M5S: “rimpatriare subito tutti gli immigrati irregolari, è il momento di proteggerci”

“La situazione migratoria è ormai fuori controllo. Nel 2015 con gli sbarchi sono arrivati in 153.842, i richiedenti asilo sono stati 83.970, 71.000 sono stati esaminati e il 55% di questi hanno ricevuto diniego: dove sono finiti loro e quelli non esaminati e che non hanno fatto richiesta? L’Italia e l’Europa sono un colabrodo”  – lo scriveva giorni fa sul Blog il garante e fondatore del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo a seguito dell’uccisione del terrorista fermato a Milano, accusato di essere il responsabile della strage di Berlino.

Anis Amri,” – proseguiva Grillo sul blog – “il cui documento è stato ritrovato sul Tir di Berlino, è arrivato in Italia nel febbraio 2011 ed è stato sanato con altri 26.000 da un decreto dello stesso anno (Governo Berlusconi). Poi è finito in carcere sempre qui in Italia e c’è rimasto per 4 anni, periodo durante il quale si sarebbe “radicalizzato”, per reati non collegati al terrorismo. Al termine della detenzione (giugno 2015) è stato espulso verso la Tunisia che però non ne ha riconosciuto la nazionalità, quindi è rimasto in Italia un po’ di tempo e poi è partito verso la Germania. Qui, tollerato come profugo cui era stata respinta la domanda di asilo, era stato fermato per due giorni l’estate scorsa e sorvegliato per mesi perché sospettato di preparare un attentato. Dopo di che lo ha preparato e realizzato. Poi è tornato tranquillamente in Italia senza che nessuno lo controllasse durante i passaggi alle frontiere e chissà cosa avrebbe fatto se ieri notte non avesse incontrato Cristian e Luca. L’Italia sta diventando un viavai di terroristi, che non siamo in grado di riconoscere e segnalare, che grazie a Schengen possono sconfinare indisturbati in tutta Europa. Bisogna agire ora”.
“1) Chi ha diritto di asilo resta in Italia, tutti gli irregolari devono essere rimpatriati subito a partire da oggi
2) Schengen deve essere rivisto: qualora si verifichi un attentato in Europa le istituzioni devono provvedere a sospenderlo immediatamente e ripristinare i controlli alle frontiere almeno finchè il livello di allerta non sia calato e tutti i sospetti catturati
3) Creazione di una banca dati europea sui sospetti terroristi condivisa con tutti gli stati membri, utilizzando anche quelle attuali
4) Revisione del Regolamento di Dublino
Fino a oggi è stato il tempo del dolore, della commozione, della solidarietà. Adesso è il momento di agire e proteggerci” – concludeva Grillo sul suo Blog. Già tempo fa il M5S aveva diffuso un video con alcune dichiarazioni di Renzi che alludevano al termine, di fatto, dell’accordo di Dublino:

 

Divisione delle quote di rifugiati per i paesi d’Europa e la strutturazione di agenzie per valutare esattamente chi ha diritto di asilo in Italia e chi no. Chi ha diritto va accolto, chi non ha diritto non può venire – è stata la dichiarazione di Alessandro Di Battista nel corso di una trasmissione televisiva, il VIDEO (Fonte Canale YouTube M5SParlamento):

Già nei mesi precedenti fu l’eurodeputata del M5S Laura Ferrara (M5S) ad esprimere preoccupazioni sulla situazione migratoria: 

Il Movimento 5 Stelle è stata la prima forza politica a battersi per il superamento del regolamento di Dublino perché mette in difficoltà i Paesi mediterranei, burocratizza le procedure di asilo e non fornisce un accesso rapido alla protezione internazionale. Il 4 maggio 2016 la Commissione europea ha presentato una proposta di riforma. L’obiettivo dichiarato era nobile: maggiore solidarietà, maggiore equilibrio e maggiore efficienza nel diritto d’asilo. Tuttavia, il principio fondamentale del regolamento non cambia: i migranti devono presentare la loro domanda nel primo Paese d’ingresso, salvo che non abbiano già famiglia in un altro paese. Abbiamo letto la proposta e abbiamo scoperto che per l’Italia non cambia nulla.

LA RIFORMA PENALIZZA L’ITALIA

Uno degli aspetti più criticati del regolamento di Dublino ancora oggi vigente riguarda il fatto che i Paesi di primo ingresso siano più penalizzati rispetto agli altri. Il migrante che tocca le coste italiane deve essere identificato e accolto nel nostro Paese senza alcun coinvolgimento degli altri Paesi europei. Nella proposta di riforma della Commissione questo principio non viene minimamente modificato, anzi viene rafforzato: ad esempio, nel vecchio sistema uno Stato membro cessava di essere responsabile della presa in carico della domanda di asilo dopo 12 mesi dall’ingresso irregolare se il richiedente faceva domanda in un altro Stato membro. Nella riforma questo criterio cade e lo Stato di primo ingresso sarà sempre responsabile della richiesta di asilo. In parole povere, il vecchio regolamento era più favorevole all’Italia perché era più flessibile della nuova riforma. La solidarietà viene introdotta come misura eccezionale: un Paese viene aiutato solo quando arriva al collasso.

LA POSIZIONE DELL’EFDD – M5S EUROPA

La Commissione europea e la maggioranza del Consiglio europeo fanno finta di aiutare l’Italia e tutti gli Stati di primo ingresso. Il Movimento 5 Stelle propone un vero e proprio sistema comune di gestione delle domande di asilo. In questo modo, sarà più semplice per gli Stati membri condividere gli sforzi che stanno compiendo gli uomini della Guardia costiera, della Marina militare, i Sindaci dei Comuni coinvolti, gli uomini delle forze dell’ordine e tutti i volontari delle associazioni umanitarie. Vogliamo l’introduzione di un meccanismo di ricollocazione dei migranti che sia automatico e obbligatorio. Chiediamo all’Unione europea di organizzare vie legali di accesso per evitare e prevenire i barconi della morte e gli sbarchi quotidiani. Bisogna tagliare il cordone degli affari di scafisti e trafficanti di uomini. Il Presidente del Consiglio a Bratislava davanti le tv batte i pugni sul tavolo contro l’Europa ma nelle stanze dei bottoni sigla tutte le decisioni che aveva criticato. L’Italia aspetta riforme vere ed efficaci non propaganda e bugie”.

In un video diffuso dal M5S Europa, Laura Ferrara illustrava alcune proposte:

Dentro il calderone c’è lo Stato.

“Il business dell’immigrazione è un “caso di Stato” perché a fare affari con essa sono pezzi dello Stato. Lo dimostra l’inchiesta Mafia Capitale con la saldatura fra partiti, criminalità organizzata e Coop. Lo dimostra la recente inchiesta di Catania che vede il sottosegretario di Stato Giuseppe Castiglione indagato per turbativa d’asta per gli appalti al Cara di Mineo. I morti in mare sono il cemento di questo sistema marcio, perché se non ci fossero le tragedie non arriverebbero i fondi europei” facevano sapere in un precedente comunicato dal M5S Europa. 

“L’Unione europea ha stanziato nel periodo 2007-2013 ben 4 miliardi di euro per la gestione del problema e ne ha stanziati altri 3.2 per il periodo 2014-2020. Ecco perché Buzzi nelle intercettazioni di Mafia Capitale diceva al suo interlocutore: “Lo sai che gli immigrati rendono più della droga”.

“Della delegazione del Parlamento europeo, che ha visitato inoltre il centro di primo soccorso di Pozzallo e il più grande Cara (Centro d’Accoglienza Richiedenti Asilo) d’Europa, quello di Mineo, fanno parte quattro portavoce del Movimento 5 Stelle. Durante gli incontri con le ONG internazionali che lavorano sul campo, i prefetti di Catania, Ragusa e Agrigento, i dipendenti dell’agenzia europea Frontex, gli uomini della Marina militare, i parlamentari europei Ignazio Corrao, Laura Ferrara, Marco Valli e Marco Zanni hanno chiesto di verificare tutti i flussi dei fondi stanziati, chi sono i beneficiari, come sono gestite le gare d’appalto e di subappalto e che livello di trasparenza hanno. Sono state, inoltre, richieste informazioni sulle commesse urgenti che drenano milioni di euro senza nessuna gara d’appalto. I portavoce hanno chiesto, infine, la tracciabilità dell’erogazione dei beni e dei servizi da parte delle cooperative.

“Segui i soldi e troverai la mafia” diceva Giovanni Falcone.

L’Italia dovrebbe chiedere all’Europa più solidarietà e meno fondi alle mafie…e invece fa e ottiene esattamente l’opposto.” M5S Europa