Andria: “io aggredito in villa da un branco di cani mentre mi allenavo”

Una storia che, per amor degli animali, mai avremmo voluto raccontare ma che invece, per una questione di sollecito alle autorità competenti, abbiamo voluto condividere con gli utenti del web:

Protagonista dell’insolito episodio, avvenuto alcuni giorni fa presso la Villa Comunale di Andria è un uomo di mezza età con la passione per le maratone. E’ proprio durante un suo allenamento che – stando a quanto raccontato alla nostra redazione – l’uomo è stato inseguito da un branco di cani randagi composto almeno da 4-5 esemplari di taglia medio-grande. Un fatto insolito se si osserva che, almeno per quanto riguarda il centro abitato e escludendo i cani solitari di quartiere, la presenza di branchi di cani randagi risultava sino a poco tempo fa alquanto difficile da constatare. In base a quanto raccontato dallo sportivo, i cani hanno dimostrato un atteggiamento aggressivo e poco socievole nei suoi confronti mentre egli era impegnato a correre, per nulla intenzionato a dar fastidio agli animali. L’uomo è riuscito a mantenere la calma, rallentando il passo e riuscendo poi ad allontanarsi. Resta lo spavento subito e i dubbi sulla sicurezza nel grande polmone verde cittadino, li dove quotidianamente giungono anche genitori con bambini per trascorrere attimi di spensieratezza. 

La notizia giunge proprio nel periodo in cui il canile “La Guardiola” risulta in condizioni economiche alquanto disperate, in attesa di mesi di pagamenti arretrati dall’ente comunale. Una situazione che quindi farebbe riflettere anche sull’attuale organizzazione della macchina comunale che dovrebbe teoricamente monitorare i cani randagi, selezionare gli esemplari idonei alla libertà e controllare invece quelli che dimostrano atteggiamenti poco “amichevoli” nei confronti degli altri abitanti della città. Il timore è che questo episodio possa rappresentare anche il risultato di nuovi cani nati da un mancato intervento di sterilizzazione, abbinato forse anche al notevole abbassamento delle temperature, tipiche della stagione invernale, che potrebbero aver così spinto animali della periferia ad avventurarsi in città alla ricerca di cibo. Tuttavia si tratta soltanto di ipotesi. Le associazioni animaliste ed ambientaliste ce la stanno mettendo tutta per aiutare i cani in difficoltà ma un aiuto occasionale non basta davanti alla mole di lavoro da fare. Auspichiamo che gli enti locali possano intercettare ulteriori fondi sia per coprire le spese per i servizi già attivi che per, eventualmente, promuovere ulteriori servizi finalizzati a garantire la sicurezza in città, sia nei confronti degli esseri umani che degli animali. 

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