Andria: recinzione per la villa comunale? I primi a proporlo non furono i politici ma semplici cittadini che fecero politica senza simboli di partito raccogliendo migliaia di firme rimaste inascoltate. Lo stesso avvenne per il recupero del Teatro Astra ed il parcheggio in Largo Appiani

Si torna a parlare di una recinzione per la villa comunale di Andria: un argomento alquanto delicato e forse per alcuni spinoso tanto dibattuto quanto limitato a parole nell’arco degli ultimi anni. Se la questione sicurezza nel grande polmone verde della città è tornata (giustamente) in discussione nell’ambito della campagna elettorale, occorre ricordare che l’argomento fu oggetto di un’iniziativa da parte di un gruppo di cittadini ufficialmente senza bandiera politica:

Sin dai tempi dei primi mesi dalla prima amministrazione guidata dall’ex Sindaco Giorgino, infatti, un gruppo di associazioni civiche guidate dal signor Vincenzo Santovito riuscì a raccogliere migliaia di firme a sostegno dell’introduzione di una recinzione nella villa comunale unitamente al prof. Riccardo Suriano e ad altri amici-conoscenti. Una battaglia che il signor Santovito ci ha ricordato anche sui social ma che non è mai stata seguita da atti concreti, evidentemente per divergenze di vedute. Se da una parte vi è l’intenzione di adeguare le condizioni della villa comunale a quelle di altre realtà simili come quella di Trani, dall’altra vi è stato probabilmente il pensiero politico e “filosofico” che a risolvere la questione della sicurezza fossero anzitutto l’intensificazione dell’organico nelle forze dell’ordine ed al contempo del buonsenso dei cittadini nel rispetto del patrimonio pubblico piuttosto che di cancellate che avrebbero circondato l’area verde (cosa che però avviene già in altri parchi dell’abitato di Andria, anche se spesso gli orari di chiusura ed apertura vengono criticati dai residenti, ma questa è un’altra storia). resta comunque apprezzabile l’impegno civico di questi nostri concittadini. Sempre il signor Santovito ed il prof. Suriano hanno poi intrapreso un’altra grande battaglia ambiziosa:

quella del recupero del Teatro Astra, anch’essa seguita da una raccolta firme popolare. In quest’ultimo caso, i due furono persino criticati da taluni nonostante oggi la questione sia sulla bocca di buona parte dei partiti politici. Come non ricordare poi la proposta del prof. Suriano di convertire Largo Appiani in un grande parcheggio alternativo per la stazione di Andria? Proposta anch’essa accolta da una parte della politica nostrana ma poi, anch’essa finita nel limbo dei pensieri senza fatti concreti. Restano comunque le battaglie Dimostrazione che molto spesso non occorre sostenere un simbolo di partito per tentare di cambiare le cose: spesso è sufficiente battersi con iniziative civiche e a volte, essendo partiticamente disinteressate, queste possono rivelarsi anche più genuine ed efficaci rispetto ad altre. Staremo a vedere come finiranno queste due importanti tematiche, con un occhio di riguardo nei confronti di chi sarà chiamato ad amministrare la nostra città.

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