Dubai (Emirati Arabi Uniti), domenica 1° marzo 2026 – Notti insonni e il suono costante delle sirene stanno segnando il soggiorno forzato di centinaia di cittadini pugliesi negli Emirati Arabi Uniti. L’improvviso inasprimento delle tensioni militari nel Medio Oriente – sfociato in un vero e proprio conflitto bellico tra il vicino Iran da una parte e gli eserciti di Stati Uniti d’America ed Israele dall’altra – ha trasformato quella che doveva essere una trasferta di lavoro o di piacere in un incubo logistico e psicologico, con lo spazio aereo blindato e il timore di nuovi raid:
Turisti pugliesi sotto pressione:
Il gruppo dei connazionali rimasti coinvolti nell’impasse è eterogeneo: si va dai professionisti del settore medico agli investitori, fino a intere famiglie e ristoratori. Tra i nomi noti che stanno vivendo ore di apprensione figurano anche due esponenti della politica locale, la cui testimonianza conferma come l’emergenza stia colpendo trasversalmente ogni categoria di viaggiatore. Particolare preoccupazione desta la sorte di circa duecento studenti. I giovani, impegnati nel programma educativo “Ambasciatori del futuro”, avrebbero dovuto far rientro in Italia già nella giornata di ieri, ma si sono ritrovati impossibilitati a decollare a causa della serrata dei cieli. Persino il Ministro della Difesa, rimasto anch’egli bloccato, è stato costretto ad usufruire di un volo militare di Stato per fare il suo ritorno a Roma mentre tra i personaggi famosi italiani all’infuori dei pugliesi spicca sui social anche il video-appello di una famosa cantautrice, anc’hessa costretta a restare in attesa del ritorno da casa «Sentiamo i missili sopra di noi», ha dichiarato nel filmato. Al momento (questo post è stato scritto nel pomeriggio del 1° marzo 2026), il traffico aereo è paralizzato. Le principali compagnie hanno sospeso ogni collegamento in uscita, lasciando migliaia di passeggeri nel limbo. Le indicazioni che giungono dalle agenzie di viaggio e dalle autorità sono improntate alla massima prudenza:
Caos trasporti e allerta sicurezza:
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Soggiorni prolungati: Si suggerisce di rimanere nelle strutture alberghiere fino a nuovo ordine.
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Zone a rischio: Viene raccomandato di tenersi lontani dai litorali e dalle aree limitrofe agli scali aeroportuali, obiettivi sensibili dei recenti attacchi.
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Monitoraggio Farnesina: L’Unità di Crisi del Ministero degli Esteri sta seguendo l’evolversi dei fatti per coordinare eventuali corridoi di rientro, sebbene la situazione resti estremamente fluida.
L’Impegno delle autorità regionali
Anche Aeroporti di Puglia è in prima linea per monitorare i flussi e fornire aggiornamenti in tempo reale ai parenti in attesa sul territorio nazionale. Tuttavia, il quadro della sicurezza rimane critico e le difficoltà burocratiche, sommate all’instabilità del conflitto, rendono complessa qualsiasi programmazione certa per il rimpatrio. Ai lettori ricordiamo l’importanza degli aggiornamenti della Farnesina attraverso la consultazione online del sito web https://www.viaggiaresicuri.it. L’auspicio collettivo è che la diplomazia possa aprire uno spiraglio per garantire un ritorno sicuro a casa. Resta però l’incognita su quali saranno le prossime mosse del Governo italiano per tutelare i connazionali prigionieri di una crisi che sembra non dare tregua. (Fonte: PugliaReporter.com).
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