Omicidio anziana ad Andria, la ricostruzione dei Carabinieri

Emergono dettagli inquietanti riguardo la prima ricostruzione dalla rapina svoltasi ad Andria lo scorso 18 novembre 2020 e terminata tragicamente con la morte di una donna:

In base alle informazioni raccolte dai Carabinieri, erano circa le 19.00 circa del 18 novembre quando un vicino di casa, ha sentito gridare aiuto; avvicinatosi all’abitazione dei vicini, l’uomo sorprendeva uno sconosciuto il quale lo colpiva violentemente. L’uomo, minacciando di morte gli anziani coniugi padroni di casa, aggrediva subito il marito stringendogli le mani al collo, colpendolo con calci e pugni al corpo e al viso al fine di farsi consegnare oggetti di valore. Poi il delinquente sottraeva la stampella alla moglie, usata da quest’ultima per deambulare, e la colpiva violentemente più volte alla testa. Intanto il vicino di casa delle vittime della rapina, allertava immediatamente le forze dell’ordine:

 

 Sul posto, dopo la richiesta di aiuto del vicino, giungevano prima alcune guardie campestri (ma lo straniero colpiva la loro auto violentemente rintanandosi in casa) e, subito dopo, in rapida successione, i Carabinieri della Sezione Radiomobile e della Stazione della Compagnia di Andria. Nel frattempo l’extracomunitario si era barricato in una piccola stanza, mettendo tutto a soqquadro e danneggiando le suppellettili nell’affannosa ricerca di denaro. La cattura del soggetto, nonostante l’intervento di più pattuglie di Carabinieri, era resa più difficile dalla violenta reazione dello straniero che si dimenava rabbiosamente colpendo chiunque si avvicinasse a lui. I carabinieri riuscivano infine a bloccarlo.

Poco dopo, i militari hanno identificato il giovane – dichiara di essere un 26enne di nazionalità marocchina.  L’uomo, ammanettato, veniva tratto in arresto in ordine ai reati di tentata rapina, lesioni, resistenza a P.U. e danneggiamento.  Intanto sul posto dell’aggressione il personale sanitario arrivato in ambulanza ha trasportato i malcapitati in ospedale. Le condizioni dell’anziana donna apparivano serie fin da subito, tanto che nel corso della nottata, presso l’ospedale “Bonomo” di Andria, la stessa veniva sottoposta a urgente intervento chirurgico e successivo ricovero in terapia intensiva. Dopo 6 giorni di lotta tra la vita e la morte la povera donna alle ore 15.00 del 24 novembre decedeva per il grave trauma cranico provocatole con i colpi inferti dal marocchino a mezzo della stampella. Il marito riportava invece alcuni giorni di prognosi. Nel frattempo, proseguono le indagini della Procura della Repubblica finalizzate all’accertamento di tutti gli elementi utili della vicenda.

In particolare, tra l’altro, la Procura della Repubblica di Trani ha disposto l’esame autoptico per confermare che la morte sia la diretta conseguenza delle lesioni subite. I primi esiti della autopsia, già effettuata, confermano che il decesso è conseguenza di una emorragia interna derivante dai colpi. Con il decesso dell’anziana donna, la posizione dell’extracomunitario si è aggravata ulteriormente, atteso che l’Ufficio del Pubblico Ministero ha contestato anche il reato di omicidio volontario aggravato anche dall’aver adoperato sevizie e aver agito con crudeltà.

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