«L’aggressione vigliacca e premeditata contro l’agente della Polizia di Stato impegnato nel servizio di ordine pubblico a Torino non è un semplice episodio di violenza, ma un attacco diretto al cuore dello Stato e alle sue istituzioni democratiche. Le immagini diffuse restituiscono un quadro di inaudita aggressività e di vera e propria guerriglia urbana. Le numerose persone incappucciate che assaltano con calci, pugni e persino con un martello un servitore dello Stato isolato e a terra non possono essere in alcun modo confuse con il legittimo esercizio del diritto di manifestare, è solo un’azione che mira a colpire lo Stato, le sue istituzioni e la sicurezza di tutti i cittadini. Ogni tentativo di giustificare, minimizzare o “contestualizzare” questo atto barbaro – richiamandosi a presunte ragioni politiche, sociali o ideologiche – significa di fatto mettere in discussione il principio stesso di legalità su cui si fonda il nostro ordinamento» – si legge in un comunicato diffuso dalla segreteria della Lega di Andria ha aggiunto:
«Chi cerca alibi per questa violenza non difende la libertà di espressione, ma contribuisce a eroderne le basi, perché in uno Stato costituzionale il conflitto si esprime con le idee, non con le spranghe, gli scudi artigianali e i martelli. Lo Stato ha il dovere di proteggere in primo luogo chi ha giurato di difendere la collettività, rischiando la vita nelle piazze e nelle strade; per questo esprimiamo piena, ferma solidarietà all’agente ferito, alla sua famiglia e a tutte le donne e gli uomini della Polizia di Stato impegnati a Torino e ovunque nella nostra nazione. Faremo pervenire il nostro sentimento di sdegno presso tutte le sedi ed autorità competenti, auspicando che i responsabili di questo vile atto siano quanto prima individuati e puniti con la massima severità prevista dall’ordinamento, riaffermando un principio chiaro: il diritto di manifestare è un pilastro irrinunciabile della nostra Costituzione, ma non potrà mai essere brandito come scudo per chi trasforma le città in teatri di guerriglia urbana, incendia cassonetti, lancia pietre e aggredisce poliziotti, giornalisti e operatori dell’informazione» – concludono dalla Lega di Andria.
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