Andria: spunta una tazza wc nel centro storico per protesta contro burocrazia su arredo urbano “serve regolamento” – VIDEO

La vicenda legata all’opera meritoria del cittadino andriese che si è adoperato per rendere un giardino urbano quello che prima era luogo di degrado, di perversione, di accumulo di rifiuto ed escrementi, al 1° Vicolo san Bartolomeo nel cuore del centro storico andriese dove c’è la stradina più stretta, fa emergere con prepotenza quella che è la situazione politico-amministrativa nella città federiciana. Le dichiarazioni dell’assessore alla sicurezza urbana ed alla protezione civile, Pasquale Colasuonno, fanno emergere in tutta la sua gravità una situazione di stallo, ingessata. Così viene definita la situazione in città dall’Attivista Sociale, Savino Montaruli, Presidente dell’Associazione di Rappresentanza Unibat di Unionecommercio, regolarmente iscritta all’Albo comunale delle Associazioni, che, dopo aver letto le dichiarazioni del principale e più significativo assessore comunale, ha dichiarato:

“le dichiarazioni dell’amico Colasuonno mi hanno lasciato atterrito, orripilato, sconvolto. Capisco la sua preoccupazione ma non comprendo come si possa penalizzare pubblicamente un cittadino meritevole di attenzione istituzionale, e magari anche di qualche sostegno materiale, affermando: “purtroppo, ad oggi, il Comune di Andria non è dotato di un regolamento comunale che disciplina l’arredo urbano del centro storico”. Sarebbe dunque questa la ragione per cui non è stato possibile dettare linee chiare da seguire? Ancor più gravi le affermazioni di Colasuonno quando dichiara: “bisogna chiedere all’assessore al Patrimonio. Io posso sollecitare, ho già sollecitato, per quanto di mia competenza il mio collega assessore”. Curiose ma anche molto preoccupanti le dichiarazioni dell’assessore. Un assessore che dichiara di doversi rivolgere ad un altro assessore il quale, a sua volta, sarebbe stato addirittura sollecitato dal primo a predisporre ed attuare il Regolamento comunale sull’arredo del centro storico manifesta un chiaro scollamento istituzionale e questo è molto preoccupante se si pensi che il comune di Andria neppure riesce a dotarsi del Documento Strategico del Commercio per la pianificazione delle attività economiche e produttive. Non vorremmo che anche in quella circostanza qualche assessore stia attendendo l’iniziativa di un altro assessore al quale, a sua, volta avrebbe sollecitato. A parte questioni tragicomiche che però interessano il presente ed il futuro amministrativo e politico della città reale non quella virtuale dell’apparenza, resta il fatto che non si può, per una negligenza, per una manchevolezza, per un’omissione amministrativa penalizzare i cittadini che vogliano occuparsi della gestione volontaristica e civica del proprio quartiere” – ha osservato Montaruli che ha così concluso:

“Questo non è concesso a nessuno quindi l’assessore comunale o chi per lui faccia esattamente come ha fatto per gli esercenti che hanno avuto in manutenzione ed in affido altre piazze cittadine e luoghi pubblici: si renda consapevole della volontà del signor Antonio Vilella, Cavaliere di Resilienza, predisponga la richiesta di affidamento del Primo Vicolo San Bartolomeo e la faccia firmare dal benemerito andriese, esempio di abnegazione e di amore per la propria città. Se poi il comune voglia decidere di procedere con la rimozione forzata delle piante che abbelliscono la via più stretta, opera di arredo urbano tanto decantata dalla sindaca Bruno in una sua famosa diretta audio-video, allora lo faccia sapere in anticipo in modo da organizzarci per riprendere una scena che sarebbe fortemente diseducativa e che resterebbe nella brutta storia che si sta costruendo in questa città che attendeva un cambiamento, un profondo e deciso cambiamento che non si vede neppure in lontananza”ha concluso il Presidente Savino Montaruli di Unibat. Nel frattempo, nel I° Vicolo Casalino di Andria – limitrovo al I° Vicolo San Bartolomeo (ovvero la “stradina più stretta“) – proseguono le iniziative solidali a sostegno del nostro concittadino raggiunto da sanzioni e richieste di rimozione degli addobbi introdotti senza scopi di lucro. L’ultimo video diffuso da Montaruli sul web:

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