La Regione Puglia insiste: “no a reintegro dei medici non vaccinati”. Fratelli d’Italia: “Emiliano e Palese bluffano“

Dal 1° novembre 2022, i medici che erano stati sospesi senza percepire lo stipendio perché non vaccinati contro il covid, possono tornare in corsia in seguito al provvedimento preso dal primo decreto approvato dal nuovo Governo Meloni che ha anticipato il rientro dei medici non vaccinati a novembre anziché al 31 dicembre 2022. In Puglia però, la situazione non cambia, infatti la Regione Puglia ha emanato il seguente comunicato:

In Puglia sono solo 10 i medici del sistema sanitario regionale a non aver ricevuto la vaccinazione anti Covid. E 103 sono i non vaccinati tra operatori sanitari e infermieri. La situazione di questo personale sanitario è regolata dalla legge regionale, che consente solo agli operatori che si sono vaccinati, secondo le indicazioni del Piano nazionale di prevenzione vaccinale vigente, di poter accedere a determinati reparti ospedalieri. Questo a tutela dei pazienti e degli stessi operatori. La legge regionale è e rimane in vigore.” Lo comunica l’assessore alla Sanità, Rocco Palese, che dichiara:

La Regione Puglia ha consolidato nel tempo un quadro normativo regionale in materia di prevenzione vaccinale grazie alla professionalità, alla sensibilità e alle competenze presenti nel quadro dirigenziale regionale e dei Dipartimenti di Prevenzione delle Aziende Sanitarie Locali impegnati in prima linea nella prevenzione delle malattie infettive e nella protezione e sicurezza degli operatori.” La Legge regionale 19 giugno 2018, n. 27 ha previsto infatti che “al fine di prevenire e controllare la trasmissione delle infezioni occupazionali e degli agenti infettivi ai pazienti, ai loro familiari, agli altri operatori e alla collettività” la Regione Puglia individua “i reparti dove consentire l’accesso ai soli operatori che si siano attenuti alle indicazioni del Piano nazionale di prevenzione vaccinale vigente per i soggetti a rischio per esposizione professionale”. La Corte Costituzionale ne ha dichiarato la legittimità costituzionale con Sentenza n. 137 del 6 giugno 2019 affermando che la normativa regionale è indirizzata “specificamente agli operatori sanitari che svolgono la loro attività professionale nell’ambito delle strutture facenti capo al Servizio sanitario nazionale, allo scopo di prevenire e proteggere la salute di chi frequenta i luoghi di cura: anzitutto quella dei pazienti, che spesso si trovano in condizione di fragilità e sono esposti a gravi pericoli di contagio, quella dei loro familiari, degli altri operatori e, solo di riflesso, della collettività”. In attuazione della L.R. n. 27/2018, la Regione Puglia ha approvato il Regolamento regionale 15 giugno 2020, n.10 nel quale sono esattamente definite le modalità operative e le tipologie di vaccini previste quale obbligo a carico degli operatori sanitari.

Con specifico riferimento alla vaccinazione anti SARS-CoV-2/Covid-19 degli operatori sanitari, la Regione Puglia ne ha esteso l’obbligo con l’art. 1 della Legge regionale 10 marzo 2021, n. 2 al fine di “prevenire e controllare la trasmissione delle infezioni occupazionali e degli agenti infettivi ai pazienti, ai loro familiari, agli altri operatori e alla collettività” e “purché la pratica di prevenzione sia prescritta in forma di obbligo o raccomandazione dalla legislazione statale, ovvero contenuta in disposizioni normative statali eccezionali e d’emergenza, oppure sia prevista da atti amministrativi nazionali, comunque denominati, diretti a favorire la massima copertura vaccinale della popolazione e per questo aventi efficacia integrativa del Piano nazionale di prevenzione vaccinale”. “Considerato che le Circolari del Ministero della Salute confermano le raccomandazioni e le indicazioni operative in ordine alla copertura vaccinale da SARS-CoV-2, oltre che dall’influenza stagionale, degli operatori sanitari, trovano piena e legittima applicazione le disposizioni contenute nelle norme regionali in vigore” spiega il direttore di Dipartimento Salute, Vito Montanaro. Si ricorda che anche il TAR Puglia si è più volte espresso in senso favorevole al quadro normativo sopra menzionato rigettando i ricorsi presentati da operatori sanitari e da associazioni di rappresentanza.

Zullo (FdI): Emiliano e Palese bluffano, l’obbligo vaccinale COVID per operatori sanitari pugliesi non pu? essere imposta con legge regionale

“Ho sentito in queste ore sia il presidente Emiliano sia l’assessore alla Sanità, Palese, sostenere che in Puglia l’obbligo vaccinale per il personale sanitario rimarrà in forza di una legge regionale. E’ evidente che delle due l’una o Emiliano bluffa o non conosce neppure le leggi regionali. Voglio, infatti, ricordare e rimarcare che la L.R. 10 marzo 2021, n. 2 <Operatori sanitari e vaccinazione anti-Coronavirus-19. Applicazione della legge regionale 19 giugno 2018, n. 27 (Disposizioni per l’esecuzione degli obblighi di vaccinazione degli operatori sanitari) e disposizioni urgenti in materia di fabbisogno di prestazioni sanitarie> all’art. 1 subordina l’obbligo vaccinale contro il COVID solo se previsto da norma o disposizione comunque denominata di rango statale. E infatti, la norma nel prevedere l’obbligo specifica: <purché la pratica di prevenzione sia prescritta in forma di obbligo o raccomandazione dalla legislazione statale, ovvero qualora la sua raccomandabilità possa intendersi derivata in coerenza con la legislazione statale eccezionale e d’emergenza, oppure sia prevista da atti amministrativi nazionali, comunque denominati, diretti a favorire la massima copertura vaccinale della popolazione e per questo aventi efficacia integrativa del Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale>.

“E’ evidente che avendo il Governo nazionale anticipato al 1° novembre la scadenza dell’obbligo vaccinale per gli operatori sanitari, nessuna norma o direttiva o atto statale comunque denominato pu? essere assunto a fondamento dell’efficacia giuridica della L.R. n° 2/2021 che impone l’obbligo vaccinale COVID in Puglia per gli operatori sanitari. Ne deriva che la norma invocata da Emiliano e Palese è allo stato inefficace giuridicamente e sarebbe bene che la si smetta di bluffare per il solo gusto di una contrapposizione sterile e pregiudiziale al Governo Meloni” – hanno concluso da Fratelli d’Italia Puglia.

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