Furti di materiale elettrico nelle campagne, Miscioscia: “una vera piaga, è giunto il momento di inasprire le pene”

“Contro il furto di cavi di rame non solo intensificazione del controllo del territorio ma anche provvedimenti legislativi di inasprimento delle pene tenuto conto dell’incidenza che tali atti procurano alla collettività” – questo il commento del consigliere comunale andriese Benedetto Miscioscia (Noi Con Salvini).

“La piaga dei furti di cavi e apparecchiature elettriche costituite da rame che sta interessando in modo preoccupante le nostre campagne, va assumendo sempre di più una vera e propria emergenza non solo economica ma anche e soprattutto sociale per i disagi e le ripercussioni che subisce il comparto produttivo-occupazionale. Ormai i furti di componenti elettrici costituiti dal rame non si contano più, nonostante gli appelli alle forze dell’ordine e le richieste rivolte alle Prefetture per rafforzare il presidio sul territorio con più agenti. Il problema riguarda anche l’aspetto legislativo. Un vero e proprio grido d’allarme che si fa sempre più insistente e preoccupante per un reato che non può più considerarsi un semplice furto ma che andrebbe classificato come un vero e proprio atto criminale per le gravi e pregiudizievoli ripercussioni sulla collettività”.

“E’ giunta l’ora che per questo tipo di reato venga inasprito la pena del reato dell’associazione a delinquere, considerato che ci troviamo di fronte a vere e proprie organizzazioni criminali specializzate che non escluderebbe il coinvolgimento di coloro che fungono da ricettatori della refurtiva. Se non interveniamo con determinazione contro questo fenomeno, potremmo stare tutti i giorni a fare denunce inutili contro quest’orda di criminali, nella maggior parte dei casi stranieri, che agisce in modo deliberato ed incosciente, probabilmente sicuri di poter contare sull’impunità o sulla flebile azione giudiziaria. Non vi è giorno che non si parli di furti che interessano impianti elettrici che alimentano pozzi, aziende agricole e artigianali ma anche le linee di alimentazione elettrica del trasporto ferroviario“.

“Piuttosto, certi onorevoli e senatori che siedono tra gli scranni del nostro Parlamento si dovrebbero interessare a questo grave problema di notevole impatto sulla collettività, anzicchè interessarsi di vicende delle amministrazioni locali e/o pensare a godersi le indennità di parlamentare con tuti gli annessi e connessi. Condivido le preoccupazioni della coldiretti e quella di diversi amministratori di comuni dell’interland barese, aggiungendo che l’intensificazione del controllo del territorio se non accompagnato con una decisa azione di inasprimento delle pene previste per questo tipo di reato non servirà a nulla, ma proprio nulla, ben sapendo delle difficoltà che devono affrontare le forze dell’ordine con un organico di uomini e mezzi sottodimensionato rispetto alle reali esigenze dei territori di propria competenza – conclude Miscioscia.