“La nuova tangenziale ovest di Andria distruggerà uliveti, paesaggio e sfiorerà beni archeologici. Un danno al territorio ed uno spreco di soldi”

“Il progetto della cosiddetta tangenziale ovest procede speditamente verso l’approvazione definitiva. Ha ricevuto parere positivo per l’impatto ambientale dalla provincia. Un’opera pubblica che costerà circa 21 milioni e che provocherà uno scempio ambientale considerevole andando a devastare un territorio a vocazione agricola di pregio fra la città e il Castel del monte (verrà alterato tutto il nostro paesaggio!). Passerà vicino a Santa Barbara, alla guardiola a Monte Faraone , quindi in prossimità di aree di importanza archeologica. Una bretella tra Canosa e Corato di nessuna utilità per Andria. L’attuale ex 98, oggi tangenziale, verrà probabilmente affidata alla nostra amministrazione e non più alla provincia, con spese a carico della comunità cittadina. Italia Nostra è contraria a questo progetto che produrrà un inutile consumo di suolo e altererà per sempre il nostro territorio più di pregio!!” – è quanto possibile leggere in un post (datato 24 novembre 2018) diffuso sulla Pagina Facebook della sezione andriese dell’associazione Italia Nostra.

La questione Tangenziale ovest, già oggetto di discussione nelle scorse settimane, sarà anche argomento di un incontro organizzato dall’associazione Urban Center. Si terrà infatti venerdì 30 novembre dalle ore 18.30, nella Sala Convegni Attimonelli (Albergo dei Pini) in Corso Cavour 194, l’incontro pubblico “Nuova tangenziale? Uno spreco e un danno per il territorio”, promosso e organizzato dall’Associazione Urban Center di Andria.

All’incontro interverranno Nino Marmo, Capogruppo di Forza Italia alla Regione Puglia, l’ingegnere Pasquale Bruno e il professore e geologo Andre Salvemini. A moderare l’incontro sarà il giornalista Francesco Rossi. I lavori del convegno saranno introdotti dalla Presidente di Urban Center, ingegner Annalisa Fusaro.

“Abbiamo pensato a questo incontro – sottolinea la Presidente Annalisa Fusaro – nella consapevolezza che potremmo trovarci di fronte a un’opera del tutto inutile e di assoluto nocumento per la Città e per il suo tessuto sociale e produttivo. D’altronde basterebbero alcuni dati per confermare quella che non è soltanto un’impressione: 20 ettari di uliveti distrutti, quasi 100.000 metri cubi di cemento per una lingua d’asfalto di oltre 9 chilometri e 1.200 metri cubi di materiale da avviare alla discarica ai quali bisogna aggiungere 28 milioni di euro circa come costi da sostenere”.

“Ai danni ambientali e ai costi elevati – continua Fusaro – si devono aggiungere le criticità della viabilità che il progetto dell’opera lascerebbero insolute. In alternativa avrebbero potuto essere valutati progetti alternativi come l’adeguamento e il completamento dell’attuale tangenziale. Forse ne avremmo un vero beneficio per la Città”.

“Chiediamo ai rappresentanti della Associazioni socio-culturali, ambientaliste, imprenditoriali e di categoria di Andria – conclude Fusaro – di partecipare all’incontro per avere un panorama il più ampio possibile sulla reale efficacia di quella che consideriamo un’opera costosa e dannosa”.