Andriese morto nell’azienda torinese: dopo sei anni finalmente rinvio a giudizio per sette persone

L’andriese Fabio Carpini, da anni si sta battendo per  avere giustizia per la morte del fratello Antonio, avvenuta nel lontano 2012 a Torino. Ora la locale Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per sette persone indagate, a vario titolo per omicidio colposo e lesioni colpose. L’udienza preliminare è stata fissata nel capoluogo piemonetese per il prossimo 19 luglio

Antonio Carpini di 42 anni di Andria il 3 marzo  2012, durante i lavori al cantiere del termovalorizzatore Torino Gerbido, morì dopo essere precipitato dalla gru da un’altezza di circa 30 metri perdendo la vita sul colpo. Secondo le prime indagini, Carpini si trovava sopra un cassone rampante. In seguito ad una manovra della gru, il cassone si ribaltò, facendo precipitare nel vuoto l’operaio, che pare non fosse accuratamente imbragato. Dopo qualche giorno, esattamente il 31 marzo, ci fu un altro tragico incidente nel quale perse la vita il canosino Cosimo Di Muro di 47 anni, dopo un volo di 40 metri. Sull’impalcatura c’erano anche il fratello di Cosimo, Antonio, e un operaio rumeno che rimasero feriti ma fortunatamente riuscirono a salvarsi.

Sono passati sei anni da quel tragico giorno, ma la famiglia di Carpini non ha ancora avuto risposte chiare. Ora si spera che la giustizia possa fare il suo percorso dando una risposta alle famiglie pugliesi che piangono i loro congiunti. Il drammatico caso fu anche oggetto di un servizio televisivo diffuso sul canale YouTube di Amica9tv che linkiamo qui sotto: