L’ex Sindaco di Andria Caldarone vuole salvare la città dal dissesto finanziario

“Se cammino per strade dissestate in un traffico caotico, penso che nessuno fa più interventi per la viabilità, forse perché mancano le finanze. Ma il bilancio del comune, sia quello approvato che quello proposto nell’ultimo consiglio comunale, è in equilibrio , dicono gli amministratori uscenti. Se ho un figlio all’asilo o alla mensa scolastica, scopro quanto diventa difficile senza servizi e con costi altissimi. Capisco che il Comune non ha soldi per migliorare la nostra vita e quella dei nostri figli. Ma il bilancio è in equilibrio, sembra con tanto di pareri e timbri formali. Se il personale del comune è ormai ridotto all’osso, e scopriamo, nel bilancio sempre, che nei prossimi anni la spesa per il personale (quindi per dirigere la città) cadrà sempre più, capisco che il futuro sarà peggio del presente e che le risposte tarderanno sempre più ad arrivare. Ma il bilancio è in equilibrio, quindi perché preoccuparsi????” – comincia così il comunicato stampa diffuso dall’ex Sindaco di Andria, Vincenzo Caldarone (che negli ultimi giorni ha lanciato la nuova forza politica “Andria Bene Comune. Nella sua analisi, Caldarone prosegue così:

“Non c’è niente di più lontano dalla vita reale che la discussione lunare che si è aperta sul bilancio comunale. Che deve essere sì approvato come strumento contabile, ma condannato come atto di governo e pietra tombale sul futuro. Si sottolinea che il bilancio era ed è dotato di autorevoli pareri e timbri formali. Ma TUTTI GLI ULTIMI BILANCI hanno avuto il crisma dei timbri formali; quindi delle due l’una: o non erano buoni i timbri o il dissesto (di fatto) non c’è. Invece il dissesto (anche se chiamato pre) c’è ed è pesante. Bisogna partire da questa consapevolezza per cercare in tutti i modi di raddrizzare la barca, cioè di dare ad Andria e alla nostra comunità una opportunità di ripresa: il Comune è paralizzato, il peso del dissesto graverà per molto tempo, la città è isolata nel territorio e la economia declina. E’ tempo di lavorare per trovare risorse, finanziarie, umane, progettuali e morali per il futuro. Qui deve giuocarsi la sfida per rilanciare Andria: il giudizio delle carte e delle coscienze su quanto è accaduto è ormai tratto: un disastro, di cui gli oltre 80 milioni di buco finanziario sono solo un sintomo. Bisogna subito dedicarsi a risanare e rilanciare. Sarà un lavoro a più mani e più menti, che richiederà una forte convergenza delle persone di buona volontà, e la individuazione del bene comune come metodo e metro dei rapporti personali e istituzionali. Il centro di volontariato Zenith ha lanciato una pietra nello stagno: da dove ripartire per un programma di comunità. Ammiro il coraggio e la determinazione di quei ragazzi: pur se trattasi di una bozza iniziale senza spunti tecnici, aver messo al centro l’equilibrio delle vite, i principi fondanti e le concretezze delle comunità è una svolta vera nel teatrino delle politiche locali. Ci dedicheremo ad arricchire e discutere quelle proposte. Ma questa è la traccia per ogni convergenza (chiamatela coalizione o come vi pare) per governare e rilanciare Andria: ricominciamo dalla vita, dalle cose, dai progetti e mettiamoci i timbri della partecipazione e della coesione. I timbri formali sul bilancio servono, ma, come abbiamo visto, fino ad un certo punto, e non ci salvano l’anima né il dissesto” – ha concluso Caldarone.