Andria, Festival Castel dei Mondi escluso dai finanziamenti: “pizz nan g ‘n stann”

Il Festival Internazionale Castel dei Monti di Andria è approvato “moralmente” ma non finanziabile: è quando emerge attraverso un’ultima delibera dirigenziale emessa pochi giorni fa. E la responsabilità di questa decisione non appartiene all’amministrazione comunale, che ha tentato e che tenta di promuovere l’iniziativa, ma bensì alla Regione Puglia. Già nelle scorse edizioni si era ampiamente discusso delle fonti di finanziamento per la sopravvivenza del Festival, che nell’ultima edizione aveva goduto non solo di finanziamenti regionali ma anche di contributi provenienti da altri enti.

La delibera di riferimento, considerata come una “doccia fredda” è la n. 62 del 20.02.2018 che riguarda proprio le approvazioni provvisorie delle graduatorie in merito agli avvisi pubblici per presentare iniziative progettuali riguardanti basate su spettacoli ed attività culturali nella regione Puglia. Tale graduatoria temporanea, ha individuato nel Festival Internazionale Castel dei Mondi di Andria un punteggio totale di 66.5 con un contributo richiesto di oltre 530mila euro. Non sufficiente per il finanziamento. A dirla tutta, lo stesso finanziamento non sarebbe sufficiente per la realizzazione del Festival

La causa principale della decisione sarebbe legata alle risorse. Insomma, in parole povere, non g stann pizz. Nonostante l’ottimismo che girerebbe ancora in città, l’amaro in bocca è più che evidente nonostante la regione abbia confermato finanziamenti per altre iniziative a Trani, Bisceglie e molte nel barese. Insomma, una situazione paradossale che però porta anche a credere la gravità di politiche di austerity che stanno di fatto anche decimando la cultura e le iniziative che, sino a qualche anno fa, risultavano quasi scontate per i finanziamenti e per l’importanza che un Festival come il nostro portava in buona sostanza all’intero territorio e non solo alla città di Andria.

Molto probabilmente, fra un po’ cominceremo ad assistere a tante polemiche tra politici che si accuseranno a vicenda in cerca di consensi, nonostante il problema vero, seppur evidente, sia praticamente snobbato dai politicanti di professione: certo, in molti casi anche le amministrazioni comunali e regionali hanno le loro responsabilità in fatto di gestioni finanziarie, ma parlare solo della conseguenza e non della causa (come invece fanno fin troppi politici di presunte opposizioni) non è certo una soluzione. Il problema della mancanza di risorse pubbliche per finanziare eventi pubblici come festival ma anche le rotaie di una ferrovia è legato anzitutto ad una sovranità monetaria, che manca da anni nell’intera Italia. 

La situazione non promette nulla di buono e l’Unione Europea, che attraverso la BCE stampa moneta a debito, continua a chiedere sacrifici ed austerità all’Italia. Il Governo centrale acconsente. E da noi vengono a mancare servizi essenziali e ora persino eventi culturali. La responsabilità è anzitutto di un governo, l’unico autorizzato a stampare moneta, che non assicura risorse necessarie riappropriandosi di una banca centrale del popolo che stampi moneta senza debito. Ancor una volta, ci tornano le parole del compianto prof. Giacinto Auriti, il quale nei primi anni del 2000 affermo: “Senza la sovranità monetaria, le nuove generazioni non avranno altra scelta che quella tra il suicidio e la disperazione.

Qualcuno dirà “eh, va be, ma che centra ‘sta cosa con i soldi che mancano, li hanno spesi male” dimenticandosi che i soldini non sono come le mele o i pomodori. Non può esserci una vera e propria crisi dei soldi, perché questi vengono emessi dalle banche centrali. Sarebbe dunque opportuno riorganizzare l’intero assetto politico nazionale perché i cittadini necessitano di servizi pubblici che stanno lentamente scomparendo, cultura compresa.