Andria: “io pensionata “salvata” da bimbo extracomunitario” – la bella storia di galanteria che fa riflettere sull’umanità

“Cari amici di VideoAndria.com, negli ultimi tempi leggo sul web di notizie che riguardano fatti di cronaca discutibili e che a volte riguardano anche persone provenienti da altri paesi. Sottolineando comunque che, chiunque – a prescindere dalle sue origini – se sbaglia nei confronti della società è tenuto a scontare la pena in base alle normative vigenti, spezzare una lancia a favore di chi viene da lontano” – comincia così il racconto di una donna anziana che ha voluto condividere con noi la sua piccola esperienza all’interno di un noto supermercato cittadino:

“sono una pensionata andriese e spesso mi reco al supermercato ***** di via ***** e mentre ero in attesa di giungere alla cassa, facendo la fila come di consueto, un bambino dalla pelle scura e di origini extracomunitarie era rimasto per pochi minuti solo in fila con il carrello della spesa, lasciato dalla madre che si era allontanata da poco per recuperare ulteriori prodotti da aggiungere al carrello. Nonostante la madre stesse già tornando in fila, il piccolo – che avrà avuto al massimo 8 anni – mi ha detto “vada avanti, signora” e io, pur cercando inizialmente di non superarlo, sono stata invitata dallo stesso a proseguire. L’ho ringraziato, cominciando a porgere i miei prodotti sulla cassa. Al momento del pagamento, mi sono poi accorta di non avere quell’euro sufficiente per completare l’acquisto di tutti i prodotti. Lo stesso bambino che mi ha fatto passare davanti ha chiesto a sua madre gli 80 centesimi sufficienti per evitare che la cassiera riportasse indietro il prodotto che non avrei mai potuto acquistare se il bimbo in questione non mi avesse celermente aiutato”. Una volta fuori dal supermercato, poi:

“ho ringraziato la madre del bambino che non ha voluto alcuna restituzione. Lei mi ha replicato che “noi a casa facciamo sempre così quando qualcuno è in difficoltà. Mio figlio deve imparare che le persone in difficoltà vanno aiutate“. Sono rimasta ulteriormente colpita quando il bimbo ha aggiunto che “un giorno potrei essere io in difficoltà“. Poche parole che sottolineano la consapevolezza di un senso di uguaglianza sorprendente. Sono rimasta esterrefatta da tutta questa gentilezza e, dopo averli nuovamente ringraziati sono andata via pensando che il futuro di questa città, dopotutto, potrebbe essere positivo. Buon Natale a tutti”.

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