Potature alberi, Legambiente Andria: “lo scempio continua”

“Ci risiamo, puntualmente in epoca errata e con tagli sempre più drastici ecco a voi lo scempio chiamato “potatura di contenimento” su piante adulte di Leccio (Quercus ilex) in Piazza Umberto I, ma anche in altre zone della città. Perchè viene effettuata? per contenere i danni causati da uno o più parassiti che non si è riusciti a controllare con trattamenti fitosanitari (o magari non si è mai intervenuti..?). Quindi si ricorre alla soluzione più sbrigativa e meno onerosa, i tagli (con esclusivo utilizzo di motosega) che come si può notare dalle foto hanno interessato anche rami di grandi dimensioni sino all’eliminazione di intere branche (Foto 4)” – è quanto dichiarato in un comunicato stampa dal Circolo Legambiente di Andria “Thomas Sankara”. I responsabili andriesi della nota associazione ambientalista proseguono:

“Sicuramente eliminando completamente la chioma e l’apparato fogliare (Foto 1,2,3) si va a mitigare il problema estetico dei rami secchi e si contengono momentaneamente i parassiti, ma allo stesso tempo si va a compromettere la salute della pianta stessa, vengono meno le principali funzioni ecologiche come l’ombreggiatura del suolo, il riparo e la nidificazione dei volatili e l’assorbimento dell’anidride carbonica. Gli effetti della capitozzatura si possono già notare (Foto 5) su alberi di quercia capitozzati precedentemente che emettono giovani ramificazioni disordinate e fuori controllo. Quello che ci preoccupa è il futuro degli altri alberi, visto che la stessa sintomatologia è presente sul leccio di piazza Catuma (pressi fontana) e in diversi altri parchi, le motoseghe selvagge colpiranno ancora?? Probabilmente se ponessimo il quesito al dirigente di turno ci risponderebbe di SI, con la retorica motivazione della carenza di risorse. Ma noi cittadini possiamo continuare a subire ancora visto che stiamo parlando di una risorsa importante come il verde urbano che potrebbe mitigare in modo importante il nostro compromesso ecosistema urbano?” – concludono da Legambiente Andria. Un altro scatto fotografico: