Andria: il Parco IV Novembre riapre per la Festa della Liberazione. Sindaco: “ispirarci ai padri costituenti”

“Un giorno ho letto una frase che recitava più o meno così: «Laddove ci sarà l’opposizione ad un torto, ad un’ingiustizia subita da un debole, ad un potere oscuro e disumano, ebbene lì, una volta sciolti i nodi, si festeggerà il 25 aprile». Una festa spesso data per scontata e che ho imparato a conoscere crescendo. Tutte le volte che si combatte un sopruso vibra la parola “resistenza”. La suggestiva immagine di italiani in abiti sgualciti dalla clandestinità acquista una luce diversa, oggi, ad alcuni decenni di distanza dalla data della Liberazione” – comincia così il pensiero del Sindaco di Andria che oggi ha presenziato alla commemorazione organizzata nel Parco IV Novembre di Andria. Attraverso un post diffuso su Facebook che ritrae l’avv. Giovanna Bruno nel Monumento ai Caduti, la Sindaca ha poi aggiunto:


“Molti di essi erano giovanissimi, alcuni per la legge non potevano ancora essere considerati maggiorenni, ma si opposero ugualmente all’ingiustizia, pagando con la vita ad un orrore che noi idealizziamo oggi, ma che allora aveva i contorni informi di un Male cosmico quanto banale. Tanti di essi divennero eroi senza saperlo. Erano giovani e meno giovani strappati alle case, alle campagne, in moltissimi casi ad un lavoro o alla militanza nelle fila dell’Esercito Italiano, che dopo l’armistizio rimase disorientato a riflettere sul peso della vergogna. Non furono partigiani solo quanti decisero di andare a combattere in montagna, nelle fila delle brigate Garibaldi, Osoppo, Franchi o Bandiera Rossa, solo per citarne alcune. Furono partigiani anche quanti decisero chiaramente da che parte stare, nel momento più drammatico per la storia di Italia. Molti fecero la loro parte semplicemente dando da mangiare a chi era affamato, curando i feriti o consegnando dispacci. Ed essi non avevano volti o velleità da eroi. Ho molto pensato a questo, specialmente dopo la visita a Palazzo di Città del presidente dell’ANPI provinciale della Bat, Roberto Tarantino, che in questi anni sta prodigandosi di scavare, come un certosino archeologo, in polverosi archivi per restituire brandelli di giustizia e di pace alle tante vittime dell’odio. A loro dobbiamo i nostri giorni, a loro l’equilibrio e la saggezza dei padri costituenti, autori di quel capolavoro che è la nostra Costituzione. A loro ed al loro esempio dobbiamo ispirarci, perché c’è sempre la scelta possibile, tra Bene e Male. Anche oggi, che il nemico è invisibile e, nonostante tutto, è riuscito ad accrescere lo strappo tra noi cittadini. A loro dedico il mio lavoro di Sindaco, perché tutto non sia stato inutile. Buon 25 aprile a tutti – ha concluso la prima cittadina andriese.

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