Montagna di rifiuti interrati e copertoni tra Andria e Canosa “trovati casualmente”. Quanti altri ce ne saranno?

“Durante i lavori di ampliamento della strada Andria – Canosa ritrovati reperti archeologici di inestimabile valore” – un commento sarcastico ma non troppo. E’ quanto rende noto la Pagina Facebook del circolo andriese di Legambiente. Un ammasso di copertoni abbandonati ed altri tipi di rifiuti sono stati ritrovati di fatto casualmente durante lavori che riguardavano un altro tipo di attività totalmente differente, ovvero i lavori per l’ampliamento della SP231 sulla tratta che collega i comuni di Andria e Canosa di Puglia.

Polistirolo, amianto ed altri tipi di rifiuti più o meno pericolosi erano già stati individuati in altre circostanze anche da altri associazioni attive nel campo ambientale. L’associazione dei volontari di Legambiente guidata ad Andria da Riccardo Larosa ha da tempo sollecitato il comune di Andria ad effettuare i dovuti controlli. Da tempo anche il prof. Francesco Martiradonna (Presidente Provinciale delle associazioni di Protezione Civile Nat. Federiciana Verde e e Ambiente e/è Vita ONLUS) ha segnalato lo spegnimento di incendi scaturiti da attività illecita di combustione di copertoni ed altri tipi di rifiuti abbandonati.

In altre circostanze, roghi venivano segnalati in altre località nel territorio andriese, come ad esempio nell’area che porta alla strada in direzione Trani, segno di un fenomeno piuttosto rilevante in città. Cosa sta accadendo? Lo chiediamo alle istituzioni che sono tenute ad effettuare i dovuti controlli ma anche agli stessi cittadini che evidentemente condividono le loro abitazioni con una parte (si spera minoranza) di soggetti incivili che ancora oggi nel 2017 disotterra illegalmente rifiuti d’ogni genere, in molti casi ritenuti pericolosi e comportando quindi un grave reato oltre che un danno all’ambiente e quindi anche alla salute di tutti.

La presenza di rifiuti abbandonati anche tra le aree soggette a coltivazioni è stata più volte segnalata da alcuni cittadini attraverso il nostro sistema di segnalazione mobile (a tal proposito, ricordiamo inoltre che scrivendo un messaggio al numero 353 3187906 è possibile effettuare segnalazioni e partecipare al gruppo Whatsapp per seguire tutte le news in tempo reale oppure iscrivendosi al gruppo Telegram cliccando qui o anche iscrivendosi al gruppo Facebook cliccando qui).

Un fenomeno che andrebbe monitorato con apposite ronde ambientali che, salvo controlli di Polizia Municipale e altri organismi delle forze dell’ordine, non ci sono. Andrebbe creato un sistema di ronde ambientali in grado di coinvolgere il mondo associazionistico che invece tarda ad arrivare. Legambiente segnala da tempo la presenza di rifiuti abbandonati ma il fenomeno sembra ben lungi dall’essere risolto.

Resta da chiedersi quanti rifiuti “tombati” siano presenti tra i nostri ulivi visto e considerato che il ritrovamento effettuato tra Andria e Canosa sia frutto di una casualità avvenuta per via dei lavori in corso in un territorio che “orfano” anche del defunto Corpo Forestale dello Stato, i cui pubblici ufficiali fanno parte oggi di un settore specifico dell’Arma dei Carabinieri, forse non sufficiente per la notevole estensione territoriale della città di Andria e dei comuni limitrofi. Il post diffuso da Legambiente Andria:

Durante i lavori di ampliamento della strada Andria Canosa ritrovati reperti archeologici di inestimabile valore.

Pubblicato da Legambiente Andria su Venerdì 27 ottobre 2017