Come salvare l’Officina San Domenico di Andria senza gravare sulle spese comunali

“C’è un modo di salvare l’Officina San Domenico dalla chiusura, senza gravare sui costi delle casse comunali, né su quelle delle associazioni o dei privati”. Ne danno notizia, in una nota, giovani dell’associazionismo andriese, assieme alla consigliera comunale Daniela Di Bari (Lista Emiliano), spiegando che il modo sarebbe quello di candidare il laboratorio urbano al bando regionale Luoghi Comuni, un bando che attraverso lo strumento della co-progettazione promuove alleanze pubblico-private fra Enti pubblici e Organizzazioni giovanili del Terzo Settore.

La chiusura del Laboratorio Urbano, che vedeva la propria sede operativa nella centrale struttura pubblica denominata “Officina san Domenico”, ha rappresentato un duro colpo per le realtà aggregative dei giovani andriesi, per la perdita di un importante punto di riferimento nella espressione sociale dei giovani nella città. Come spesso accade, questa situazione di sofferenza ha risvegliato in un gruppo di giovani appassionati, la sensibilità giusta per attivare le ricerche di nuove opportunità volte ad impedire l’abbandono di una realtà simile.

Del resto quello in questione è anche un luogo simbolico della nostra città. Era nato storicamente dalla tenacia e l’ampia visione di un umile sacerdote della nostra diocesi, parroco dell’allora parrocchia di San Domenico, il quale rendendo disponibili i suoi averi, diede nuova vita ad una ex centrale elettrica, inventandosi esperienze di innovazione sociale per ragazzi e famiglie disagiate.
Luoghi Comuni è l’iniziativa della Regione Puglia, promossa dalle Politiche Giovanili e dall’ARTI (Agenzia Regionale per la Tecnologia e l’Innovazione), che, attraverso la mappatura del patrimonio pubblico sottoutilizzato, mette in rete giovani ed Enti pubblici finanziando, con risorse fino a 40.000 euro, progetti rivolti al territorio e alle comunità. Per accedere al finanziamento, le Organizzazioni giovanili del Terzo Settore si impegnano a strutturare progetti di innovazione sociale costruiti sia sulle esigenze delle comunità locali che sullo spazio pubblico da valorizzare.

Perché il bene sia candidabile, tuttavia, l’iniziativa richiede un preciso impegno da parte della Giunta Comunale. Per questo motivo, facendomi portavoce di una aspirazione sollevata dal basso, ci siamo impegnati a presentare, durante la Conferenza dei Capigruppo consiliari, in data 14 marzo 2019, un ordine del giorno urgente per coinvolgere gli altri gruppi consiliari nella comunione e condivisione, e far sì che già nel prossimo Consiglio Comunale, si deliberi un atto di indirizzo che impegna il Sindaco e l’Amministrazione ad adottare tutti i provvedimenti necessari per aderire all’iniziativa “Luoghi Comuni”.

Nella conferenza di capigruppo, nonostante le criticità note a molti, c’è stata subito l’apertura da parte di molti colleghi consiglieri, che nel dialogo ricercato e costruito reciprocamente non hanno esitato a sottoscrivere la mozione d’ordine urgente. Le prospettive per formare una unità di intenti tra le diverse forze politiche presenti in Consiglio Comunale, attraverso scelte condivise, su una realtà e luogo importante della nostra città, ci sono, e incamminarsi insieme alle aspirazioni, alle attese, gioie e speranze dei giovani che desiderano comunicare il proprio sogno di cambiamento generando un effetto comunità nella capacità di immaginare, è bello e liberante.