. Migliaia di esercenti titolari di autorizzazioni attive continuano a sostenere un settore che produce un indotto di oltre quattromila addetti. Un settore in profonda crisi che però continua a resistere ma facendolo in modo improvvisato e senza prospettive. Infatti la mancata Programmazione Commerciale ha causato, negli anni, una dannosissima deregolamentazione con una diffusione estrema di fenomeni legati all’abusivismo commerciale. Solo recentemente, con al sottoscrizione di un protocollo ah hoc, la città di Andria, grazie anche al nostro contributo tecnico sostanziale e professionale, ha sancito alcune regole fondamentali ma abbiamo il serio timore che la fase applicativa di tali regole possa manifestare problemi importanti quindi La invitiamo a garantire tale applicazione. per quanto riguarda il mercato settimanale, un mercato che fino a vent’anni fa era uno dei più importanti, numericamente e produttivamente dell’intero Meridione d’Italia, da molto tempo si trova provvisoriamente e precariamente allocato lungo il perimetro della villa comunale. Dopo un timido tentativo di trasferimento, contrastato per la sua disomogeneità, l’intento della politica di trovare soluzione a quel problema si è protratto per oltre sette anni e questo ha causato la sua degenerazione Anche recentemente abbiamo sottoposto all’Amministrazione comunale passata una serie di soluzioni finalizzate ad una profonda rigenerazione del mercato del lunedì con possibile sdoppiamento della sua localizzazione, utilizzando formule di alternanza condivise anche con le altre Sigle di rappresentanza. Un Progetto che, almeno a parole, pare fosse gradito all’amministrazione comunale che Le ha lasciato il posto ma che non si è mai concretizzato a causa di quella mentalità negativa che porta la politica a non assumere decisioni per restare sempre nella via di mezzo ma senza risultati, con ripercussioni che sono sotto gli occhi di tutti. Quel progetto riteniamo debba essere proseguito con l’amministrazione straordinaria in modo da evitare ulteriori penalizzazioni per gli oltre 550 concessionari di posteggio che continuano a subire i disagi e le mortificazioni visto che, in centinaia, sono relegati, fisicamente, a condizioni estreme che producono anche una concorrenza sleale rispetto a quei pochi che occupano postazioni più o meno ancora appetibili. Al fine di proseguire nel percorso intrapreso La invitiamo a convocare le Associazioni di Categoria di Settore per la concertazione e la condivisione definitiva del percorso già avviato.

MERCATO GENERALE ORTOFRUTTICOLO
E’ questo un altro simbolo del degrado e dell’inefficienza della politica e dell’amministrazione. Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad una struttura che ha rappresentato, nei decenni, il fiore all’occhiello della città federiciana. Il mercato Generale Ortofrutticolo di Andria, unitamente all’ex macello, è un pezzo di storia mortificato e portato allo stremo. Oggi ha ridotto drasticamente la sua capacità, sia in termini di attrattiva che di scambi commerciali. Una struttura ancora in stato di degrado e molto precaria con sistematici interventi mai risolutivi, che non hanno rimosso la condizione di fondo di un manufatto estremamente decadente e fatiscente. Dal 2019 l’amministrazione comunale ha deciso di raddoppiare il pagamento della Tosap per le occupazioni del suolo ma anche di triplicare le tariffe di accesso e questo sta incidendo fortemente anche sui già precari bilanci delle imprese che ne usufruiscono, con piccoli commercianti di ortofrutta molto amareggiati e contrariati perché nelle strutture dei paesi vicini, alcune eccellenti, addirittura gli accessi sono gratuiti se non dietro pagamento di importi irrisori. Quel Mercato Generale va completamente ripensato ed adeguato, se non delocalizzato, come già in previsioni che poi si sono solo rivelate parte del monte promesse mai realizzate.

RETE COMMERCIALE
Da decenni le nostre Organizzazioni di Categoria, peraltro presenti ed elette dal Forum delle Associazioni della città di Andria, facenti altresì parte della Consulta Attività Produttive, delle Libere Professioni, Consumatori ed Utenti, continuano a sollecitare le varie amministrazioni che si sono succedute alla realizzazione di una rete urbana di mercati rionali, di servizio. Una rete quanto mai necessaria in una città che ha abbondantemente superato, da tempo, i centomila abitanti e la cui estensione territoriale richiede questo tipo di servizio diffuso. Proposte sempre vanificate da pressapochismo e da superficialità che hanno determinato l’assenza di qualunque iniziativa se non una sola, sporadica in un quartiere periferico della città dove un mercatino era stato pensato e progettato ma poi quel bando di assegnazione venne ritirato senza che si siano mai conosciute le ragioni di quel ritiro che ha anche causato enormi danni a quanti vi avevano partecipato, vincendolo ma senza mai vedersi assegnati i posteggi. Tra le altre proposte che negli anni abbiamo presentato anche quella relativa alla istituzione dei Farmer’s Market, vendita al pubblico di prodotti agricoli a chilometro zero, visto che esistono aree destinate a tale scopo, quali Largo Ceruti e Largo Appiani per le quali il comune investì oltre ottocentomila euro di fondi pubblici per adibirle a mercati e mercatini senza però mai utilizzarle per tale scopo in modo definitivo. Per arginare il fenomeno della enorme diffusione dell’abusivismo commerciale in città abbiamo da tempo presentato, secondo quanto previsto dalla vigente Codice del Commercio della regione Puglia, un Progetto di individuazione di apposite aree dedicate ove svolgere l’attività da parte dei cosiddetti itineranti ma anche in questo caso si continua a consentire l’esercizio diffuso e disordinato oltre che illegale dell’attività sulle strade cittadine.

ORGANIZZAZIONE DEL COMMERCIO IGIENE E SANITA’ PUBBLICA
Negli ultimi mesi, a causa di una poco avveduta azione propagandistica mal riuscita, la politica ed un certo mondo polisindacale si sono alleati per sollevare una problematica che poi ha avuto risvolti pesantissimi, sia in termini economici che di immagine. La questione ha riguardato gli esercenti la vendita, in ogni forma, di frutta e verdura con esposizione all’esterno dei locali. Ebbene, dopo aver posto rimedio ad una serie di azioni addirittura contrarie alla reale soluzione del problema, come per esempio l’improvvida copertura delle merci esposte, si è giunto all’elaborazione ed approvazione di un Protocollo d’Intesa che ha generato un’ordinanza sindacale che perlomeno pone un sommario e minimale rimedio ad un problema che investe la salute dei cittadini e non solo le corretta prassi igienico-sanitaria. Quel Regolamento racchiude le norme già vigenti a livello regionale ma che i comuni, non solo quello di Andria, disapplicano. A proposito di sanità pubblica con la sottoscrizione del Protocollo “Andria Plastic Free”, la nostra organizzazione ha ancora una volta contribuito ala redazione del documento d’Intesa, come aveva fatto con il Protocollo Ortofrutta, svolgendo un lavoro minuzioso, molto apprezzato. Lo stesso contributo apportato in altre circostanze come, ad esempio, l’elaborazione del Regolamento sui Dehors che da anni si trascinava e che è stato approvato apportando minimali modifiche ad un lavoro già precedentemente svolto grazie alla collaborazione delle Associazioni di Categoria e Professionali, ed un minimo impegno dell’amministrazione. A proposito dei Dehors non si può tacere sulle gravissime conseguenze patite dai pubblici esercenti di Andria. Titolari di attività di bar, ristoranti, pizzerie, tavole calde ed esercizi similari i quali dapprima vennero autorizzati ad installare le loro strutture esterne ai locali salvo poi subire un danno enorme quando il comune ha rinnegato tutto e stravolto una situazione che esso stesso aveva sollecitato e autorizzato.

SICUREZZA URBANA
In materia si sicurezza urbana anche il commercio vive quella condizione di tensione sociale che si respira nell’aria, in città. Da sempre nella città di Andria le grandi organizzazioni criminali, definite anche di matrice mafiosa dai Magistrati, si è affiancata una micro criminalità che, nel tempo, è sempre più diventata aggressiva, a causa di una cosiddetta, costante azione di disturbo quotidianamente praticata da bande di incivili e di disturbatori che minano profondamente la percezione di insicurezza che è tra la gente, tra i cittadini. La preoccupazione per periodi di recrudescenza di furti in appartamenti, nei negozi e nelle proprietà private, oltre al primato per quelli di auto, incidono pesantemente sul tessuto produttivo locale e soprattutto sul turismo, che ne paga quotidianamente le conseguenze con il dato inconfutabile che vede solamente lo 0,1 % dei quasi trecentomila visitatori l’anno di Castel del Monte arrivare in città dove, peraltro, è inesistente la rete turistico/informativa e di accoglienza e solo grazie all’azione di singoli imprenditori del settore ricettivo si evita la desertificazione totale. Nel centro storico cittadino questa condizione è quanto mai evidente.
A proposito del Centro Antico della città, da alcuni anni, solo ed esclusivamente grazie ad interventi privati, il centro storico ha subito profonde trasformazioni, specie dal punto di vista degli insediamenti commerciali. Dopo aver perso drammaticamente le opportunità della Zona Franca Urbana, il comune di Andria si è trovato impreparato di fronte ad una metamorfosi che non ha saputo gestire, vista l’assenza totale di una Programmazione Commerciale, a cominciare dalla mancata attuazione dei Piani di Sviluppo e di Decoro Urbano. Questo ha causato dapprima un’invasione incontrollata di insediamenti e poi, negli anni, un progressivo declino, al punto che oggi moltissime di quelle attività hanno chiuso e tante altre sono in vendita. Questo danno enorme è stato altresì aggravato dalla vicenda legata ai cosiddetti Dehors (strutture esterne ai locali) le cui vicissitudini, sempre a causa di una pessima gestione amministrativo-burocratica ha causato danni economici enormi per quegli esercenti che dapprima si sono visti autorizzare le strutture salvo poi vedersi recapitare diffide allo smontaggio senza ancora oggi averne mai compreso le motivazioni reali d tanta confusione e disorientamento. Grazie alla citata azione congiunta oggi un minimale Regolamento esiste ma quel Regolamento ancora non ha ottenuto il parere della Soprintendenza di Foggia-Bat quindi quelle situazioni sono ancora a rischio e non riguardano solo il centro storico.

CRISI DEI SETTORI PRIMARI – AGRICOLTURA
La crisi del Settore Agricolo, uno di quei comparti ancora oggi fondamentali per l’economia cittadina, ha portato dietro di sé conseguenze pesantissime anche sul piccolo commercio e sul mercato. I cali dei vendite e la sempre più scarsa propensione al consumo da parte dei cittadini lo si avverte in modo considerevole. Questa è una situazione destinata a diventare ancor più grave e preoccupante a causa dei mutamenti climatici, delle gelate, della Xylella e delle altre preoccupazioni che condizionano il settore. La città di Andria, anche in questo caso, si è mostrata completamente assente, salvo da parte di taluni indossare un gilet arancione per qualche ora dicendosi vicino alla categoria. Di fatto Andria è una città priva addirittura di un Assessore all’Agricoltura e questo la dice lunga sull’attenzione dedicata dalla politica a questo settore.

ZONA INDUSTRIALE PIANO DEGLI INSEDIAMENTI PRODUTTIVI
Avrebbe dovuto rappresentare la rivoluzione e riconversione dell’economia cittadina in crisi ma si è rivelato essere il più grande fallimento con un’espansione a macchia di leopardo, in un contesto urbano di assoluto degrado e senza che sia mai stata realizzata una rete di minime opere infrastrutturali. Questo ha causa l’effetto di portare le imprese alla delocalizzazione con trasferimento delle produzioni nelle città vicine e molto spesso all’estero. Un indotto che è venuto meno e che si è ripercosso negativamente sull’economia cittadina quindi sui consumi, sui livelli occupazionali e sullo sviluppo economico generale.

PERIFERIE
Il mancato sviluppo e la mancata integrazione delle periferie cittadine hanno causato un vero e proprio stato di isolamento. In particolare quelle più estreme subiscono da quarant’anni la desertificazione sociale con qualche spunto di vivacità peraltro vanificato, come ad esempio la realizzazione di un mercato coperto di quartiere abbandonato e mai entrato in funzione.

PIANO DEL TRAFFICO E VIABILITA’ URBANA
L’esigenza di avere un Piano del Traffico organico, funzionale e definitivo resta ancora oggi un’ambizione che non ha ancora trovato compimento. Il vecchio Piano ormai risale a molti decenni fa e non è assolutamente adeguato alle reali ed attuali esigenze della viabilità urbana e la necessità di sostenere l’utilizzo di mezzi alternativi ed ecologici. Il fallimento dell’esperienza legata al bike sharing è la dimostrazione di quanto sia stata scarsa l’attenzione verso questa rivoluzione sociale mai sostenuta. Il mancato utilizzo del Park & Ride di largo Appiani è un’aggravante evidente.

AMBIENTE E SALUTE
Le Associazioni civiche andriesi e di volontariato, recentemente riunitesi nel Forum cittadino, unitamente alla 3^ Consulta Ambiente della città di Andria continuamente sollecitano interventi decisivi e definitivi rispetto ad una degenerazione che va assolutamente fermata. La questione irrisolta dell’abbandono dei rifiuti per le strade e nelle campagne rappresenta un’emergenza ambientale ma anche sanitaria, sicuramente collegabile anche ad una condizione della salute pubblica molto compromessa. I dati scientifici, ancorché non aggiornati, sono esemplari e rappresentano una situazione preoccupante, allo studio della comunità scientifica, non solo locale.

STRUTTURE SPORTIVE
Alcune in stato di completo abbandono, come, ad esempio, la pista di pattinaggio nel Quartiere Europa. Il Palazzetto dello Sport che necessita di evidenti interventi manutentivi e strutturali con altri impianti incompleti e per molte circostanze inefficienti ed inutilizzabili.

SISTEMA DI RAPPRESENTANZA E VIOLAZIONI DELLO STATUTO COMUNALE
Il comune di Andria può fregiarsi di una compagine associativa di oltre 120 Associazioni regolarmente iscritte nell’Albo comunale delle Associazioni, Le Quattro Consulte rappresentano un’efficiente aggregazione con competenze e professionalità di prim’ordine. Purtroppo sempre più spesso e ripetutamente l’Amministrazione comunale ha violato anche le minime norme statutarie omettendo persino di richiedere quei pareri consultivi ma obbligatori espressamente previsti nei casi di approvazione dei bilanci. Anche su altri argomenti e sui regolamenti comunali le Consulte ed il Forum delle Associazioni sono spesso state tenute completamente all’oscuro ed ignorate. Anche la costituzione dell’Associazione del Distretto Urbano del Commercio, con capitale anche pubblico, ha visto l’estromissione di tutte le Associazioni tra due sole, peraltro di rappresentanza forestiera, che ne fanno parte. La mancata emanazione di una quanto mai opportuna Manifestazione d’Interesse ha dimostrato la chiusura istituzionale totale rispetto al dettato costituzionale ed alla necessaria visione d’insieme che deve caratterizzare una buona amministrazione.

TASSAZIONE LOCALE – RIFIUTI ED IGIENE URBANA
La tassazione locale, anche a causa della condizione del pre-dissesto finanziario del comune di Andria, ha raggiunti limiti insostenibili ed inaccettabili. Le conseguenze si stanno già verificando con un generale e diffuso abbandono da parte degli esercenti dei posti di lavoro. Infatti la recente Fiera di Aprile, con la Tosap raddoppiata e la triplicazione delle tariffe comunali ha visto i 120 abituali frequentatori disertare completamente la manifestazione con la conseguenza che il comune non solo non ha incassato i cinquantamila euro preventivati in seguito agli aumenti ma neppure i ventiduemila che avrebbe potuto incassare senza quegli aumenti. In occasione delle Feste parrocchiali già si sta verificando la stessa cosa così come per la Festa Patronale di settembre il rischio è che il comune perda altri centomila euro di mancati incassi.
Per la Ta.Ri. – Tassa Rifiuti, la delusione dei cittadini ha toccato il culmine in quanto le paventate e promesse riduzioni tariffarie dovute al buona andamento dei dati sulla raccolta differenziata non si sono mai visti né attuati. Anzi nel giro di soli pochi anni la tassazione è aumentata a dismisura arrivando quasi al 100% in più. In questo caso non c’entra il Piano di Riequilibrio Finanziario quindi una condizione strutturale di cattiva gestione pubblica. Ancora oggi i disservizi sono eclatanti, a cominciare dalle continue, inattese ed improvvise chiusure dell’unica isola ecologica esistente in città.

MACCHINA AMMINISTRATIVA E DIRIGENZIALE
La fiducia nella macchina amministrativa locale spesso ha toccato livelli minimi, anche a causa die continui e repentini avvicendamenti dei dirigenti comunali. un senso di disorientamento tangibile che è verificabile all’interno degli Uffici quindi una condizione di fiducia che va assolutamente ripristinata per evitare la paralisi del sistema fortemente in crisi, a cominciare dall’ufficio tributi con tutte le situazioni emergenziali note.

Le suddette, sommarie considerazioni riteniamo siano elemento di base per una discussione approfondita ed allargata che porti ciascuno a formulare proposte concrete, attuabili ed urgenti. Ci sono moltissime opportunità sprecate ma tante altre ancora possibili da raggiungere positivamente. I fondi pubblici strutturali, diretti ed indiretti sono un obiettivo da raggiungere quindi la partecipazione a bandi regionali e comunitari rappresenta un punto di forza del quale la gestione commissariale deve tenere conto, attivando l’intero sistema per raggiungere lo scopo. L’ultimo invito al Commissario Prefettizio è quello di rivedere il sistema degli Aumenti e delle Tariffe in quanto la situazione è davvero incontenibile. Nella certezza di aver dato, anche in questa circostanza, un contributo in termini di conoscenza, di apporto positivo e di idee porgiamo cordiali saluti e gli auguri di un sereno e proficuo lavoro alla Commissione Prefettizia che abbia cura della nostra meravigliosa, straordinaria città di Andria”.