Concluso il Meeting del Volontariato. Tante testimonianze e numerosi partecipanti

“Di fronte alle relazione di gratuità non posso che essere grata” è con queste parole che Rosa Franco, presidente del Centro di servizio al volontariato San Nicola, ha concluso il Meeting del Volontariato nel Palazzo Ateneo di Bari.

Una tre giorni che ha visto numerosissimi partecipanti, soprattutto molti giovani tra gli studenti delle scuole primarie, di secondo grado e i ragazzi impegnati nel progetto di alternanza scuola lavoro, oltre 100, che hanno accolto con grande entusiasmo la proposta di questa X edizione della manifestazione.

Nei 6 convegni e nei 6 focus group sono stati trattati diversi argomenti di stretta attualità per verificare come, all’interno dei diversi ambiti sociali, sia possibile coniugare l’impegno lavorativo ad una posizione umana tesa alla costruzione di relazioni generative. Si è parlato di azioni gratuite, del rapporto dei Comuni con il volontariato, del messaggio intramontabile di Don Milani, di Codice del Terzo settore, di salute, di servizio civile.

Interessanti gli incontri di ieri pomeriggio. Nel primo “Povertà e Solidarietà”  “Disabilità ed Integrazione” Giorgio Casagranda, vicepresidente dell’Associazione Trentino Solidale Onlus di Trento, ha raccontato l’esperienza associativa che ha portato alla costruzione di una grande rete che va incontro ai bisogni alimentari e non di tutta le regione. “Pensionati, lavoratori, carcerati che prestano servizi di pubblica utilità, studenti “sospesi” e destinati al volontariato, stagisti in alternanza scuola/lavoro e tanti altri sono le energie che permettono a questo progetto di sostegno ai bisognosi e di lotta allo spreco alimentare di vivere” spiega il presidente. Sulla stessa scia la storia a noi più vicina dell’associazione Doniamoci un sorriso di Molfetta che ha dato avvio di recente all’esperimento del Supermarket Solidale, di cui ha parlato Mauro Leonardo De Pinto.

In contemporanea il focus “Disabilità ed Integrazione”. Claudio Natale, funzionario della Regione Puglia Assessorato al Welfare, ha riportato alcuni dati allarmanti delle azioni agite dalla Regione: “In Puglia noi stimiamo, in quanto non esistono dati certi, tra i 200 e i 250mila di persone con disabilità, cui si aggiungono gli anziani non autosufficienti. Lo scenario è molto ampio e coinvolge una fetta di popolazione numerosa che in futuro a causa della piramide demografica avrà sempre più bisogno di supporto. Il tema della povertà va spesso di pari passo con quello della disabilità. Reddito di cittadinanza e reddito di dignità sono temi che balzano all’attenzione ora perché si sta raggiungendo l’apice di questo fenomeno. Una famiglia su quattro in Puglia è in condizioni di povertà estrema”. Sono tanti i problemi che devono affrontare le famiglie, come hanno testimoniato Leonardo Mancini, presidente associazione Pegaso e Clelia Antonia Quaranta, presidente dell’associazione Sideris, soprattutto legati al Dopo di Noi, i quali stanno già operando per porre le basi per una vita dignitosa e autonoma dei propri figli disabili.

Benedetto Gui, professore di Economia Politica – Istituto Universitario Santa Sophia- Loppiano di Firenze ha proposto un argomento poco esplorato ma di notevole interesse: “Stimare relazioni di gratuità: “il valore economico delle relazioni di gratuità”. “È possibile portare la gratuità nel cuore dell’economia” ha dichiarato Gui. Sembrerebbe un ossimoro, ma sono tanti i modi in cui il valore si manifesta non in beni materiali, ma immateriali. “Un’impresa – ha spiegato il professore – è tesa alla produzione di beni che possono passare anche dall’inclusione lavorativa delle persone economicamente svantaggiate, dall’inclusione produttiva, dalla trasformazione dei rapporti economici in rapporti pienamente umani, dalla creazione di un ambiente lavorativo accogliente, dall’instaurazione di rapporti sani con i lavoratori, i clienti e i concorrenti. Tante aziende perseguono questi obiettivi e producono vero valore”.

Quali le nuove frontiere dell’immigrazione? Se ne è parlato nel convegno di questa mattina “Immigrazione ed Accoglienza”. Elena Carletti dell’Università degli Studi di Bari ha sottolineato che L’accoglienza oggi deve andare oltre il primo intervento e l’assistenzialismo, ma “deve offrire una risposta ai bisogni sociali dei migranti. È una sfida che richiede una cooperazione a più livelli tra tutti gli attori della comunità” ha concluso Goretti. E di questo bisogno di vera accoglienza hanno dato testimonianza alcuni giovani immigrati della Casa Accoglienza Santa Maria Goretti di Andria.

Infine, l’incontro “Cultura ed Educazione” al quale ha offerto un significativo contributo Maria Luisa De Natale, professore ordinario di Pedagogia generale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano la quale ha sottolineato l’elemento distintivo dell’educazione che non è essere educati.Educare significa portare qualcuno a scegliere la direzione e il senso della propria vita in modo libero e consapevole e responsabile” spiega De Natale.

“L’educazione fa sempre riferimento ad una relazione tra due persone. Non ci si può educare attraverso una macchina. Io posso imparare nella relazione con un computer. In quanto relazione,  l’educazione è una dimensione della vita che riguarda tutti sempre” ha concluso la professoressa. È di relazione ha parlato anche Luigi Ricciardi,  docente di Storia e Filosofia, raccontando l’esperienza del Centro di aiuto allo studio Portofranco. “Che cosa è possibile fare di fronte a questo bisogno che porta alla dispersione scolastica e poi anche a fenomeni delinquenziali? Si tratta di incontrare i ragazzi e non ridurli al loro problema. Non si tratta di fare il supermercato delle soluzioni. Ogni singolo ragazzo è un caso a sé e va accolto nella sua totalità” ha spiegato il docente.

A conclusione del Meeting del Volontariato ciascuno porterà a casa nuove conoscenze, esperienze, racconti, storie e qualcosa ancora più significativo, come racconta una volontaria: “La ricchezza umana che ho incontrato è il regalo che porterò con me e che condividerò con tutti coloro che fanno parte della mia vita”.