BAT: “Fare il cameriere è un lavoro serio, non un ripiego a nero per continuare a ricevere i sussidi dallo Stato” – i titolari delle attività prendono le distanze dalle strumentalizzazioni

15 euro al giorno per 12 ore, che dire? Probabilmente è vero, ma non può essere un giudizio generalizzato su una categoria, come tante, con chiaroscuri, ma che innegabilmente ha subito il danno maggiore dovuto all’epidemia. Sarebbe anche il caso di sapere chi ha fatto questa proposta assurda”Confesercenti Provinciale BAT non si sottrae all’argomento e vuole intervenire evidenziando la complessità dello stesso evitando luoghi comuni. In merito alla polemica in atto in questi giorni sui media, Confesercenti ha raccolto una serie di interventi dei propri dirigenti del settore turistico ricettivo dai quali si evincono giudizi autocritici, controbilanciati da una serie di problematiche poco note e quindi non evidenziate dalla stampa. Problematiche che andrebbero approfondite, invece, nelle sedi istituzionali deputate, e senza strumentalizzazioni alcune, e che non sono mai state affrontate seriamente dai governi degli ultimi vent’anni:

“Conosco molto bene le difficoltà del settore turistico ricettivo in quanto titolare di un lido balneare” – riferisce il presidente della Confesercenti BAT, Palmino Canfora. “Immaginate il danno che le nostre aziende subiscono quando un bagnino, assunto regolarmente, non si presenta a lavorare senza alcun preavviso. Il lido deve chiudere. E’ solo uno dei tanti esempi che si possono fare in uno dei settori strategici del turismo dove la manodopera dequalificata cerca la giornata e possibilmente a nero. Potrebbe sembrare assurdo, ma spesso sono gli stessi dipendenti a non voler essere assunti per non perdere vari privilegi che il Governo mette in campo per i disoccupati”. Nel settore della ristorazione il problema è ancora più radicato:

In pochi, oggi, ritengono che fare il cameriere sia una professione. Spesso è inteso come un ripiego per pagare gli studi o per integrare un mensile già esistente” – sottolinea il responsabile provinciale (FIEPE) dei pubblici esercizi, Francesco Petruzzelli, titolare di una serie di pub e birrerie sul territorio. “Studenti che da dipendenti stagionali difficilmente hanno voglia di lavorare 5-6 giorni a settimana per 7-8 ore giornaliere. Pur esistendo un mondo sommerso ci sono realtà serie e storiche che da sempre applicano i contratti nazionali”. E ancora: “Il settore turistico ricettivo” – punta il dito Antonio Del Curatolo, titolare del ristorante “Le lampare al fortino – “non può più prescindere da una adeguata formazione e qualificazione professionale che ottiene, non soltanto conseguendo un diploma, ma facendo esperienza pratica sul campo”. Lavorare in un bar, gelateria, ristorante, american bar, pub-birrerie, ristopub, senza dimenticare il settore ricettivo, dal b&b all’albergo 5 stelle , necessita di una formazione specialistica a seconda del settore in cui si opera.

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