Andria: mentre ci si ammala di cancro e di cuore, sforati 4 volte i valori massimi di polveri sottili in meno di un mese. Il grafico che dovrebbe farci riflettere

Ancora una volta, mentre la nostra redazione continua a segnalare l’eccessiva presenza di auto in città (con ingorghi stradali che durano più di un viaggio tra Andria e Barletta o persino Andria e Bisceglie), anche li dove non potrebbero parcheggiare, nella città di Andria l’ARPA (l’Agenzia Regionale Protezione Ambiente), attraverso alla centralina sita in via Vaccina, ha nuovamente registrato alcuni sforamenti differenti dei valori di PM10 e PM2 nell’arco di poche settimane, ovvero meno di 30 giorni.

E’ quanto possibile constatare nell’aggiornamento mensile del grafico interattivo per quanto concerne le rilevazioni in un periodo compreso tra il 12 e 13 novembre 2018. Per quanto riguarda il PM10, lo ricordiamo, il termine tecnico identifica “Particulate Matter” o “Materia Particolata“, cioè in piccole particelle riguardanti una delle numerose frazioni in cui viene classificato il particolato, quel materiale presente nell’atmosfera in forma di particelle microscopiche, il cui diametro aerodinamico (ovvero corrispondente al diametro di un’ipotetica sferetta di densità uguale a 1 g/cm³ ugualmente veicolata dall’aria) è uguale o inferiore a 10 µm, ovvero 10 millesimi di millimetro. Circa il 60% dei PM10 è composto da particelle più piccole, dette PM2,5, le quali sono capaci di raggiungere in 30 giorni le porzioni alveolari dei polmoni.

È costituito da polvere, fumo, microgocce di sostanze liquide denominato in gergo tecnico aerosol: esso, infatti, è un insieme di particolati, ovvero particelle solide e liquide disperse nell’aria con dimensioni relativamente piccole. Queste particelle presenti nell’atmosfera sono indicate con molti nomi comuni: polvere e fuliggine per quelle solide, caligine e nebbia per quelle liquide. Secondo ricerche sperimentali su pazienti di città USA e a Milano: il particolato riduce l’aspettativa di vita di 1-2 anni e in particolare di 0,77 anni ogni 10 µg/m³ di PM2,5; il PM10 aumenta l’asma tutto l’anno e le bronchiti in inverno (a causa degli idrocarburi policiclici aromatici); il PM2,5 è un probabile fattore di rischio per l’insorgenza di tumori. Il grafico disponibile sul sito Arpa in merito ai valori di PM2 nel periodo di novembre 2018:

Polveri sottili a parte, occorre anche ricordare che gli stessi combustibili, soprattutto il diesel, sono potenzialmente cancerogeni. Dovremmo quindi tutti impegnarci ad usare meno auto in città. Già nel corso del 2012, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) presso Ginevra, (Svizzera) aveva denunciato il caso. Dopo una settimana di riunione di esperti internazionali, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), che è parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), classificò i generatori di scarico del motore diesel come cancerogeni per l’uomo (gruppo 1), sulla base di prove sufficienti che l’esposizione è associata ad un aumentato di rischio di cancro al polmone. Le stesse possono aumentare il rischio di patologie cardiovascolari e altri tipi di malattie. Insomma, mentre i cittadini si chiedono (giustamente) cosa stia accadendo in città in merito all’insorgenza di patologie gravi anche in età giovanile, in pochi preferiscono non utilizzare l’automobile anche se gli spostamenti sono brevi e nonostante il servizio di trasporto pubblico presente in città. Ancora una volta vogliamo ringraziare tutti quei cittadini che sono sensibili a questa tematica: dall’associazione Onda d’urto – Uniti contro il cancro ONLUS che non senza difficoltà sta cercando di sensibilizzare cittadini ed istituzioni, a chi come il circolo locale di Legambiente denuncia pubblicamente la gravità della situazione in merito all’inquinamento ambientale. 
 

La segnalazione è giunta in redazione attraverso il nostro sistema di segnalazione mobile (a tal proposito, ricordiamo inoltre che scrivendo un messaggio al numero 353 3187906 è possibile effettuare segnalazioni, immagini e partecipare al gruppo Whatsapp per seguire tutte le news in tempo reale oppure iscrivendosi al gruppo Telegram cliccando qui o anche iscrivendosi al gruppo Facebook cliccando qui oppure scrivendoci anche all’indirizzo redazione@videoandria.com).